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Auto elettrica, le parole più importanti per comprendere la rivoluzione

Prima di guidare una vettura a ioni di litio è importante conoscere la relativa terminologia e le unità di misura. Con l’avanzata dei modelli a batteria parole come «asincrono» e «vehicle to grid» entreranno nel dizionario dell’automobilista 

di Simonluca Pini

Le auto elettriche sono sempre più numerose nelle gamme offerte dai costruttori ed esprimono vendite altalenanti in funzione di incentivi governativi. Dal 2035 la Ue ha deciso per la messa al bando dei modelli termici e molti costruttori hanno anticipato di qualche anno il cosiddetto «All in» verso i Bev (battery electric vehicle) con imponenti investimenti anche nelle gigafactory. Nella foto Audi Grandsphere

3' di lettura

«Quanti cavalli ha la tua macchina? Che velocità massima raggiunge? Benzina o diesel? Quanto fa con un litro di carburante?» Queste, e altre, sono state le tipiche domande per decenni quando si parlava di automobili. Ora, con l’arrivo dell’auto elettrica, tutto questo sta cambiando. Se inizialmente potrà sembrare un passaggio complesso, con il passare del tempo non si parlerà più di cavalli ma di kilowatt e le prestazioni di una vettura verranno descritte dall’autonomia chilometrica e non dalla velocità massima raggiunta.

Partendo proprio dalla capacità delle batterie, il chilowattora (indicato dalla sigla kWh) è l’unità di misura del consumo di energia elettrica e non va confuso con il chilowatt (kW) che invece è una misura della potenza pari a 1000 watt. Addio quindi a “quanti litri contiene il serbatoio” per passare a “un pacco batterie dalla capacità di 70 kWh”. Il kWh è anche l’unità di misura per indicare l’esborso necessario per il rifornimento delle batterie agli ioni di litio, con un prezzo medio di circa 0.60 euro/kWh nelle colonnine di ricarica a corrente alternata a bassa potenza.

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Passando al kW è pronto a sostituire, nel gergo quotidiano, i cavalli quando si parla di potenza massima di una vettura elettrica. Un esempio? La nuova 500 Abarth elettrica da 114 kW pari a 155 cavalli. Per gli amanti delle conversioni, 1 chilowatt è pari a 1,35962 cavallo vapore.

Sempre il kW indica la potenza erogata dalle colonnine di ricarica, partendo dalle meno potenti da 3,7 kW fino alle stazioni ad alta capacità con potenze superiori ai 300 kW. Prima di illustrare le differenze tra corrente continua e corrente alternata, è importante approfondire il tema della ricarica domestica. Oltre alla tradizionale presa schuko a cui collegare un caricabatterie a corrente alternata, una valida alternativa è l’installazione di una wallbox con potenza di ricarica fino a 7,4 kW in monofase o 22 kW in trifase. Per il montaggio di una wallbox, soprattutto se montata all’interno di un box condominiale, potrebbe essere necessaria l’autorizzazione da parte dell’amministrazione condominiale e successivi lavori di adeguamento dell’impianto. La loro installazione è regolata da apposite normative (Cei En 61851-1).

Tornando alla differenza tra presa di ricarica in corrente alternata (AC) o continua (DC), nel primo caso ha una forma stabile nel tempo mentre nella seconda forma mantiene un andamento di tipo sinusoidale. La corrente alternata è quella presente nella maggior parte degli impianti, mentre la corrente continua viene utilizzata in diversi ambiti di applicazione, che vanno da elettrodotti a, nel cnostro caso, alle stazioni di ricarica ad alta potenza. Continuando con le parole chiave dell’auto elettrica non ci si può dimenticare del litio, l’elemento chimico principale della batteria ricaribile brevettata dalla Sony nel 1991 per l’elettronica di consumo e poi applicata alle vetture. Tra le tipologie di modelli a zero emissioni, le cosiddette Bev (Battery Electric Vehicle), è utile conoscere il significato di range extender e fuel cell: le prime sono auto elettriche ad autonomia estesa. Quando si esaurisce la ricarica della batteria si attiva automaticamente un piccolo motore a combustione usato come da gruppo elettrogeno; le seconde (Fcev) sono vetture con motore elettrico alimentato da celle a combustibile. 

Tra le sigle da conoscere anche V2G, ovvero Vehicle to Grid. Tradotto? L’auto è in grado di diventare un power bank su ruote, erogando energia all’esterno ad esempio utile per caricare altre vetture o immettendola all’interno della rete nazionale. Fondamentale anche la differenza tra motore sincrono e asincrono con il primo che è un tipo di motore elettrico in corrente alternata in cui il periodo di rotazione è sincronizzato con la frequenza della tensione di alimentazione, mentre il secondo non è sincronizzato. il motore sincrono, più costoso, raggiunge un’efficienza anche superiore al 90% ed è molto preciso nell’erogazione, mentre l’asincrono è più semplice ed economico da costruire.

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