TRASPORTO AEREO

Compagnie del Golfo a una svolta

di Mara Monti

(REUTERS)

3' di lettura

È stato un anno da dimenticare per le compagnie aeree del Golfo: la crescita inarrestabile sembra essersi fermata di fronte al cambiamento di prospettiva del petrolio e alle restrizioni introdotte dall'amministrazione Trump. Emirates ed Etihad le cui basi di Dubai e Abu Dhabi distano una quarantina di chilometri, dopo anni di pesanti investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e nelle rispettive flotte ora si trovano a ripensare il loro modello di business. Più solida e meno aggressiva Qatar Airways che nei giorni scorsi ha consolidato la sua presenza in Europa aprendo la prima base nel Regno Unito, all'aeroporto di Cardiff in Galles. In generale, a soffrire è l'intera area del Medio Oriente come dimostrano il calo degli utili e del traffico del 7,3% nel primo trimestre della Turkish Airlines.

Compagnie aeree ad una svolta
La combinazione del calo del prezzo del petrolio, la guerra tariffaria e l'eccesso di capacità offerta sono tutti fattori che hanno contribuito a ridurre i margini dei vettori. Dopo 29 anni di inarrestabile crescita, Emirates da Dubai ha annunciato un crollo degli utili 70%. Gli analisti restano ottimisti: per John Strickland di JLS Consulting, citato da Gulfnews «il modello di business di Emirates è robusto e ha retto per 30 anni, ma ora dovrà essere aggiornato andando ad incidere sulla eccessiva capacità offerta del vettore». Emirates ha già annunciato di avere chiesto ad Airbus di posticipare la consegna di 12 A380 superjumbo dopo averne ritirati 19 lo scorso anno assieme a 16 Boeing 777-300, velivoli che hanno contribuito ad aumentare l'offerta del 7 per cento. Un'offerta che in passato è andata di pari passo con la domanda: negli ultimi dieci anni la domanda a livello mondiale è cresciuta in media del 4,7 l'anno e i passeggeri trasportati hanno toccato punte di 3,5 miliardi, secondo l'ultimo rapporto Deloitte, un aumento a cui hanno contribuito le aree dell'Asia e del Medio Oriente.

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Nel 2016 Emirates ha trasportato 56,1 milioni di passeggeri, con una crescita dell'8% rispetto all'anno precedente, ma il load factor, l'indice di riempimento degli aerei, si è ridotto dell'1,4% al 75,1 per cento. Una crescita che se ha fuzionato in passato ora accusa segnali di affaticamento. La prima misura di contenimento è stata la riduzione del 20% dei voli verso gli Usa compensata dal rafforzamento dell'operatività verso l'Asia e l'Australia come l'introduzione del terzo volo giornaliero per Brisbane.

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Un modello di business da rivedere
Alla crescita organica di Emirates che negli anni si è rafforzata evitando alleanze con altri vettori, il modello di business di Etihad si è basato principalmente su partnership con una miriade di compagnie utilizzate per entrare sul mercato Europeo e per portare traffico all'hub di Abu Dhabi. Il nuovo ceo Ray Gammell che ha sostituito il fondatore della compagnia James Hogan dovrà rivedere l'aggressiva strategia di espansione dopo il fallimento dell'operazione Alitalia di cui la compagnia emiratina deteneva il 49 per cento. Anche in Germania Etihad ha risportato risultati al di sotto delle aspettative con l'acquisizione di una quota di minoranza di Air Berlin. La compagnia tedesca nel 2016 ha riportato una perdita record di 782 milioni di euro ripianata in parte da un prestito da 350 milioni di euro per i prossimi 18 mesi garantito da Etihad.

Non è escluso che la compagnia di Abu Dhabi uscirà dal mercato tedesco passando attraverso un accordo con Lufthansa con cui Etihad ha cominciato a trattare dando in leasing alcuni vettori di Air Berlin. Da sistemare ci saranno anche le partnership con la svizzera Regional Etihad e in Austria con Niki. Più fortunate altre alleanze con Air Serbia e Air Seychelles. Obiettivo rafforzarsi negli Usa Con Etihad fuori combattimento ed Emitates in ritirata, chi consolida la sua crescita è Qatar Airways che ha annunciato di volere aumentare i voli per gli Usa con 12 nuove destinazioni tra cui Las Vegas e un volo diretto da Doha per San Francisco.

A differenza di altre compagnie che hanno preferito strategie commerciali stand alone, Qatar Airways è entrato a fare parte del programma One World, ha una quota del 20% in Iag (Britsh Airways, Iberia, Vueling, Air Lingus) e ha annunciato di volere lanciare un nuovo vettore in India con 100 nuovi aerei. Sono invece una cinquantina gli aerei che potrebbero arrivare a Meridiana nei prossimi cinque anni quando sarà firmato il closing per acquisire il 49% di Meridiana, la seconda compagnia aerea italiana, ma con il dossier Alitalia ancora aperto c'è chi scommette che Qatar Airways potrebbe essere della partita.

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