Infrastrutture

Commissari a rilento, sui cantieri partita decisiva in Toscana e Lazio

Dieci grandi opere in attesa di nomine. Gentile (ad uscente di Rfi) in pole per la messa in sicurezza della A24-A25 e per la Roma-Latina. Le altre opere stradali e ferroviarie affidate a dirigenti esperti di Anas e Rfi

di Silvia Pieraccini , Giorgio Santilli

Dieci grandi opere in attesa di nomine. Gentile (ad uscente di Rfi) in pole per la messa in sicurezza della A24-A25 e per la Roma-Latina. Le altre opere stradali e ferroviarie affidate a dirigenti esperti di Anas e Rfi


4' di lettura

Dopo la conferenza stampa del premier Conte e della ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, il 7 luglio, sull’approvazione del decreto semplificazioni per far ripartire i cantieri in Italia, ci si sarebbe potuta aspettare una decisione immediata almeno sulle prime opere da commissariare, oltre una trentina quelle già individuate, ma dopo due mesi i commissari - servono la proposta di De Micheli, il via libera del Mef e il Dpcm di Conte - non ci sono ancora. Per Lazio e Toscana la partita è decisiva, con dieci infrastrutture di trasporto considerate strategiche da anni. Fa eccezione la ricostruzione del ponte crollato ad Aulla, opera a sé per cui il commissario è stato già nominato con l’affidamento dell’opera al presidente della Regione Enrico Rossi. Per le altre opere, l’amministratore delegato uscente di Rfi, Maurizio Gentile, è in pole position per le opere di messa in sicurezza sulle autostrade A24 e A25 fra Roma e L’Aquila-Pescara e per l’autostrada Roma-Latina, mentre le altre opere dovrebbero essere affidate a dirigenti esperti (ma non agli amministratori delegati) di Anas e Rfi.

La partita è decisiva anche per la Capitale dopo l’inserimento in extremis della chiusura dell’anello ferroviario, la più ambiziosa fra le opere ferroviarie metropolitane, almeno in termini di traffico potenziale: con il raddoppio della linea Vigna Clara-Valle Aurelia e il nodo di interscambio a Tor di Quinto con la ferrovia Roma-Viterbo, è la soluzione del ferro alla mobilità di Roma Nord. Il costo stimato dell’operazione è di 547 milioni di euro. La linea Vigna Clara-Valle Aurelia si ricongiungerà, scavalcando il Tevere, con quella di Nomentana, per un totale di 15 chilometri di tratta. La progettazione, finanziata nel 2016 con 12 milioni di euro, è in corso. L’opera è stata anche oggetto di un’intesa tra Rfi e Campidoglio nel luglio 2018 nell’ambito della riqualificazione delle aree ferroviarie dismesse nel nodo ferroviario romano.

Sulle altre quattro opere laziali bloccate c’è poco da aggiungere ai dati già ampiamente noti da anni. La più importante è certamente l’autostrada Roma-Latina che dovrebbe essere appunto affidata a un grande esperto di sblocca-opere come Maurizio Gentile, in corso di riconversione dal ferro alle strade. Gentile è l’uomo che è riuscito a mettere in moto la ferrovia veloce Napoli-Bari. La Roma-Latina vale 1.515,94 milioni, comprese le opere connesse. Ci sono poi la statale Salaria SS4 nel tratto che attraversa i Comuni del terremoto (151,09 milioni), la Ss 675 tra il porto di Civitavecchia e il nodo di Orte (la tratta Monte Romanoest-Civitavecchia che vale 472,23 milioni), l’ammodernamento della ferrovia Roma-Pescara per cui sono stanziati 700 milioni.

Cinque sono le opere pubbliche che interessano la Toscana inserite nell’elenco ministeriale diffuso a fine luglio per annunciare l’arrivo dei commissari, che avranno il compito di riavviare i cantieri e di farli andare spediti.

Per queste opere si riaccende la speranza di completamento dopo tanti anni di attesa: Tirrenica, Due Mari, ferrovia Pontremolese, Darsena Europa e il ponte di Albiano Magra (Aulla) crollato nell’aprile scorso, per il quale però il ministro Paola De Micheli ha già nominato commissario alla ricostruzione il presidente della Regione, Enrico Rossi.

La più tormentata è l’adeguamento della Tirrenica Livorno-Civitavecchia che, svanita la possibilità di realizzare un’autostrada e ridimensionato il progetto su una superstrada a quattro corsie, ora ha pure cambiato nome: nelle carte ministeriali si chiama Tarquinia-San Pietro in Palazzi, visto che i tratti a nord di San Pietro e a sud di Tarquinia sono già stati realizzati (in forma autostradale).

Per quest’opera il ministero indica una spesa di 1.019,83 milioni: una cifra sorprendente, più che doppia rispetto a quella annunciata due anni fa per la stessa operazione dalla Regione Toscana, pari a 474 milioni (350 per adeguare il tratto Grosseto sud-Ansedonia oggi a due corsie, 124 milioni per riqualificare il tratto San Pietro in Palazzi-Grosseto nord già oggi a quattro corsie), poi salita a 600 milioni secondo le ultime stime. Oltre alle risorse resta da sciogliere il nodo della concessione affidata a Sat (Autostrade per l’Italia), che dovrebbe continuare a gestire i tratti autostradali già in esercizio e - nelle intenzioni del Governo - passare le competenze ad Anas per realizzare i tratti mancanti (soprattutto i 90 km oggi a due corsie). Secondo quanto dichiarato dalla ministra De Micheli, il primo passo sarà chiudere la conferenza dei servizi per poi avviare il passaggio di competenze tra Sat e Anas, ancora con alcuni dettagli tecnici da mettere a punto.

L’altra opera stradale “maledetta” che sarà commissariata è il collegamento est-ovest da Fano a Grosseto (E78) – la cui idea progettuale risale agli anni 60 - che è di competenza Anas e interessa per buona parte la Toscana (su 270 km totali, il 65% è in Toscana, il 30% nelle Marche, il 5% in Umbria) a partire dal tratto Grosseto-Siena, in attesa da anni del completamento a quattro corsie (mancano da realizzare i lotti 4 da 106 milioni e lotto 9 da 162 milioni).

Infine i commissari sono in arrivo anche per il raddoppio della ferrovia Pontremolese, che potrebbe assicurare il collegamento con Milano e di cui si sono letteralmente perse le tracce progettuali, salvo essere stata resuscitata da un emendamento al decreto legge Rilancio che prevedeva 78 milioni per il completamento della tratta Parma-Vicofertile. E per la Darsena Europa, cioè l’ampliamento a mare del porto di Livorno strategico per aumentare i traffici, il cui progetto preliminare deve essere sottoposto alla valutazione d’impatto ambientale.

Il progetto, redatto dal raggruppamento guidato dalla veneziana F&M Ingegneria con Haskoning-Dhv Nedeerland, G&T e Hs Marine, riguarda le opere marittime di difesa (tra cui la realizzazione della nuova diga della Meloria e la demolizione della vecchia) e le attività di dragaggio (per portare a -17 i fondali del canale di accesso ai bacini), che saranno poi messe in gara dall’Autorità portuale del Mar Tirreno settentrionale (previsti lavori per 260 milioni). L’intera Darsena Europa, secondo il progetto che è stato ridimensionato rispetto a quello iniziale, vale circa 660 milioni: il nuovo terminal container dovrebbe essere costruito in project financing.

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