intesa mancata

Commissioni parlamentari, nuova fumata grigia: slitta il rinnovo

Sotto la lente il cambio delle presidenze a guida leghista e quella della commissione Finanze della Camera, dove il presidente è stato eletto a marzo con i voti dell’opposizione

di N.Co.

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati

2' di lettura

Niente di fatto. Nonostante i tentativi di accordo, le telefonate, i whatsApp e gli incontri la partita per il rinnovo delle presidenze delle commissioni parlamentari è ancora in alto mare. A fine mese dovevano essere rinnovate le principali cariche nelle commissioni, a partire dai vertici, come accade allo scoccare della metà della legislatura. Un modo per ristabilire gli equilibri di maggioranza, in particolare con Italia viva, dopo il passaggio dal governo gialloverde a quello giallorosso, sostenuto da M5s, Pd, Iv e Leu.

Lo slittamento dei rinnovi dopo il nuovo scostamento di bilancio

Slittano quindi i rinnovi di metà legislatura delle presidenze delle commissioni permanenti di Camera e Senato. Non è stata ancora raggiunta un’intesa in seno alla maggioranza, soprattutto per le commissioni a guida leghista. Sono state quindi sconvocate le sedute delle commissioni dedicate in serata al voto sulle presidenze. Se ne riparlerà probabilmente dopo il nuovo scostamento di bilancio.

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Nel mirino le presidenze Borghi e Bagnai

Nel mirino, in particolare, il cambio ai vertici delle commissioni che sono rimaste a guida leghista , anche dopo l’insediamento del nuovo governo giallorosso. In particolare obiettivi e mire sono puntati sulla commissione Bilancio della Camera presieduta dal leghista Claudio Borghi e sulla commissione Finanze di palazzo Madama presieduta dal leghista Alberto Bagnai.

Agita anche il caso Trano, eletto con il sostegno dell’opposizione

Sotto la lente anche la commissione Finanze di Montecitorio, dove è stato eletto a sorpresa, il 4 marzo 2020, Raffaele Trano al posto della pentastellata Carla Ruocco, passata alla guida della bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario. Il deputato di Formia, eletto nelle file del M5s e dopo la vicenda passato al gruppo Misto, ottenne 20 voti a favore contro 19, ottenendo la poltrona di presidente al posto del designato capogruppo pentastellato della commissione Nicola Grimaldi. Su Grimaldi era stato raggiunto un accordo tra le forze di maggioranza M5S, Pd, Iv e sinistra di Leu. Ma a sostegno di Trano intervenne il voto di alcuni pentastellati, di Forza Italia, della Lega e di Fratelli d’Italia.

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