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Commercio, a un anno dall’accordo Cina e Usa già litigano sui target mancati

A un anno dalla sigla dell’accordo le due superpotenze polemizzano. Per gli americani obiettivi raggiunti a metà, ma i cinesi esultano per il surplus

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Primo compleanno della Fase 1 Cina-Usa, ma è già lite sul raggiungimento del target previsto. È la prima candelina della Fase 1 dell’accordo Cina-Usa, il 15 gennaio 2020 Cina e Usa siglavano l’accordo commerciale che chiudeva mesi e mesi di negoziato.

Il Covid-19 era in agguato, ma un anno dopo i due contendenti già litigano se il target sia stato raggiunto oppure no. In primis era stato previsto l’impegno di Pechino ad incrementare le importazioni dagli Usa.

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L’obiettivo finale era di ridurre lo squilibrio commerciale tra i due Paesi che, tuttavia, come dimostrano i dati della bilancia commerciale del 2020, è tutt'altro che sparito.

Anzi, le Dogane cinesi segnalano un ulteriore incremento del 7% del surplus cinese.

Tesi contrapposte

Le importazioni cinesi dagli Usa sono state pari a 86,9 miliardi, decisamente inferiori rispetto al target annuale promesso di 153,8 miliardi. Questa è la versione americana.

Pechino replica che nel 2020 l’incremento delle importazioni dall’America è stato del 9,8% e che, tecnicamente, il target della Fase 1 copriva due anni di acquisti.

Di certo non è un bel segnale per chi dovrà cogliere il testimone di Robert Lighthizer, l’avvocato capodelegazione Usa che ha siglato l’accordo insieme al cinese Liu He, vice primo ministro.

L’agenda è ancora densa di temi, incluso il completamento della Fase 1 e le tariffe su altri prodotti. Per non parlare delle ulteriori fresche decisioni delle Dogane americane di bloccare gli arrivi di cotone e pomodoro dallo Xinjiang (valore: 19 miliardi nel 2020) perchè sarebbero frutto di lavoro forzato.

«Non è chiaro come i funzionari possano riprendere i contatti - dice He Weiwen della Renimn University - ma la direzione è che entrambe le parti dovranno trovare un modo per gestire le differenze e perseguire la cooperazione».

L’incertezza sui colloqui

I colloqui potrebbero iniziare con lo stato di avanzamento dell'accordo Fase 1 e rimanenti tariffe. Secondo i dati ufficiali rilasciati giovedì 14 gennaio, l’attuazione dell’accordo commerciale di fase uno, che segna il suo primo anno venerdì 15 gennaio, ha registrato progressi.

Nel 2020, la Cina ha importato prodotti statunitensi per un valore di 134,91 miliardi di dollari, in crescita del 9,8% su base annua, secondo i dati rilasciati dalla General Administration of Customs (GAC).

Questo tasso di crescita è notevole rispetto a un calo dell'1,1% delle importazioni complessive della Cina per l'anno. Le importazioni cinesi di prodotti agricoli dagli Stati Uniti sono aumentate del 66,9%, mentre le importazioni di greggio USA sono aumentate dell'88%.

«Non c'è dubbio che la Cina ha fatto del suo meglio per attuare l'accordo commerciale di fase uno», ha detto il portavoce del ministero del Commercio , aggiungendo che «qualsiasi valutazione della Cina che è rimasta indietro sui suoi acquisti è imprecisa e non in linea con il testo dell'accordo».

Il rapporto Peterson

Il Peterson Institute for International Economics ha detto invece nel suo ultimo rapporto che le importazioni totali della Cina di prodotti coperti dall'accordo hanno raggiunto 86,9 miliardi di dollari, rispetto a un obiettivo ripartito dall'inizio dell'anno di 153,8 miliardi.

Per la Cina questo calcolo non riflette le variazioni di prezzo, l’impatto della pandemia Covid -19 e il divieto degli Stati Uniti di alcune importazioni dalla Cina


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