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Compagnie low cost pronte alla ripartenza dopo il virus

Secondo un report di UBS i vettori a basso costo saranno i primi a beneficiare della riapertura dei cieli. Traffico “normalizzato” non prima del 2023

di Mara Monti

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Secondo un report di UBS i vettori a basso costo saranno i primi a beneficiare della riapertura dei cieli. Traffico “normalizzato” non prima del 2023


3' di lettura

Dai rimborsi dei biglietti aerei, ai piani di ristrutturazione, ai tagli occupazionali, alle revisioni delle flotte, agli investimenti posticipati, agli aiuti di Stato. Da quando è scoppiata la crisi del coronavirus le compagnie aeree hanno lavorato su più fronti per farsi trovare pronte alla ripartenza dopo più di due mesi di congelamento dei voli. Non era mai successo di trovarsi di fronte alla chiusura così prolungata dei cieli e al crollo del traffico aereo di queste dimensioni accompagnato dal crollo delle quotazioni dei titoli azionari in Borsa in calo di quasi il 50% da inizio anno.

Il traffico tornerà a “normalizzarsi” non prima del 2023

Nonostante si tenti a fatica di tornare a una parvenza di normalità, questa crisi avrà un impatto di lungo periodo sul settore del trasporto aereo. La principali compagnie aeree europee (IAG, Lufthansa e Air France-KLM) non prevedeno di tornare ai livelli di traffico pre-crisi prima del 2023. Ma per gli analisti di UBS le difficoltà potrebbero prolungarsi oltre quella data a causa del calo del business travel e della recessione economica.

Come l’11 settembre ha cambiato regole e procedure quando si tratta di viaggi aerei, anche il coronavirus rischia di ripetere la stessa storia . Alcune misure richieste per tornare a volare in condizioni di sicurezza sanitaria potrebbero essere di breve durata - come la scelta delle compagnie di lasciare vuoto il sedile centrale per il distanziamento oppure l’uso di mascherine - e altre al contrario potrebbero diventare la norma: dallo screening sanitario prima e dopo un volo (controlli della temperatura, potenziali passaporti sanitari), alla modalità dei servizi a bordo e alle misure di pulizia che saranno rafforzate alla fine di ogni volo per garantire la protezione dei passeggeri.

Le misure per la ripartenza dei voli

La IATA, l’associazione internazionale delle compagnie aeree, ha appena pubblicato una road map per la ripartenza dei voli in cui consiglia, tra le altre misure, il passaporto sanitario e i test Covid prima del viaggio «quando questi saranno disponibili e i risultati precisi e veloci».

L’implementazione di queste misure rischia di ritardare la riapertura e rimandarla al secondo trimestre del 2020 che si presenta come il più difficile: secondo UBS, il traffico aereo potrebbe tornare a vitalizzarsi, benché in dimensioni ridotte, nel terzo trimestre per poi recuperare in parte nel 2021. Gli analisti della banca svizzera prevedono che i primi a beneficiare della ripresa dei voli saranno i vettori low cost.

I primi a beneficarne saranno le compagnie low cost

Ad agevolare le compagnie a basso costo è la loro naturale focalizzazione sui collegamenti regionali meno influenzati dai collegamenti a lungo raggio che in questa fase rischiano di essere i più penalizzati. La maggior parte del traffico è focalizzata sul turismo che tornerà ad attivarsi prima di quello d’affari dal momento che le aziende tenderanno a tagliare i costi e il lavoro da casa è destinato ad aumentare.

Con l’apertura graduale a partire da luglio, i cieli europei dovrebbero iniziare nuovamente ad animarsi. Alcune compagnie aeree come Wizz hanno già iniziato a organizzare gli orari dei voli da maggio ma ancora oggi permangono le incertezze sulle misure di quarantena imposte da alcuni paesi. Mentre Ryanair ha già annunciato la ripartenza dal primo luglio con il 40% dell’operativo.

Negli Stati Uniti, Southwest Airlines ha detto che in questo mese ci sono state più persone che hanno prenotato rispetto a quelle che cancellato voli. Anche Delta Air Lines si sente più positiva ed è pronta ad aggiungere più aerei, ma meno pieni per garantire il distanziamento.

Nel lungo periodo i rischi continuano ad essere legati ai nuovi focolai del virus e alla riduzione della capacità offerta a causa dell’impatto della crisi economica e del rallentamento dei collegamenti a lungo raggio. In prospettiva il settore si presenterà con meno operatori in quanto molte compagnie scompariranno a causa delle difficoltà finanziarie. Il consolidamento e la modifica delle regole sul controllo delle compagnie da parte di capitali esteri saranno gli aspetti che incideranno con più forza sulla ridefinizione del settore del trasporto aereo in Europa post-virus.

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