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Compagnia dei Caraibi, ricavi in crescita dell’86%

di Filomena Greco

2' di lettura

La quotazione in Borsa porta bene alla piemontese Compagnia dei Caraibi, società specializzata nella commercializzazione di spirits, distillati, vini e soft drink, con ricavi in crescita dell’86% nel primo semestre dell’anno (a 28 milioni) e un utile netto pari a 2,2 milioni. La società, che ha sposato il modello Benefit, sta cambiando pelle, puntando sullo sviluppo di una propria linea di etichette, valorizzando così la tradizione vitivinicola del Piemonte. «Per cinque generazioni – racconta Edelberto Baracco, presidente e ceo di Compagnia dei Caraibi – ci siamo occupati di commercio e di liquori italiani, ora stiamo valorizzando la nostra tradizione di famiglia per spingere prodotti a nostro marchio, soprattutto all’estero».

La crisi internazionale e le spinte inflazionistiche, racconta Baracco, stanno cambiando le logiche del mercato dei professionali. «Vediamo cambiare modalità di acquisto prima consolidate – racconta il ceo – nel professionale siamo abituati tra settembre e ottobre a grandi acquisti per riempire magazzini, ora stiamo slittando verso un modello più on demand. Non ci aspettiamo una flessione negativa ma abbiamo meno tranquillità nell’ultimo trimestre dell’anno». Compagnia ha consolidato le linee di acquisto on line su piattaforma e ha completato la strategia per segmentare il mercato e differenziare l’offerta.

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Il Gruppo ha dimostrato una grande resilienza e nel 2020, l’annodel Covid, è cresciuto del 2% in un mercato calato del 40, per poi crescere ancora del 71% nel corso del 2021, migliorando la marginalità. «Questa – dice il ceo – è stata la nostra grande scommessa». Compagnia dei Caraibi nasce nel Canavese da un’esperienza di famiglia, oggi ha il suo headquarter a Colleretto Giacosa, in provincia di Torino, il magazzino logistico a Bologna e dall’anno scorso filiali in Spagna, Germania e Stati Uniti. «Vogliamo interpretare il mercato come player europeo» aggiunge Baracco.

Da poco il Gruppo ha creato una prima linea di manager che sta lavorando sul rebranding: da un lato dunque la Unit dedicata ai prodotti in esclusiva, spirits, vini e birre, accanto ai marchi propri, area che sta crescendo grazie alla creazione di un portafoglio di etichette come strumento per spingere sull’internazionalizzazione. «Oggi i nostri marchi valgono il 9% dei ricavi ma puntiamo al 35% proprio a partire dai mercati esteri» spiega il ceo. Compagnia ha iniziato a lavorare sui marchi propri nel periodo del Convid, grazie alla leva della quotazione, inoltre, il tempo impiegato per sviluppare nuovi progetti si è accorciato. Il portafoglio di marchi propri nasce dalla storia familiare, «nel Roero – racconta Baracco – abbiamo una cantina, di fatto rappresenta le radici della Compagnia dei Caraibi».

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