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Commissione di inchiesta contro le fake news su internet, prima proposta di legge dei renziani

Compito della commissione è indagare sui casi di «diffusione seriale e massiva di fake news attraverso i social network» e di proporre<b/>«soluzioni di carattere legislativo e amministrativo al fine di realizzare la più adeguata prevenzione e il più adeguato contrasto della commissioni di delitti attraverso le piattaforme digitali sulla rete internet»

di Andrea Gagliardi


Luiss, contro le fake news nasce il centro Aletheia

2' di lettura

Istituzione di commissione parlamentare di inchiesta sulla «diffusione seriale e massiva di contenuti illeciti e di informazioni false attraverso la rete internet, le reti sociali telematiche e le altre piattaforme digitali». È il titolo della prima proposta di legge presentata dai renziani di Italia Viva in Parlamento (prima firmataria Maria Elena Boschi), mentre nel frattempo il parlamento europeo ha bocciato la proposta di istituire una commissione speciale per fare luce «sulle ingerenze elettorali stranieri e sulla disinformazione».

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La proposta renziana parte dall’assunto che la pubblicazione e la diffusione di fake news è diventata in questi anni «un fenomeno dilagante», capace di «condizionare la politica e gli esiti di un’elezione, di distruggere la reputazione di figure pubbliche ma anche di privati cittadini». Il peso sempre più rilevante dei social network nella vita dei cittadini, impone al Parlamento - secondo i firmatari - «di dotare al più presto l’ordinamento giuridico di una specifica disciplina per contrastare la commissione di delitti (contro la persona) attraverso le piattaforme sociali sulla rete internet».

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L’obiettivo è di spingere i fornitori si social network a prevedere «sistemi, procedure e organismi di autoregolamentazione e di controllo dei contenuti veicolati dalle proprie piattaforme , capaci di contrastare la pubblicazione di contenuti illeciti» e di gestire «i reclami provenienti dagli utenti».

Di qui la necessità di istituire una commissione parlamentare di inchiesta che indaghi sui casi di «diffusione seriale e massiva di fake news attraverso i social network; proponga soluzioni di carattere legislativo e amministrativo al fine di realizzare la più adeguata prevenzione e il più adeguato contrasto della commissioni di delitti attraverso le piattaforme digitali sulla rete internet e verifichi l’adeguatezza delle pubbliche amministrazioni competenti a svolgere attività di prevenzione e repressione della diffusione sulle piattaforme digitali di fake news e contenuti illeciti».

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Le spese per il funzionamento della Commissione (composta da venti deputati e venti senatori) sono stabilite nel massimo di 100mila euro annui e sono poste per metà a carico del bilancio interno del Senato e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati.

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