DECRETO MINNITI

Comunali il 10 giugno: al voto in 7,1 milioni per eleggere 800 sindaci

di Andrea Marini

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(ANSA)


2' di lettura

Elezioni comunali il 10 giugno. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha fissato oggi, con proprio decreto, la data per lo svolgimento delle consultazioni per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali. L’eventuale turno di ballottaggio avrà luogo domenica 24 giugno. I comuni al voto, al momento, sono 797 (157 sono enti commissariati che hanno concluso la consiliatura prima della scadenza naturale), più le due circoscrizioni di Roma (il municipio III e VIII) sciolte in anticipo. Gli aventi diritto chiamati ai seggi sono 7,1 milioni (il 15% del corpo elaborarle).

Sono 21 i capoluoghi chiamati alle urne
L’attenzione dei partiti sarà ovviamente tutta concentrata sui 21 capoluoghi di provincia: Ancona (in questo caso anche capoluogo di Regione), Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni Trapani, Treviso, Udine, Vicenza e Viterbo. Nei capoluoghi di provincia andranno al voto quasi 1,8 milioni di aventi diritto.

CAPOLUOGHI SOTTO LA LENTE

Amministrazioni al voto nel 2018 (dati provvisori). Numero elettori al 31/12/2017<br/>(Fonte: elaborazioni su dati Anci e ministero dell'Interno)

CAPOLUOGHI SOTTO LA LENTE

Al rinnovo 16 amministrazioni di centrosinistra
Il partito che “rischia” di più è il Pd, visto che quasi tutte le amministrazioni uscenti nei capoluoghi di provincia sono di centrosinistra. Le eccezioni sono Messina (guidata dal civico Renato Accorinti che nel 2013 vinse a sorpresa alla guida di un movimento pacifista, non violento e contrario al ponte sullo Stretto) e Ragusa (sindaco uscente il pentastellato Federico Piccitto). Vengono invece dal commissariamento (dopo una precedente giunta di centrodestra) Brindisi, Trapani e Teramo.

Niente election day con le regionali
Le comunali 2018 in nessuna regione si svolgeranno in contemporanea con le regionali. Il 4 marzo, insieme alle politiche, si è già votato in Lombardia e Lazio. Il 22 aprile ci saranno le votazioni per eleggere il nuovo presidente in Molise, il 29 (una settimana dopo) sarà la volta del Friuli Venezia Giulia, e il 20 maggio toccherà alla Valle d’Aosta. In autunno sono attese infine le regionali in Trentino Alto Adige e in Basilicata.

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