distretti d’eccellenza

Como rilancia il primato mondiale nella seta

Nel 2018 il fatturato è salito del 4,1% a circa un miliardo e il 70% della produzione è destinata all’estero. Aziende e istituzioni sempre più impegnate nella formazione dei giovani

di Giulia Crivelli


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4' di lettura

Il distretto di Como non ha il monopolio italiano di filatura e tessitura della seta e la vocazione tessile di questa zona della Lombardia non riguarda solo la seta. Ma si può dire che il distretto tessile di Como sia un punto di riferimento, in Italia e nel mondo, per questa preziosa e affascinante materia prima naturale e per tutti i tessuti e prodotti finiti legati al know how artigianale e industriale italiano e lombardo in particolare.

In un’intervista rilasciata a luglio a Fashionnetwork.com, Stefano Vitali, presidente dell’Ufficio Italiano Seta, ha ricordato che al distretto di Como è riconducibile circa l’80% della produzione serica europea. Sono circa cento le aziende associate all’Ufficio Italiano Seta (che agisce nell’ambito di Smi-Sistema moda Italia), quasi tutte comasche. Gli addetti sono circa 6mila e il fatturato aggregato si aggira intorno al miliardo di euro, circa il 40% del tessile lariano che, includendo altre fibre come viscosa e poliestere, raggiunge i 2,4 miliardi di euro.

Comparto in crescita
I dati più aggiornati sul distretto sono quelli contenuti nella ventottesima edizione dell’Osservatorio Distretto Tessile di Como, curato dalla Direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo e presentato nel giugno scorso. L’Osservatorio fotografa l’intera filiera italiana, ma restringendo il campo di indagine al distretto comasco, i dati raccolti tramite l’indagine campionaria svolta da Confindustria Moda e dal Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como mostrano un aumento del 4,1% del fatturato 2018 della tessitura serica, rispetto al 2017. Coerentemente con uno scenario internazionale di forte competizione, la crescita del distretto comasco è stata più marcata sul mercato nazionale, rilevava l’Osservatorio. Ricordando che in massima parte i tessuti vengono utilizzati dai confezionisti italiani, per poi essere però destinati ai mercati esteri: si stima che il 70% della produzione comasca vada all’estero, direttamente e indirettamente.

La seta nella tessitura italiana
La filiera tessile italiana è tra le più complete e variegate al mondo e, oltre al serico, comprende i comparti laniero, cotoniero, liniero e a maglia. Il comparto preponderante, sia per fatturato sia per l’export, è da sempre il laniero, come confermato dai dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria moda, pubblicati in luglio, in occasione di Milano Unica, la grande fiera tessile che si tiene due volte all’anno a Milano.

Per il 2018 il laniero ha assorbito il 42,7% del fatturato complessivo; seguono la tessitura cotoniera a quota 18,5%, quella a maglia a quota 17,5%, poi la serica, che incide per il 17,3%, e infine la tessitura liniera, con una quota pari al 3,9%. Il fatturato complessivo del 2018 ha sfiorato gli 8 miliardi (+0,8% sull’anno precedente), il che porta a stimare il fatturato del solo comparto serico a circa 1,4 miliardi, quasi interamente riconducibili al distretto tessile lombardo.

Archivi della Fondazione Ratti

Segnali positivi nel 2019
Sempre secondo i dati di Confindustria Moda di luglio, nel primo trimestre le diverse categorie merceologiche della tessitura made in Italy hanno avuto andamenti divergenti. L’export di tessuti lanieri inverte il trend, cedendo il -2,4%, in linea con il dato medio di comparto; in calo anche i tessuti di cotone (-4,2%) e in maglia (-2,6%), mentre le vendite estere dei tessuti in pura seta sono cresciute dello 0,8%. Dati confermati dall’Osservatorio curato da Intesa Sanpaolo: i primi mesi del 2019 si sono distinti per una crescita del fatturato del distretto comasco, maturata soprattutto grazie al positivo sviluppo del segmento del lusso .

Parola d’ordine: sostenibilità
L’Osservatorio promosso da Confindustria Como ha ribadito l’importanza del grande tema della sostenibilità ambientale e sociale, promosso in primis dal Centro Tessile Serico, punto di riferimento del distretto comasco. Molto è stato fatto in questi anni dalle aziende del distretto per l’eliminazione delle sostanze pericolose dai cicli produttivi e per l’implementazione di buone pratiche per la riduzione di tutti gli impatti ambientali e i consumi di materie prime. Anche lo sviluppo di attività e iniziative per promuovere il benessere dei lavoratori e del territorio è molto accelerato fra le imprese e nella prossima edizione dell’Osservatorio verranno forniti dati aggiuntivi.

Per rendere innanzitutto misurabile l’impegno dell’industria tessile, fornire comunicazioni trasparenti e chiare in ambito di sostenibilità e quindi darne opportuna visibilità, il Centro Tessile Serico, nell’ambito delle attività di sviluppo della Certificazione Seri.co, ha infatti creato due schede tecniche per la raccolta dati, una relativa alla sostenibilità ambientale e una relativa alla responsabilità sociale.

L’impegno sulla formazione
L’altro grande tema che riguarda il presente e soprattutto il futuro del distretto comasco, della tessitura italiana e della filiera del tessile-moda-abbigliamento (Tma) nel suo complesso è la formazione. Anche su questo Confindustria Como, in linea con Smi e Confindustria Moda, ha promoss0 molte iniziative. L’ultima in ordine di tempo è del 14 ottobre: Graziano Brenna, presidente della Fondazione Setificio, e Roberto Cozzi, referente della Commissione Education Tessile di Confindustria Como, hanno presentato un breve “filmato emozionale” per promuovere le attività di produzione tessile svolte all’interno del distretto.

Come ricordato di recente da Marino Vago, presidente di Sistema moda Italia, negli ultimi anni si è creata una percezione tutto sommato negativa - o almeno non affascinante - del lavoro nell’industria tessile. Una percezione che va corretta, perché i giovani e le loro famiglie prendano in considerazione i percorsi formativi e lavorativi nella filiera. Il filmato proposto a Como rappresenta tutte le fasi della lavorazione della filiera ed è stato poi proiettato dal 15 al 19 ottobre negli stand delle scuole a vocazione creativa del territorio comasco presenti al salone dell’orientamento Young “Orienta il tuo futuro”, che si è tenuto a Lariofiere ed è stato visitato da oltre 20mila persone.

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