MONTAGNA: CERVINIA

Comprensorio amato dai turisti stranieri grazie a sci e bike

Il secondo comprensorio valdostano per presenze punta sullo sport e cresce grazie agli investimenti esterI

di Filomena Greco


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Cervinia

4' di lettura

È lo sport la cifra principale del turismo a Cervinia. E lo è ancora di più alla luce degli investimenti messi in campo negli ultimi anni da gruppi svedesi per le strutture ricettive a dalla Svizzera, invece, per gli impianti di risalita. L’ultimo tassello è quello del cantiere avviato per la costruzione dell’Alpine Crossing, il collegamento con funivia tra Zermatt e Cervinia.

«Le iniziative degli ultimi anni – racconta Monica Meynet, presidente del Consorzio Cervino Turismo – stanno cambiando il volto dell’intero comprensorio. I duemila metri sono molto appetibili per i tour operator stranieri, si tratta di altitudini che garantiscono un buon livello di innevamento e stagioni sciistiche garantite». Per non parlare delle piste in quota disponibili anche durante i mesi più caldi. La crescente attenzione da parte degli investitori stranieri per Cervinia e il comprensorio risale a cinque anni fa. Gli svedesi del Gruppo Sts Alpresor hanno acquistato e ristrutturato l’hotel Marmore, in un secondo momento è arrivata anche l’operazione sull’hotel Breithorn. In realtà i rapporti con il mercato del Nord Europa sono storici per quest’area della Valle d’Aosta. «Lavoriamo con i turisti stranieri da oltre 15 anni – spiega Meynet – e Cervinia è una destinazione scelta dagli stranieri per la bellezza della montagna, la qualità e varietà delle attività sportive e per il buon cibo. Gli investimenti hanno consolidato questi rapporti».

A guardare l’ultima rilevazione sulla stagione invernale si scopre che i turisti stranieri nel Comprensorio sono più del doppio degli italiani e che nella classifica dei paesi maggiormente presenti, dopo gli inglesi – oltre 13.600 arrivi – ci sono gli svedesi, a quota 9.200 arrivi e oltre 58mila presenze.

Accanto alle strutture ricettive in capo al Gruppo Sts Alpresor, a Cervinia è arrivato nel 2016 il tour operator scandinavo Alpine Event che ha rilevato e ristrutturato l’hotel Millefiori trasformandolo nel Lodge Millefiori. Inoltre nuovi investimenti sono stati realizzati in città, sulla rete dei negozi e degli appartamenti. Tra le novità c’è poi l’operazione a cui sta lavorando il gruppo svedese Langley che punta ad acquisire l’area parcheggio in località località Bardoney, vicino alla partenza della funivia, per realizzare ex novo una nuova struttura ricettiva da oltre 700 posti letto. L’interesse dunque resta alto e questo garantisce un profilo internazionale al comprensorio valdostano che insieme al Monte Bianco l’anno scorso ha messo a segno una stagione record, con un flusso turistico aumentato, come rilevano i dati dell’Osservatorio della Regione Autonoma, del 6%, con un tasso di occupazione netta pari al 37%, il più alto di tutta la Valle d’Aosta.

Il cuore dell’offerta turistica sul Cervino sono gli sport invernali ed estivi, dallo sci al trekking fino al golf e alla mountain bike. Il Plateaou Rosà, con i 3.500 metri di quota e 25 chilometri di piste aperte anche in estate, resta il cuore del comprensorio. Ma la possibilità, a partire dal 2021, di salire in quota senza sci ai piedi allargherà le potenzialità del comprensorio valdostano, che di certo godrà degli effetti benefici degli investimenti della Svizzera nella nuova funivia in costruzione. «Diventerà un collegamento internazionale attivo per 11 mesi all’anno – spiega Federico Maquignaz, a capo di Cervino Spa – e garantirà la possibilità di salire in quota senza sci ai piedi, sul modello di SkyWay per il Monte Bianco, garantendo nuove prospettive di turismo anche per chi non è uno sciatore». Nell’annunciare l’inverno scorso il via ai lavori di costruzione della nuova funivia trifune tra testa Grigia e Matterhorn glacier paradise (Piccolo Cervino), gli svizzeri di Zermatt Bergbahnen spiegano in una nota che l’impianto «collegherà Zermatt tutto l’anno con l’Italia e sarà il più alto collegamento transalpino» e che la messa in servizio è prevista per il 2021.

E se lo sci diventa l’attività principale in inverno mentre resta confinata agli sciatori esperti in quota durante l’estate, i mesi più caldi fanno il pieno di appassionati di trekking e passeggiate. «Il numero di turisti interessati a fare escursioni cresce progressivamente – aggiunge Maquignaz – e così ci stiamo attrezzando sui sentieri e la nostra proposta, che ha una sua storicità, sta evolvendo. Sta inoltre aumentando anche la presenza dei bikers anche grazie allo sviluppo di di mezzi elettrici che permettono attività per periodi più lunghi nella giornata». Il comprensorio inoltre si conferma un punto di riferimento per gli amanti della mountain bike: in 300 hanno partecipato all’edizione 2019 della Maxiavalanche, specialità downhill, lo scorso week end, con partenza dal ghiacciaio del Plateau Rosà. «Durante la stagione invernale – dice Maquignaz – abbiamo registrato 940mila primi ingressi pari al 10% in più dell’anno prima, con i passaggi cresciuti del 18,5%, nonostante le condizioni meteo ci abbiano penalizzato».

Un secondo fronte di potenziale sviluppo per Cervinia guarda invece alla Val d’Ayas e alla possibilità di creare un collegamento in quota tra i comprensori del Cervino e del Monte Rosa, a loro volta collegati al versante svizzero verso Zermatt. Un progetto ambizioso, che darebbe vita ad uno dei più estesi comprensori sciistici d’Europa, all’attenzione della giunta valdostana, contestato dagli ambientalisti perché andrebbe ad interessare una delle poche vallate incontaminate della regione alpina.

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