Verso le candidature dopo Pasqua

Comunali 2021, non decolla l’intesa M5S-Pd. Tensioni Salvini-Meloni nel centrodestra

Nel centrosinistra la strada di una alleanza M5S-Pd appare tutta in salita, almeno nelle grandi città Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. Nel centrodestra la Lega dovrebbe giocare la parte del leone, ma la crescita dei consensi di Fratelli d’Italia rischia di acuire le tensioni.

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

(ANSA)

5' di lettura

Per le comunali del prossimo autunno i giorni di aprile successivi alle vacanze di Pasqua si annunciano decisivi. Entro fine mese centrosinistra e centrodestra puntano a chiudere la partita. Anche perché il tempo per la campagna elettorale non è poi così tanto, visto che in mezzo ci sono le vacanze estive. Nel centrosinistra la strada di una alleanza M5S-Pd appare tutta in salita, almeno nelle grandi città Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. Nel centrodestra la Lega dovrebbe giocare la parte del leone, ma la crescita dei consensi di Fratelli d’Italia rischia di acuire le tensioni.

Roma, il nome di Gualtieri per il centrosinistra

Per il Pd e il M5s le comunali di Roma sono la partita che non possono fallire. Eppure l’alleanza tra le due forze nella Capitale è tutta in salita. Il M5S (nonostante molte resistenze interne) non può fare a meno di sostenere l'autocandidatura della sindaca uscente Virginia Raggi, che resta ancora il simbolo della più importante esperienza di governo solitaria dei 5 stelle. Su Raggi, tuttavia, il Pd ha posto il veto: tra i dem il nome che sembra avere più chance è quello dell’ex ministro dell’Economia del governo Conte, Roberto Gualtieri. A meno che non scenda alla fine in campo l’ex segretario e governatore del Lazio Nicola Zingaretti. L’unico che potrebbe spingere al ritiro Carlo Calenda: il leader di Azione (e ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni), in corsa da tempo, rischia di togliere voti al candidato dem, mettendo a rischio l’approdo al ballottaggio del candidato Pd. Tra i nomi circolati c’è anche quello dell’ex ministra Marianna Madia, nel caso in cui i dem decidessero di puntare su una donna come sindaco.

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Roma, nel centrodestra si decide tra Bertolaso e Abodi

A Roma si gioca anche la partita nazionale Salvini-Meloni. Sullo sfondo la corsa per le regionali nel Lazio del 2023. Mentre alle comunali la strada per il centrodestra è in salita (M5S e Pd, anche se andranno divisi potranno contare sul reciproco sostegno al ballottaggio), alle regionali tra due anni le chance di vittoria sono molto più alte. Ma chi tra Lega e FdI esprimerà il candidato sindaco di Roma non potrà rivendicare poi per sé la Regione. Per questo sia Lega che FdI puntano su un candidato civico per la Capitale. Salvini vorrebbe l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso (pupillo di Silvio Berlusconi), mentre Giorgia Meloni propenderebbe più per Andrea Abodi a capo dell'Istituto del Credito sportivo.

Milano, Sala e il nodo dell’apertura del 5 stelle

La ricandidatura di Giuseppe Sala alla carica di primo cittadino rende anche a Milano non scontata l’alleanza tra Pd e M5S. L’attuale sindaco (che cinque anni fa era stato sponsorizzato dall’ex segretario Pd Matteo Renzi) aveva in passato chiuso ai pentastellati, anche se di recente, di fronte all’apertura del capogruppo M5S in comune Gianluca Corrado, Sala è sembrato più possibilista. Mentre invece la sinistra radicale sembra destinata ad andare per conto suo.

Milano, nel centrodestra una rosa di cinque nomi

Anche a Milano il centrodestra è orientato a giocarsi la carta del candidato civico. Su questo fronte sono emersi cinque nomi: l’ex prefetto di Milano Alessandro Marangoni, il professor Maurizio Dallocchio dell'Università Bocconi (il preferito di Meloni), Simone Crolla, segretario generale della Camera di Commercio italo-americana, Roberto Rasia, manager della Pellegrini (sostenuto da Salvini), e il giornalista Paolo Del Debbio. Ma è difficile pensare che nella sua città Matteo Salvini non voglia avere la parola finale sul nome del candidato.

Torino, il passo indietro di Appendino e l’intesa col Pd

La decisione della sindaca M5S di Torino Chiara Appendino di non ricandidarsi sembra aprire nel capoluogo piemontese la strada ad una intesa M5S-Pd. Tanto più che l’attuale prima cittadina si è fatta sponsor di un accordo che ricalchi la maggioranza dell’ex governo Conte 2. Ma l’intesa non è stata ancora trovata. Due finora i nomi circolati. Mauro Salizzoni, chirurgo di fama internazionale e attuale vicepresidente del Consiglio regionale, che si è però ritirato, e Stefano Lo Russo, giovane professore del Politecnico attuale capogruppo del Pd.

Torino, nel centrodestra in campo l’imprenditore Damilano

Il centrodestra pare indirizzato verso il candidato civico anche a Torino. Il candidato verso cui pare convergere la coalizione è l’imprenditore Paolo Damilano che è stato indicato dallo stesso leader leghista Matteo Salvini, anche se ancora Forza Italia non ha sciolto tutte le riserve.

Napoli, Fico in campo in caso di patto M5S-Pd

Nel campo del centrosinistra, i nomi in quota Pd che circolano da tempo sono quelli degli ex ministri Gaetano Manfredi o Vincenzo Amendola. Tra le ipotesi anche la candidatura del presidente della Camera, Roberto Fico, soprattutto in caso di alleanza Pd-M5s (in questo caso la presidenza di Montecitorio andrebbe a un esponente del Pd: si parla di Piero Fassino o Dario Franceschini). Ma nella scelta del candidato avrà di sicuro un ruolo pesante il governatore Vincenzo De Luca, forte del successo elettorale di pochi mesi fa, ostile all’asse Pd-M5s. Senza dimenticare l’ex sindaco ed ex presidente della Regione, Antonio Bassolino, già sceso in campo e sostenuto da liste civiche qualora i dem scegliessero di puntare su un nome diverso. L’attuale sindaco Luigi De Magistris, non più ricandidabile dopo due mandati, punta alla guida della Regione Calabria. E già indicato quella che dovrebbe essere la sua possibile erede: l’attuale Assessore al patrimonio, ai lavori pubblici e ai giovani Alessandra Clemente.

Napoli, derby Lega-FdI sul nome

Situazione fluida anche nel centrodestra. Il nome più quotato resta quello del pm anticamorra Catello Maresca (candidato «ideale» per Salvini), che potrebbe proporre una candidatura “civica”, ma la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha rilanciato come potenziale sindaco l’avvocato Sergio Rastrelli, figlio dell’ex presidente della Regione Campania, Antonio, esponente storico della destra napoletana. Sempre in ambito centrodestra si fa anche il nome di Riccardo Monti.

Bologna, nel centrosinistra Lepore in pole

A Bologna, dopo i due mandati targati Virginio Merola, il Pd è in cerca di un nuovo candidato, probabilmente attraverso le ormai classiche primarie, di partito o coalizione, che potrebbero svolgersi a giugno. Dopo mesi di dibattito, il candidato che raccoglie la fetta più consistente del consenso è Matteo Lepore, assessore alla cultura della giunta Merola. Lepore, vicino alle Sardine e al mondo che sta a sinistra del Pd, ha già incassato il sostegno del presidente della regione Stefano Bonaccini, del sindaco uscente e di pezzi importanti del partito. Tramontate le ipotesi di candidare l’eurodeputata dem Elisabetta Gualmini o il deputato dem bolognese Andrea De Maria, l’unico suo avversario interno è rimasto un altro assessore (alla sicurezza urbana e al commercio), Alberto Aitini, sostenuto da Base riformista, la corrente che a livello nazionale far riferimento a Luca Lotti e Lorenzo Guerini. Massimo Bugani, presidente del gruppo M5s al Comune, ha avviato un “cantiere di idee” per costruire l’alleanza col centrosinistra. E non è esclusa una convergenza del Movimento sul candidato sindaco dem già al primo turno.

Bologna, nel centrodestra ipotesi Galletti

Nel centrodestra, grazie ai nuovi equilibri romani, potrebbe prendere quota l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Gianluca Galletti. Fino a qualche settimana fa il nome dell’ex ministro dell’Ambiente faceva storcere il naso a molti in casa Lega. Dove non si perdonava a Galletti la “colpa” di essere stato ministro dell’Ambiente, dal 2014 al 2018, con due premier targati Pd: prima con Matteo Renzi, poi – riconfermato – con Paolo Gentiloni. Ora, la nuova alleanza di governo guidata da Mario Draghi potrebbe fare cadere questa pregiudiziale e portare in auge nome di Galletti come candidato sindaco civico appoggiato dal centrodestra. Galletti potrebbe erodere voti nel campo del centrosinistra. Condizione ritenuta ancora indispensabile, a Bologna, per avere concrete chance di vittoria contro Pd e alleati. Ma la partita è ancora tutta da giocare. Per Andrea Ostellari, commissario della Lega in Emilia «resta una figura interessante» Fabio Battistini, imprenditore già in pista come civico. E Forza Italia continua a pensare al senatore azzurro Andrea Cangini, ex direttore del Resto del Carlino.


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