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Da chi sono amministrati i capoluoghi al voto? La guida per capire chi vincerà le elezioni

Sui capoluoghi al voto otto hanno l’amministrazione uscente di centrodestra, sette di centrosinistra, tre dei cinque stelle (due esperienze civiche)

di Andrea Marini

Articolo aggiornato il 3 ottobre alle 9:37

Amministrative: come si elegge il sindaco nei comuni con oltre 15mila abitanti

2' di lettura

Sono poco meno di 1.200 i Comuni interessati dalle prossime elezioni amministrative del 3-4 ottobre, mentre il 10 ottobre si voterà nei Comuni del Trentino-Alto Adige ed il 10 e 11 ottobre nei Comuni della Sardegna e della Sicilia, portando il totale a superare i 1.300 enti.

Gli occhi saranno puntato sui 19 capoluoghi di provincia (a Carbonia si voterà il 10-11): otto hanno l'amministrazione uscente di centrodestra, sette di centrosinistra, tre dei cinque stelle e due vengono da esperienze civiche. Saranno quindi i risultati che usciranno in queste città a determinare il bilancio di vittorie tra il centrodestra e l'alleanza centrosinistra-M5S (stretta però solo in un terzo dei Comuni con più di 15mila abitanti)

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I Comuni amministrati dal centrodestra

Il centrodestra è la coalizione che rischia di più, visto che tra i 20 comuni capoluogo di provincia al voto (compresa Carbonia, dove il voto è in calendario per il 10 e 11 ottobre), otto vengono da giunte elette con il sostegno di questa alleanza: Benevento, Cosenza, Grosseto, Isernia, Novara, Pordenone, Savona e Trieste. Da rilevare però che tra i sei capoluoghi di regione in gioco, Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste, solo quest’ultimo viene da una amministrazione di centrodestra.

Lo speciale: tutti i precedenti e i candidati

I Comuni amministrati dal centrosinistra

Il centrosinistra mette in gioco le sue amministrazioni uscenti a Bologna e a Milano. Nonché le roccaforti rosse Ravenna e Rimini. Ci sono poi Salerno, il feudo del governatore Campano Vincenzo De Luca, nonché Casera e Varese, strappati nelle precedenti consultazioni al centrodestra.

I Comuni amministrati dal M5S

Sono tre le amministrazioni uscenti del M5S: Roma, Torino e Carbonia. A Roma si ripresenta la sindaca uscente Virginia Raggi, che però, stante gli ultimi sondaggi pubblicati, dovrà rincorrere per strappare il ballottaggio a Roberto Gualtieri del Pd (alla guida di una coalizione di centrosinistra). Anche a Torino, dopo l’esperienza di Chiara Appendino, che ha deciso di non ricandidarsi, M5S e centrosinistra hanno deciso di separarsi presentando due candidati diversi. Divisione tra Pd e M5S anche a Carbonia (al voto 10 1 11 ottobre), dove i 5 Stelle hanno deciso di appoggiare il candidato sindaco della sinistra di LeU, mentre la sindaca uscente 5S Paola Massidda ha deciso di non ricandidarsi.

I casi Napoli e Latina

Casi particolari quelli di Napoli e Latina. Napoli viene da 10 anni di sindacatura di Luigi de Magistris, tra gli ultimi superstiti della stagione dei sindaci “arancioni”. A provare a seguire le sue orme sarà Alessandra Clemente, ex assessore della giunta de Magistris e ora sostenuta da Potere al popolo e altre due liste civiche. A Latina, invece, Damiano Coletta, con le sue tre liste civiche, nella precedente tornata riuscì ad interrompere il dominio del centrodestra. Ora si ricandida a sindaco sostenuto anche dal Pd.

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