La lista

Commissari e cantieri, a Sud 20 miliardi su 41 Coordina Cancelleri

In attesa dei fondi del Recovery Plan (compreso lo Stretto di Messina) il governo prova a sbloccare una ventina fra piani e progetti: 5 miliardi di strade, 10 di ferro, 5 fra idrico, depurazione e dissesto

di Giorgio Santilli

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Manutenzioni al viadotto di Pietrasecca sulla A24 Roma-L'Aquila

In attesa dei fondi del Recovery Plan (compreso lo Stretto di Messina) il governo prova a sbloccare una ventina fra piani e progetti: 5 miliardi di strade, 10 di ferro, 5 fra idrico, depurazione e dissesto


4' di lettura

Approvato dal Parlamento il decreto legge semplificazioni e in attesa delle scelte del g overno per il Recovery Plan (compresa una prima indicazione per l’attraversamento dello Stretto di Messina), il tempo di mezzo dello sviluppo infrastrutturale - da qui a fine anno - si riempirà con la nomina dei commissari previsti dall’articolo 9 dello stesso Dl semplificazioni. I decreti - i primi sono attesi a giorni - sono proposti dalla ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, e firmati dal premier Giuseppe Conte.

In tutto le opere commissariate dovrebbero essere - secondo lo schema pronto al ministero delle Infrastrutture - una cinquantina cui vanno aggiunti gli interventi annunciati su quattro grandi piani nazionali (rischio idrogeologico, settore idrico, depurazione e bonifiche) che, secondo una stima parziale fatta dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), varrebbero per l’intero territorio nazionale circa 41 miliardi di euro. Di questo pacchetto nazionale circa 25 opere e ovviamente una quota dei piani nazionali riguarderanno il Sud per un valore degli investimenti “accelerati” di 20 miliardi (la stima è sempre parziale perché per alcune opere non sono noti i costi). Per circa 5 miliardi si tratta di opere stradali, per 10 miliardi di opere ferroviarie e per 5 miliardi della quota meridionale dei piani nazionali, mentre per l’Ance non è possibile al momento quantificare il valore né delle dighe né degli interventi di edilizia statale.

All’operazione di accelerazione delle opere tramite commissariamenti sovraintenderà, con tanto di delega della ministra De Micheli, un uomo politico del Sud, il siciliano pentastellato Giancarlo Cancelleri, viceministro alle Infrastrutture, che coordinerà l’indirizzo ai commissari e ha intenzione di verificare costantemente il rispetto dei cronoprogrammi (come ha detto al Sole 24 Ore lo scorso11 settembre).

Ma vediamo cosa c’è in questo elenco di commissari in arrivo. Partiamo dalle strade, dove la parte del leone con 3.140 milioni) la fa la messa in sicurezza delle Autostrada A24 e A25 Roma-l’Aquila-Pescara - che saranno affidate al commissario Maurizio Gentile, non appena lascerà la poltrona di amministratore delegato di Rfi (a giorni dovrebbero essere fatte le nomine nel gruppo Fs)-, il terzo lotto della Jonica Ss 106 (1.335,12 milioni) e il collegamento autostradale tra la SS 514 di Chiaramonte e lo svincolo della SS 194 Ragusana (673,74). Per queste opere saranno nominate figure tecniche, anche compartimentali, dell’Anas (certamente non l’ad Massimo Simonini), mentre già da tempo si discute (e si litiga fra Roma e Palermo) di un commissario per la rete provinciale siciliana e uno dovrebbe arrivare per la rete stradale sarda.

Sono otto invece le opere ferroviarie meridionali che il governo conta di accelerare con l’azione e i poteri straordinari dei commissari. Anche in questo caso i commissari saranno prevalentemente figure tecniche di Rfi.

Ci sono il completamento del raddoppio della Pescara-Bari (700 milioni), la Roma-Pescara (600 milioni), la realizzazione della nuova linea Ferrandina-Matera La Martella (365,49 milioni) di cui si parla da quaranta anni, il potenziamento infrastrutturale e tecnologico della Salerno-Reggio Calabria per cui ora ci sono 230 milioni, la linea Palermo-Trapani via Milo (144 milioni), il potenziamento tecnologico e infrastrutturale della linea Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia per cui non c’è ancora una stima dei costi. A questi vanno aggiunte le due opere clou delle ferrovie nel Sud, la Napoli-Bari (5.807 milioni) e la Palermo-Catania-Messina (7.250 milioni), commissariate e in corso di lavori già da tempo ma che ora dovrebbero nominare un nuovo commissario con i poteri più ampi previsti dall’articolo 9 del decreto semplificazioni (Gentile dovrebbe lasciare lasciando la poltrona di ad in Rfi).

Quasi tutte al Sud anche le dighe di competenza del ministero delle Infrastrutture: si tratta di completare opere ferme da anni o di metterle in sicurezza. Nei completamenti rientrano le dighe di Maccheronis (Nu), Monti Nieddu (Ca) e Medau Aingiu (Ca), mentre nel secondo gruppo ci sono la cantoniera sul fiume Tirso (Or), sul Rio Olai (Nu), sul Rio Govossai (Nu), sul Rio Mannu di Pattada a Monte Lerno (Ss), di Monte Pranu sul rio Palmas (Or), di Pietrarossa (En-Ct).

Quanto agli edifici pubblici su cui si prevedono interventi di edilizia statale, ci sono progetti proposti dal ministero dell’Interno per realizzare uffici e alloggi collettivi di servizio in via Leonardo da Vinci a Palermo (2° lotto), per la realizzazione di un centro polifunzionale unico della Ps a Catania (1° e 2° lotto), per la ristrutturazione della caserma Manganelli a Reggio Calabria, per la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica per accorpare gli uffici di Ps a Crotone, per la realizzazione della cittadella della sicurezza nella Caserma Boscariello con anche il Centro elettronico nazionale a Napoli, per la riorganizzazione dei presìdi di polizia a Reggio Calabria.

Infine le quote di opere localizzate nel Mezzogiorno dei quattro programmi nazionali, per cui non è ancora chiaro quale sia l’orientamento del governo quanto alla scelta dei commissari, in molti casi già presenti con richiami normativi diversi da quelli dell’articolo 9. Si tratta di confermare quelli esistenti estendendo i loro poteri o rinnovarli: in gioco ci sono 3.135 milioni per il dissesto idrogeologico, 695 per le opere idriche, 1.012 per la depurazione. Non ci sono ancora indicazioni quantitative certe per il piano delle bonifiche.

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