il candidato italiano

Commissione Ue, Gentiloni rilancia: «All’Italia il ruolo che le spetta»

L’obiettivo dell’Italia resta il portafoglio degli Affari economici e la riforma del Patto di stabilità Ue

di Manuela Perrone

Paolo Gentiloni: ecco il profilo del nuovo commissario europeo

L’obiettivo dell’Italia resta il portafoglio degli Affari economici e la riforma del Patto di stabilità Ue


2' di lettura

«Credo che l’Italia abbia tutto il diritto e direi anche il dovere di svolgere il ruolo che ci spetta. Un ruolo importante, che nella Commissione Ue spesso coincide con l’economia». È lo stesso ex premier dem Paolo Gentiloni, indicato dal Governo Conte come commissario italiano, a confermare di essere in corsa per il portafoglio più pesante, quello degli Affari economici finora detenuto da Pierre Moscovici. Appena rientrato da Bruxelles dopo il colloquio con la presidente designata della Commissione, Ursula von der Leyen, mostra ottimismo e determinazione. Gli stessi che si respirano a Palazzo Chigi, nonostante le liste informali con i nomi, circolate ancora ieri, vedessero Gentiloni assegnato alla casella Industria e Mercato interno. Ritenuta meno di peso anche rispetto alle altre ipotesi in pista: Concorrenza e Commercio.

Le parole del presidente Pd arrivano in serata, dopo quelle del capo dello Stato, Sergio Mattarella, sul «necessario riesame delle regole del Patto di stabilità» e sull’Italia «chiamata a svolgere un ruolo di primo piano». E sono in perfetto asse con quelle che il premier Giuseppe Conte pronuncerà domani nel suo discorso alla Camera per ottenere la fiducia. È evidente il messaggio a von der Leyen, chiamata in queste ore a chiudere la squadra che dovrà presentare martedì (domani ne discuterà con Juncker): l’Italia merita una delega di peso. Sia per la caratura di Gentiloni, l’unico ex presidente del Consiglio tra i candidati in lizza, sia per aver riportato il Paese nell’alveo pro-Europa dopo la torsione sovranista dell’epoca gialloverde.

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Il meccanismo di incastri è complicato. È nota la volontà di von der Leyen di “ricompensare” l’Italia (il voto degli eurodeputati M5S è stato determinante per la sua elezione). Ma gli umori nelle capitali non sono univoci. Gentiloni sconta le resistenze dei Paesi del Nord e dell’Est, dall’Olanda ai baltici, contrari all’idea di affidare il timone dell’economia Ue a un Paese con un debito pubblico alto come il nostro. Ma a sostegno dell’ex premier ci sono la Francia e i Paesi del Sud. E un atteggiamento più morbido della Germania vicina alla recessione, che potrebbe alzare meno muri rispetto al passato su un allentamento dei vincoli di bilancio.

Potrebbe far pendere la bilancia dalla parte dell’Italia anche il fatto che quest’anno perdiamo in un colpo solo sia la presidenza della Bce sia l’Alto Commissario per la politica estera. Non solo: ai socialisti interessa conservare una casella importante, dal momento che la presidenza della Commissione va ai Popolari e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è macroniano. I giochi restano aperti, ma a Roma si scommette sul risultato.

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