Mercato del lavoro

Compravendita e atti online, la casa fa spazio ai più giovani

L'immobiliare alla sfida del ricambio generazionale e di competenze per 300mila addetti. Più crescita nei servizi.

di Paola Dezza

(AdobeStock)

3' di lettura

Pesantemente colpito dalla prima fase della pandemia, il mercato immobiliare ha cercato di guardare avanti, innescando meccanismi di innovazione a vari livelli. Il risultato? Un settore vivace, che attira ancora manager e giovani professionisti pronti a scommettere sulla ripresa. E che crea nuove figure professionali, partendo da sfide stimolanti come la rigenerazione di intere aree delle città in chiave moderna e tecnologica, la riconversione degli uffici, che saranno sempre più luoghi di interscambio, fino alla casa che ci vede sempre più presenti.

Questo implica che al real estate servano sempre più competenze, dagli agenti agli advisor, dagli architetti agli ingegneri fino agli informatici in grado di analizzare la marea di dati, da quelli sugli edifici alle preferenze degli utenti e dei consumatori.

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Un mercato del lavoro dinamico

Nel mondo del lavoro legato al real estate gli esperti ravvisano oggi un certo dinamismo, proprio perché cambiando i modelli cambiano gli attori che li decidono e li gestiscono. Il recruiting è vivace. Alcuni esperti sottolineano che questo trend si evidenzia in due momenti che sono di solito quando il mercato corre o quando ci sono momenti di discontinuità, come riassetti e riorganizzazioni di grandi gruppi.

Cresce il settore dei servizi

È il settore dei servizi che nell’immobiliare ha registrato la maggiore crescita negli ultimi anni. Settore che comprende tutte le sfaccettature di vendita e gestione degli immobili. Dai servizi di agenzia e advisory, la parte più consistente del sistema, al property e facility management, dall’asset management alle valutazioni.

Tutti settori fortemente accomunati da un cambiamento: l’accelerazione sul tema digitale.

Secondo i dati di Scenari Immobiliari in Italia gli addetti al mondo dei servizi superano le 300mila unità, a cui si aggiunge un indotto stimato in 139mila occupati.

La digitalizzazione accelera

«Tutti i cambiamenti del settore rispondono a un’unica parola d’ordine: digitalizzazione - dice Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it -. Si tratta di una direzione intrapresa dal comparto da molto tempo e a cui lo scoppio della pandemia ha imposto un’ulteriore accelerazione. I risultati nel settore della casa sono ben visibili non solo per chi guarda al mercato da professionista, ma anche per chi vi si approccia per vendere, comprare o affittare un immobile». In primis, sul web gli annunci diventano più completi ed esaustivi, con materiale anche interattivo. «Molte pratiche, con l’avvento della firma digitale, si sono spostate online: dalle registrazioni dei compromessi alle pratiche d’agenzia fino allo scambio di documentazione continua - dice -. Così come webinar e chat con i clienti, agende condivise da remoto. Si tratta di novità che hanno fatto breccia nel settore e che ormai rimarranno prassi d’utilizzo».

Giordano fa sapere che in questo complesso momento storico le aperture di nuovi franchising sono state frenate e questo ha impedito, in parte, quel ricambio generazionale che avviene tradizionalmente con la formazione interna in agenzia e il passaggio a un ruolo di responsabilità in una nuova sede.

In arrivo sempre più giovani

Intanto il fermento nel mondo del proptech sta sempre più avvicinando giovani neo-laureati al mondo del real estate interamente digitale e professionisti già affermati in ruoli manageriali. «Il digital ha disegnato anche nuove figure, come quella dei Credit Advisor a distanza, che da remoto forniscono consulenze sulla scelta e la fattibilità di un mutuo - spiega Giordano -. E questo apre sicuramente molte opportunità per i più giovani. Nel nostro caso ci sono 50 posizioni aperte per queste figure in Mutuiamo, una nuova startup che ha l’obiettivo di aiutare gli utenti in cerca di un immobile ad ottenere l’accesso al credito da remoto».

Crescono anche le reti in franchising. «Nell’ultimo anno abbiamo registrato un incremento dei collaboratori pari a 946 unità - dice Luigi Sada, ad Tecnocasa franchising -, a conferma di un trend sempre in crescita». Per il 2021 sono previste 180 nuove aperture in Italia, con il potenziale inserimento di 540 nuove risorse. Nei primi due mesi di quest’anno le risorse inserite sono state 228 e in generale l’età media è scesa a 28 anni.

«Tecnomedia (società di servizi del gruppo) fornisce tecnologie digitali per poter operare sia sul fronte delle compravendite sia lato locazioni - spiega -. Oggi 1.815 su 2.185 agenzie attive con il pacchetto utilizza il digitale per gli appuntamenti per un totale di 72.347 visite virtuali create da giugno a dicembre, mentre sono state 49.657 le sessioni remote eseguite (una media di 8.276 visite al mese).

Da Gabetti fanno sapere che negli ultimi anni cinque anni, la crescita delle reti in franchising è stata del 38%. La comunità degli agenti immobiliari si è rinnovata grazie alle nuove opportunità formative e di business e alle moderne esigenze del living che hanno generato nuove figure professionali.

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