I CONTI DELLA CRISI

Compagnie aeree sotto una montagna di debiti, le salvano gli aiuti di Stato

Dall’inizio della crisi i vettori hanno aumentato il loro indebitamento a quota 120 miliardi di dollari. Aiuti statali a quota 67 miliardi secondo la IATA

di Mara Monti

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Dall’inizio della crisi i vettori hanno aumentato il loro indebitamento a quota 120 miliardi di dollari. Aiuti statali a quota 67 miliardi secondo la IATA


2' di lettura

Con la ripresa dei voli le compagnie aeree di tutto il mondo si troveranno con un fardello di 120 miliardi di debiti in più rispetto a prima della crisi. Di questi 67 miliardi sono da ascrivere ad aiuti statali declinati in diverse forme dagli incentivi fiscali ai prestiti con garanzia statale ai prestiti a fondo perduto. La parte restante pari a 52 miliardi di dollari è in gran parte debito privato di cui 23 miliardi prestiti bancari, 18 miliardi sotto forma di debito obbligazionario, 5 miliardi per vendite di asset e leasing e 6 miliardi di dollari in facilitazioni creditizie di diversa natura.

L’analisi degli ultimi mesi di crisi del settore del trasporto aereo è stata realizzata dalla Iata, l’associazione internazionale delle compagnie aeree , la quale fin dall’inizio della crisi aveva avvertito che senza gli aiuti statali il settore difficilmente sarebbe sopravvissuto e aveva avanzato la richiesta di almeno 200 miliardi di dollari di sostegni pubblici.

Gli aiuti pubblici a quota 67 miliardi di dollari

Questi aiuti in parte sono arrivati sotto forma di prestiti garantiti dallo Stato a tasso agevolato i quali dovranno essere restituiti in futuro. Di fronte a questo scenario molte compagnie hanno ridotto le loro pretese per evitare di scambiare questi prestiti con una ingerenza pubblica nelle scelte del management.

I casi Lufthansa e Air France-KLM

È quanto è successo a Lufthansa: per settimane il gruppo dirigente della compagnia tedesca ha fatto resistenza all’ipotesi di cedere parte del capitale allo Stato, l’alternativa era la bancarotta. Ora la compagnia tedesca si trova con una quota del 20% del capitale in mani statali - oltre a due rappresentanti nel board scelti dal governo - con la garanzia della cessione della quota pubblica quando la compagnia si sarà ripresa dalle difficoltà finanziarie post-Covid. Tuttavia per il management di Lufthansa difficilmente il settore tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2023.

Il caso di Air France-KLM, dove lo Stato è intervenuto con circa 10 miliardi di euro di aiuti, è diverso da quello tedesco perché i rispettivi governi francese e olandese detenevano già prima della crisi una quota del 14% ciascuno. Gli aiuti franco-olandesi sono in parte aiuti statali diretti per circa 3 miliardi, il resto sono rappresentati da garanzie pubbliche per prestiti erogati da un pool di banche.

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Debito totale salito a 550 miliardi di dollari

Di certo, come sottolinea la Iata, gli aiuti finanziari sono stati un’àncora di salvezza per superare il periodo peggiore della crisi. Tuttavia, questo ha comportato un massiccio aumento dell’indebitamento del 28%, portando il debito totale del settore del trasporto aereo vicino a 550 miliardi di dollari dai 430 miliardi di fine 2019.

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Cassa in fumo per 60 miliardi di dollari nel secondo trimestre

Degli aiuti statali ricevuti dalle compagnie circa 67 miliardi di dollari dovranno essere restituiti e sono costituiti in gran parte da sussidi salariali 34,8 miliardi di dollari, operazioni in equity (11,5 miliardi di dollari) e agevolazioni fiscali (9,7 miliardi di dollari).

Secondo la Iata, questi interventi sono stati di vitale importanza dal momento che le compagnie aeree si stima bruceranno circa 60 miliardi di dollari in liquidità nel secondo trimestre del 2020. Ecco perché secondo l’associazione la prossima sfida dopo il Covid-19, sarà la messa in sicurezza finanziaria dell’intero settore del trasporto aereo.

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