AUTUNNO IN SALITA 

Commissario Ue, taglio parlamentari e manovra: i tre nodi da sciogliere

Entro il 26 agosto andrà indicato il candidato italiano per la nuova Commissione Von der Leyen. L’Italia punta alla Concorrenza, ma più passa il tempo e più la strada per raggiungere l’obiettivo si fa in salita. Il 9 settembre approderà alla Camera la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari voluta dal M5S. Dopodiché si dovrà definire il pacchetto delle misure per la prossima manovra

di Andrea Carli


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4' di lettura

Tre prove di quelle politicamente scivolose, due delle quali nell’arco di una manciata di giorni, un’altra che si svilupperà più nel medio termine. Tre partite o nodi non facili e scivolosi, che chiameranno in causa un governo, quello Conte, i cui azionisti di maggioranza, M5S e Lega, sono arrivati ormai alla rottura. In attesa che il quadro si chiarisca, l’attenzione si sposta sulle sfide: la designazione del candidato italiano per la Commissione Ue, la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari (a breve), e poi la legge di Bilancio 2020 nell’ultima parte dell’anno.

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Entro il 26 agosto: il candidato italiano per la nuova Commissione Ue Entro il 26 agosto il governo Conte dovrà comunicare al presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen il nome italiano per la carica di commissario europeo. La settimana scorsa Salvini ha telefonato a Giuseppe Conte, e lo ha fatto poco prima che il premier incontrasse a Roma la presidente della Commissione. In quell’occasione il vicepremier leghista ha fornito una rosa di tre politici. Della lista, sul quale è stato mantenuto sia dal Carroccio sia da Palazzo Chigi il più stretto riserbo, farebbero parte il responsabile delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia e il ministro delle Politiche Ue Lorenzo Fontana. Von der Leyen auspicava che le venisse proposta una figura tecnica di alto profilo e che sul tavolo venisse calato un solo nome. Così non è stato. L’Italia punta a un portafoglio di peso, come ad esempio la Concorrenza. Più si avvicina la scadenza del 26 agosto senza una proposta “ufficiale”, e più la partita potrebbe complicarsi.

Il 9 settembre: taglio dei parlamentari, snodo della legislatura
Superata la prova Ue, si tornerà a “ballare” il 9 settembre. Quel giorno la Camera riaprirà dopo la pausa estiva. E riaprirà con un dossier politico di peso: la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari voluta dal M5S. È l’ultimo dei quattro sì previsti dalla Costituzione. In quanto seconda e ultima lettura, sarà un sì o no secco, senza possibilità di presentare emendamenti e senza possibilità di voto segreto. Potrebbe essere lo snodo della legislatura. Tra le ipotesi, quella secondo la quale Salvini potrebbe far saltare il governo appena in tempo per non approvare in via definitiva la riforma. «Il 9 settembre - scrive il leader politico dei Cinque Stelle Luigi Di Maio - taglieremo definitivamente 345 parlamentari. Manca solo l’ultimo voto e mi auguro nessuno si tiri indietro all’ultimo minuto, sarebbe gravissimo. Anzi, sarebbe un segnale al Paese. Il segnale di chi non vuol cambiare nulla».

Il decreto smarrito per la tutela del 5G
Entro il 9 settembre andrà convertito il decreto legge per garantire la sicurezza delle nuove infrastrutture di Tlc, in particolare quelle 5G. Questo provvedimento, che ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri l’11 luglio, e su cui Salvini punta per tutelare l’Italia dopo la sottoscrizione con la Cina a fine marzo del memorandum d’intesa nell’ambito del progetto della Nuova via della Seta, è finito in un binario morto. I senatori torneranno dalle ferie estive il 2 per le Commissioni e il 10 per l’Aula.

Verso la manovra 2020: la scadenza del 27 settembre
Negli stessi giorni, entrerà nel vivo la “partita delle partite”: quella per la definizione delle misure che entreranno nella prossima legge di Bilancio. Sarà una partita politicamente complicata, che da una parte vedrà il governo giallo verde impegnato nell’ennesima trattativa con Bruxelles per ottenere maggiore flessibilità nella gestione dei conti pubblici e per ottenere maggiori risorse per sostenere una crescita che stenta a consolidarsi. Già sono emerse le enormi distanze tra i due (ex?) alleati di governo ormai in rotta: da una parte il Carroccio che spinge per la flat tax; dall’altra i pentastellati che propongono lo scambio taglio cuneo fiscale - reddito di cittadinanza. Allo stato attuale, le due forze politiche concordano solo sulla necessità di disinnescare l’aumento dell’Iva, che dovrebbe scattare a gennaio. Per questo, servono 23 miliardi. Entro il 27 settembre il governo dovrà presentare la Nadef, ovvero la Nota di aggiornamento del Def. Sarà quella una prima importante occasione per fare il punto su priorità ed equilibri interni.

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Le elezioni in autunno e il rischio dell’esercizio provvisorio
Tutto dipende da come si svolgerà la crisi nei prossimi giorni. Il 20 luglio si è chiusa la finestra elettorale, che avrebbe consentito di andare al voto il 22 settembre. Una data limite per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che punta a evitare al Paese l’esercizio provvisorio e garantire la regolarità della sessione di bilancio che comincia il 20 ottobre per chiudersi a fine anno. Con il voto nell’ultima settimana di settembre si sarebbe arrivati, appunto, sul filo di queste scadenze finanziarie che il Colle vuole blindare. Se lo strappo tra Lega e Cinque Stelle dovesse confermarsi nei prossimi giorni, e - per pura ipotesi - dopo una crisi lampo e un velocissimo giro di consultazioni che dovesse ratificare l’assenza di una maggioranza alternativa, Mattarella sciogliesse le Camere a ridosso di Ferragosto, la prima data utile per votare sarebbe il 13 o 20 ottobre. Praticamente a ridosso della sessione di bilancio: in questo scenario, il via libera definitivo alla legge di Bilancio potrebbe non arrivare entro fine anno. Con l’esercizio provvisorio dietro l’angolo.

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