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Commissione banche, ecco come funziona e come si sono ampliati i compiti

di Andrea Gagliardi


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4' di lettura

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la commissione parlamentare d'inchiesta sulle crisi bancarie e finanziarie approvata un mese fa alla Camera con votazione pressoché unanime. Ora servirà probabilmente un mese o due per l'insediamento. I due presidenti di Camera e Senato invieranno una lettera ai gruppi parlamentari per chiedere i nomi da indicare come commissari che ogni gruppo potrà avere sulla base della sua rappresentanza. Una volta ricevute le risposte si convoca in prima seduta la nuova Commissione che, per l'insediamento, deve eleggere il suo ufficio di presidenza, composto da un presidente, due vice e due segretari. Nessun passo indietro del M5s rispetto al nome che indicherà per la presidenza della Commissione d'inchiesta: la volontà - secondo quanto si apprende da fonti qualificate del Movimento - resta quella di indicare il senatore Gianluigi
Paragone.

Nella lettera inviata oggi dal capo dello Stato ai presidenti delle Camere, Mattarella ha sottolineato però alcuni aspetti di criticità, evidenziando come tra le norme sussistano forti rischi di sconfinamento.

L’ambito di indagine della commissione Casini
La commissione banche istituita nel luglio 2017 e presieduta da Pier Ferdinando Casini aveva una durata di sei mesi. Inoltre l’ambito di indagine era limitato a sette istituti di credito: Mps, Veneto banca, Popolare di Vicenza, nonché i quattro istituti le vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. La Commissione poteva indagare su modalità e strumenti adottati dagli istituti per la raccolta, con particolare attenzione alla “correttezza” della vendita di prodotti alla clientela retail, soprattutto di obbligazioni, ma anche sui modelli di gestione e sui criteri adottati per la remunerazione dei manager.

Le funzioni della nuova commissione
Come si sa, invece, la nuova Commissione arriva fino alla fine legislatura. E prevede, oltre ai poteri equiparabili a quelli della magistratura, un lunghissimo elenco di funzioni. Il primo impegno dichiarato è analizzare tutta la normativa su incompatibilità e conflitti d'interesse dei vertici delle autorità di vigilanza (Bankitalia, Consob, Ivass e Covip). Temi scottanti, soprattutto dopo lo stop politico alla nomina del vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini.

Vasto programma di legislatura
Ma la Commissione affronterà ben altro. Si vaglierà l'evoluzione del progetto di Unione bancaria, per capire se non determina qualche lesione dei principi di concorrenza alla base del mercato unico, vista l'attenzione dedicata ai rischi del credito commerciale rispetto ai rischi di mercato. E ancora: si tornerà sulle crisi bancarie degli ultimi anni (sulle quali peraltro molti processi si stanno chiudendo o sono già arrivati a sentenza) per poi affrontare temi che spaziano dai Confidi alle Bcc, dalle fondazioni bancarie alla regulation sul risparmio fino ai derivati finanziari, l'attività delle agenzie di rating, fino all'anatocismo e l'usura.

Un vasto programma, insomma. Che incrocerà con le complicate cronache dei prossimi mesi: a maggio è prevista la nomina (o rinnovo) del direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, che è anche presidente Ivass. E della vicedirettrice, Valeria Sannucci. Ma molto prima si vedranno gli sviluppi applicativi delle nuove norme volute dal governo per rimborsare, senza valutazioni di un arbitro terzo, i risparmiatori rimasti colpiti dalle crisi bancarie.

Il dettaglio delle funzioni
Queste nel dettaglio alcune delle principali competenze della Commissione parlamentare:

- analizzare e valutare le condizioni al fine di istituire una procura nazionale per i reati bancari e finanziari sul modello della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, o estendere la competenza della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo all'ambito di indagine relativo ai reati finanziari e bancari;

- analizzare la normativa in materia di incompatibilità e di conflitto di interesse
degli esponenti apicali e dei dirigenti delle autorità di vigilanza, in particolare della Banca d'Italia, della Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) e della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP);

- verificare se e in quale misura il percorso attualmente prefigurato per il progetto di Unione bancaria, caratterizzato da una valutazione particolarmente severa per l'esposizione al rischio del credito commerciale e da un'attenzione relativamente scarsa al rischio di mercato, determini una lesione
dei princìpi di concorrenza alla base del mercato unico;

- analizzare le disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza nei confronti degli organi di amministrazione e di controllo degli enti creditizi in materia di gestione dei crediti deteriorati e gli effetti delle medesime disposizioni;

- indagare sulla solidità, efficienza e organizzazione del sistema dei confidi e sul
rischio di impatto di questi sugli enti pubblici sia in qualità di sottoscrittori sia in qualità di controassicuratori;

- esaminare la normativa relativa alla procedura di calcolo delle soglie dei
tassi di usura, nonché indagare sul fenomeno dell’anatocismo bancario, in relazione alla normativa vigente in merito negli altri Stati membri dell'Unione europea, anche alla luce della evoluzione giurisprudenziale in materia di usura e di anatocismo della Corte di cassazione.

- analizzare e valutare il debito pubblico nella componente di esposizione al
rischio in relazione alle garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS);

- analizzare il rapporto costi-benefìci degli strumenti derivati sottoscritti dallo
Stato e dagli enti locali;

- verificare la congruità della normativa vigente in materia di fondazioni bancarie, con particolare riguardo ai poteri di vigilanza, ispettivi e di controllo, anche al fine di formulare le proposte di carattere legislativo più idonee a garantire la tutela del risparmio come previsto dalla Costituzione;

- verificare l'efficacia dello strumento di conciliazione dell'arbitrato bancario;
nonché l'operato delle agenzie di rating, con particolare riferimento all'affidabilità e all'imparzialità delle stesse

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