Da maggioranza e opposizione

Commissione di inchiesta sulla pandemia, pressing bipartisan: sono sette dall’inizio della legislatura

Una è alla Camera, due al Senato e quattro bicamerali

di An.C.

Il ministro della Salute Roberto Speranza (foto La Presse)

3' di lettura

Nella maggioranza il pressing arriva da Lega, Forza Italia, Udc, Cambiamo da una parte, e da Iv dall’altra. Dall’opposizione c’è Fratelli d’Italia. Tutti puntano sull’istituzione di una commissione di inchiesta sulla pandemia coronavirus. Un pressing trasversale a poche ore dal no del Senato alla mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia contro il ministro della Salute del governo Draghi (e di quelli Conte) Roberto Speranza. Se il pressing dovesse andare in porto, rileva il monitoraggio di Openpolis, quella sul Covid-19 sarebbe l’ottava commissione di inchiesta dall’inizio della legislatura.

Le commissioni di inchiesta create durante la legislatura sono sette

In particolare, delle sette commissioni di inchiesta che dal 23 marzo 2018 ad oggi hanno visto la luce, una è stata istituita alla Camera (commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni), due al Senato (sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere e sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati; quest’ultima non è stata ancora costituita) e quattro sono bicamerali (sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto”, sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali anche straniere, sul sistema bancario e finanziario e sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati.

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Lega, Fi, Udc e Cambiamo! depositano pdl per commissione inchiesta

Il centrodestra “di governo” ha depositato al Senato la proposta per istituire la commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia. Il testo è firmato da Massimiliano Romeo della Lega, Anna Maria Bernini di Forza Italia, Antonio De Poli dell'Udc e Paolo Romani di Cambiamo!. Nella pdl che la Lega intende depositare si sottolinea come «la Commissione è istituita sulla presunta mancanza nel nostro Paese di un piano pandemico aggiornato». È prevista la conclusione dei lavori «entro diciotto mesi dalla sua costituzione, presentando alle Camere una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta». La Commissione è composta «da venti senatori e da venti deputati nominati, rispettivamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento». L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, «è eletto a scrutinio segreto dalla Commissione tra i suoi componenti». Nell'elezione del presidente, se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Infine «le spese per il funzionamento della Commissione sono stabilite nel limite annuo massimo di 50.000 euro e sono poste per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati e per metà a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica».

Iv deposita ddl per commissione inchiesta, 30 senatori e 30 deputati

Il ddl depositato da Italia Viva in Senato è di sette articoli. Nel testo del ddl a prima firma Faraone, sottoscritto da tutti i senatori di Iv si legge che «la Commissione nello svolgimento delle sue funzioni, si avvarrà dei poteri tipici dell'autorità giudiziaria, avrà il delicato compito di approfondire tutte le questioni più determinanti e controverse relative alla gestione complessiva dell'emergenza pandemica e delle relative misure adottate per far fronte alla crisi sanitaria». Si tratta per Iv di una commissione che «si rende necessaria alla luce delle numerose vicende controverse che hanno determinato l'avvicendarsi di episodi dai contorni ancora non del tutto chiari, circa le dinamiche che hanno portato alle decisioni più stringenti e alla gestione, non sempre trasparente, con la quale sono state adottate le misure per far fronte alla diffusione dei contagi, nonché in considerazione della tenuta del Paese e del suo tessuto economico e sociale, anche in virtù dell'alto numero dei casi registrati, giunti ad un totale prossimo ai 4 milioni, e, soprattutto, del numero di soggetti deceduti, ad oggi pari a oltre 117mila persone».

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