Per bypassare il blocco usa

Commercio, Ue e Cina propongono un tribunale parallelo alla Wto

Ue Cina e altri 15 Paesi promuovono un meccanismo temporaneo per risolvere le controversie dopo che gli Usa hanno bloccato l’organo di appello della Wto

dal nostro inviato Stefano Carrer


default onloading pic
(Afp)

2' di lettura

DAVOS - Con la Cina, senza gli Stati Uniti: l’Unione Europea promuove una aggregazione in sede Wto di 17 membri disposti a costituire un meccanismo temporaneo di risoluzione delle loro controversie, dopo che l’Appellate Body dell’Organizzazione Mondiale del Commercio ha smesso di funzionare il mese scorso in seguito al ripetuto blocco della nomina di nuovi giudici decisa dall’Amministrazione Trump (e della scadenza del mandato di altri due giudici, con la conseguenza di lasciarne in carica solo uno).

Strumento ad interim per i volenterosi
«Noi, i ministri di…» : inizia così la lettera firmata per conto di 17 Nazioni a margine del World Economic Forum di Davos: in attesa che la situazione di stallo si sblocchi, le parti daranno vita a uno strumento di giudizio arbitrale ad interim «aperto a tutti i membri che volessero aderire».

Oltre alla Cina, gli altri aderenti sono Australia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Corea del Sud, Messico, Nuova Zelanda, Panama, Singapore, Svizzera, Uruguay, più Norvegia e Canada che avevano già raggiunto una intesa in proposito con la Ue.

Bastone e carota con Washington
«Crediamo che un meccanismo della Wto di risoluzione delle controversie sia della massima importanza per un sistema commerciale basato su regole, e che un organismo indipendente e imparziale di appello debba continuare a essere una delle sue caratteristiche essenziali», sottolineano i firmatari, che comunque, per non dare l’impressione di una spaccatura netta in seno all’organizzazione, ribadiscono di voler lavorare con l’intera Wto per un «miglioramento duraturo» dell’Appellate Body. Inoltre la lettera si chiude con un riferimento al fatto che si prende nota delle recenti dichiarazioni di Donald Trump di impegno per la riforma della Wto.

Il presidente americano, proprio a Davos ha detto mercoledì di puntare a una azione incisiva sul fronte della Wto, invitando a Washington il direttore generale Roberto Azevedo. La riforma della Wto è desiderata da tutti, ma in termini diversi. Lo stesso Azevedo ha detto che non ci si può aspettare in tempi brevi che siano eliminate alcune clausole che favoriscono attraverso esenzioni Paesi come Cina e India in quanto ancora etichettati come Paesi in via di sviluppo.

Dettagli da definire
I dettagli del nuovo meccanismo temporaneo devono ancora essere negoziati si baseranno comunque su una normativa Wto esistente - l’articolo 25 del Dispute Settlement Understanding - che consente ai membri di accettare una forma volontaria di arbitrato.
Il nuovo strumento “garantirà ai membri Wto partecipanti di continuare ad avere accesso a una sistema di risoluzione delle controversie che sia vincolante, imparziale e di alta qualità - ha dichiarato il commissario al Commercio europeo Phil Hogan - Continueremo i nostri sforzi per cercare una soluzione permanente all’impasse attuale”.

ALTRI ARTICOLI

La bomba di Trump che ha fatto saltare la Wto

L’inesorabile declino delle organizzazioni internazionali

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...