I RILIEVI DEL CAPO DELLO STATO

Commissione banche e legittima difesa: dal Colle due lettere in meno di un mese

di Andrea Carli

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Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella (Ansa)


3' di lettura

Due lettere dal Colle nel giro di poco meno di un mese. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge sulla legittima difesa, fortemente voluta dalla Lega, e «contestualmente» - come recita la nota pubblicata in mattinata dal Quirinale - ha inviato una lettera ai presidenti di Senato e Camera e al capo del Governo nella quale sottolinea, in via preliminare, che «la nuova normativa non indebolisce né attenua la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini, esercitata e assicurata attraverso l’azione generosa ed efficace delle Forze di Polizia». È la seconda lettera nel giro di circa un mese. In questa legislatura dal Colle sono giunte cinque lettere (di cui tre indirizzate solo al capo del Governo Conte).

La lettera del 29 marzo sulla Commissione parlamentare di inchiesta
La prima è datata 29 marzo. Mattarella promulga un’altra legge, quella che istituisce la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, sostenuta sia da M5S sia dal Carroccio. Anche in questo caso, il Capo dello Stato accompagna la promulgazione con una lettera, che quella volta, a differenza del caso della legittima difesa, è indirizzata ai presidenti di Camera e Senato (non al presidente del Consiglio). Nel documento il presidente della Repubblica esprime la raccomandazione - anche se «non è in alcun modo in discussione, ovviamente, il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta» - di evitare il rischio che la commissione d’inchiesta «si sovrapponga alla Consob». Da evitare, poi, qualsiasi «interferenza» della commissione stessa con «il normale corso della giustizia», aggiunge il Capo dello Stato, ricordando l’indipendenza dai governi di Bankitalia e Bce e sottolineando la necessità di porre «attenzione alla riservatezza dei dati», per evitare il «rischio di riflessi sui mercati».

La lettera del 31 ottobre sulla manovra 2019
Il 31 ottobre il Presidente della Repubblica scrive al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il tema questa volta è la manovra. «Ho autorizzato, ai sensi dell’articolo 87, quarto comma, della Costituzione, la presentazione alle Camere del disegno di legge di bilancio per il 2019, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre 2018» scrive Mattarella. Nel testo spiega che «sulla base di quanto disposto dalla Costituzione agli articoli 81, 97 e 117, delle valutazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, previsto dalla legge costituzionale n. 1 del 2012, delle osservazioni e della richiesta avanzate dalla Commissione europea, è mio dovere sollecitare il Governo a sviluppare – anche nel corso dell’esame parlamentare - il confronto e un dialogo costruttivo con le istituzioni europee».

La lettera del 4 ottobre sul decreto sicurezza
Ancora indietro nel tempo. È il 4 ottobre. Alla fine la firma del capo dello Stato al decreto legge su immigrazione e sicurezza arriva. Ma è accompagnata da una lettera al premier Conte in cui si puntualizza che restano «fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato». Palazzo Chigi rassicura il Colle. Gli obblighi sottolineati dal capo dello Stato, «anche per il Governo non sono posti in discussione». Il decreto rientra infatti in un quadro di assoluta garanzia per i diritti fondamentali delle persone e tiene conto delle convenzioni internazionali, dei principi contenuti nella nostra Costituzione e nella Carta europea dei diritti dell’uomo».

La lettera del 25 luglio sul dl terremoto
É il 25 luglio, un mercoledì. Il dossier, in questo caso, è il decreto terremoto. Punti di criticità da sanare «in tempi brevi» per scongiurare una serie di rischi legati, in primo luogo, soprattutto all’eventuale proliferare del fenomeno dell’abusivismo edilizio e sui poteri di intervento della magistratura. Mattarella promulga la conversione, con modificazioni, del decreto terremoto per le regioni interessate dagli eventi sismici del 24 agosto del 2016. Ma con alcune perplessità. Contestualmente, invia una lettera al presidente del Consiglio, con la quale mette in luce alcuni aspetti del provvedimento che dovranno essere modificati per «ricondurre a maggiore efficacia la disciplina in questione».

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