Crisi d'impresa

Composizione negoziata: i bilanci spingeranno le istanze

I conti 2021 registrano gli effetti di due anni di pandemia

di Valentina Maglione

(Adobe Stock)

2' di lettura

Per quanto sia la regione che registra al momento le quote più alte di istanze per la composizione negoziata della crisi di impresa e di esperti formati per gestire il nuovo strumento, anche in Lombardia i numeri sono contenuti: 17 istanze e 188 esperti al 10 febbraio scorso. Ma «cresceranno sempre di più nei prossimi mesi», prevede Giannicola Rocca, presidente commissione crisi, ristrutturazione e risanamento dell’Ordine dei dottori commercialisti di Milano.

«Siamo tutti alle prese con uno strumento nuovo e di non semplice applicazione - osserva - ma che riscuote senza dubbio l’interesse delle imprese. Lo testimoniano i primi casi emersi in un tessuto produttivo reattivo come quello lombardo. Noi stiamo lavorando per far conoscere e proporre la nuova procedura alle imprese che hanno i requisiti e potrebbero trarne dei benefici. E varie aziende stanno pensando di presentare l’istanza per accedere».

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Un picco di domande, secondo Rocca, ci sarà in primavera, «quando arriveranno all’approvazione i bilanci del 2021, che scontano purtroppo gli effetti di due anni di pandemia. Anche la fine delle moratorie e la ripresa dell’attività di riscossione da parte dell’agenzia delle Entrate favoriranno l’accesso alla composizione negoziata».

Nel frattempo, cresce il numero dei professionisti che potranno rivestire il ruolo di esperto e gestire il nuovo strumento di composizione negoziata. Si è concluso a fine gennaio il corso organizzato a Milano dagli Ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli avvocati, dalla Fondazione dei dottori commercialisti di Milano e con la collaborazione della Camera arbitrale di Milano. Al corso hanno partecipato circa 500 professionisti, ma non è detto che tutti confluiranno subito nell’elenco degli esperti. Al momento, «si stanno terminando le verifiche preliminari all’iscrizione», spiega Rocca. Intanto, «i controlli formali sul completamento del corso di 55 ore». E poi le verifiche sul possesso dei requisiti “sostanziali” per l’iscrizione, relativi all’esperienza professionale maturata. È possibile, secondo Rocca, che alcuni candidati si prendano del tempo per completare il curriculum prima di presentare la domanda.

In primavera, poi, partirà un nuovo corso.

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