MEPHISTO WALTZ

Complexio oppositorum


2' di lettura

C’è un che di rituale e di magico nel far musica. Lo si percepisce all’entrata sul palcoscenico degli orchestrali e ancor più nel momento in cui un pianista in recital, da solo sul palco, si trattiene per qualche istante - Michelangeli sublime anche in questo - prima di alzare le mani e iniziare il concerto. Se la platea degli ascoltatori è attenta, come accade sempre in Germania, in Austria o in Israele, o ancor più in Giappone, se è competente e conosce il linguaggio musicale, il pubblico “partecipa” e l’esecutore percepisce all'istante il “climax”. Se genio, lo diventa ancor di più. Si tratta di un vero e proprio rito, a volte satanico, che ci viene nelle forme più primitive chi sa da quando tramandato, e sempre presente in ogni aggregato umano. È l’uso di celebrare con suoni, ritmi e canti ogni accadimento, per esorcismi, riti nuziali o funebri, vittorie e conquiste. Finanche a sostegno terapeutico, psicologico. Come nella pratica della tarantella, la pizzica, per il tarantismo soprattutto femminile, apparsa nel Sud nel ‘600. L’intelligenza artificiale, pur negli sviluppi sempre più fantasmagorici che sta raggiungendo, non arriverà mai ad apprendere o inventare questi fenomeni, perché non tiene cuore né anima. Da buon diavolo qual sono debbo riconoscerlo, arrossendo. Il robot è in grado di realizzare in un istante ogni alchimia del suono, come il temperamento. Con uno sguardo può decifrare e memorizzare qualsiasi partitura, trasporla in ogni tonalità, riproducendo senza sporcare una nota anche il pezzo più trascendentale. Ma sempre meccanicamente, senza quel sentimento, quell’energia travolgente di suggestioni magiche e voluttà del suono, che fan sortire il “pezzo”. Conserviamoci quindi il nostro “hortus conclusus”, il nostro “axis mundi” attorno al quale tutto ruota. Il bello. La leggerezza con cui l’arte in tutte le sue forme ci incanta. Confucio chiedeva a Dio una casa piena di libri e un giardino di fiori. Nell’atrofia cerebrale di oggi pochi lo imiterebbero. In questi giorni una tragedia: un ragazzo cui la madre ha tolto il computer si è gettato dal balcone. Un nudge negativo, una falsa luce suggerita da Lucifero.

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