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Comunali, si vota in 26 capoluoghi: le sfide per partiti e candidati

I rapporti nel centrodestra restano molto complicati nonostante sulla carta solo in 5 capoluoghi su 26 non è stata raggiunta l'intesa (Verona, Parma, Catanzaro, Viterbo, Messina). Ma i rapporti sono complicati anche sul fronte opposto, dove Pd e M5s corrono insieme in 14 città su 26.

di Andrea Gagliardi

Election day il 12 giugno 2022: si vota per referendum e amministrative

4' di lettura

Domenica 12 giugno non si vota solo in tutta Italia per i 5 referendum sulla giustizia. Circa 9 milioni di italiani sono chiamati al voto per scegliere i sindaci di un migliaio di comuni, fra cui 26 capoluoghi, 22 di provincia (Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Lodi, Monza, Belluno, Padova, Verona, Gorizia, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, Viterbo, Barletta, Taranto, Messina, Oristano) e 4 di regione (Genova, Palermo, Catanzaro e L’Aquila). Il voto amministrativo non è solo un voto locale. È anche un test per le politiche 2023. Per il centrodestra, infatti, le urne daranno indicazioni sui rapporti di forza interni, soprattutto fra la Lega, che sembra aver perso capacità di attrazione, e FdI, in crescita nei sondaggi. Ma anche per il centrosinistra le urne serviranno a verificare il gradimento del patto Pd-5 Stelle, che a livello nazionale deve fare i conti con le divergenze sull’invio di armi in Ucraina e sul termovalorizzatore a Roma. Da verificare il peso dei centristi, che si muovono in ordine sparso, con Iv alleata con centrosinistra o centrodestra a seconda del candidato, e Azione che, dove può, prova a correre da sola con più Europa.

Coalizioni a geometrie variabili

I rapporti nel centrodestra restano molto complicati nonostante sulla carta solo in 5 capoluoghi su 26 non è stata raggiunta l'intesa (Verona, Parma, Catanzaro, Viterbo, Messina). Ma i rapporti sono ancora più complicati anche sul fronte opposto, dove Pd e M5s corrono insieme solo in 14 città su 26. Il M5s non si presenta affatto in 9 comuni mentre a Cuneo, Piacenza e Barletta si presenta contro il Pd. Quanto alle amministrazioni uscenti, 18 sono governate dal centrodestra, 5 dal centrosinistra e 3 da liste civiche

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Schieramenti divisi a Parma

In particolare a Parma l’ex sindaco Pietro Vignali è sostenuto da Forza Italia e Lega, ma non da Fratelli d’Italia, che candida Priamo Bocchi. Ma a Parma anche il campo largo si è inceppato. Il M5s, che dieci anni fa conquistò la città con Federico Pizzarotti, non sarà presente sulla scheda elettorale, mentre il Pd sostiene Michele Guerra, “delfino” del primo cittadino uscente.

Le divisioni nel centrodestra

Centrodestra frantumato anche a Viterbo, dove Fi e la Lega hanno indicato Claudio Ubertini e Fdi scommette sulla civica Laura Allegrini. Copione simile a Catanzaro dove Forza Italia e Lega, da una parte, si sono saldate, pur senza simboli di partito, nel sostegno alla candidatura civica a sindaco del centrista Valerio Donato, docente di Diritto privato all’università Magna Graecia di Catanzaro (uscito recentemente dal Pd), appoggiato anche dai renziani di Italia Viva. Mentre Fdi, in corsa solitaria, candida a primo cittadino Wanda Ferro, vice capogruppo alla Camera, sostenuta anche dal sindaco uscente Sergio Abramo. Qui una coalizione larga di centrosinistra che va dal Pd a De Magistris ai 5 Stelle a Leu è in campo con la candidatura di Nicola Fiorita. Centrodestra spaccato infine a Messina, dove Lega-Prima l’Italia appoggia il candidato di “Sicilia Vera” (movimento dell’ex sindaco Cateno De Luca in corsa per fare il governatore dell’Isola) Federico Basile; il resto della coalizione (Forza Italia e Fdi) è schierato con Maurizio Croce.

Derby Sboarina-Tosi a Verona

Da segnalare lo smarcamento di Forza Italia in una città importante come Verona, dove gli azzurri hanno deciso di sostenere l'ex sindaco ed ex leghista Flavio Tosi assieme ai renziani di Iv contro il primo cittadino uscente, Federico Sboarina, appoggiato da Fratelli d'Italia e Lega. Una guerra tutta interna al centrodestra che potrebbe favorire il candidato di Pd, M5s e partiti della sinistra, Damiano Tommasi.

Le partite di Genova, Palermo e l’Aquila

Partite clou anche a Genova e Palermo, con scontri fra centrodestra e campo largo. Nel capoluogo ligure il sindaco uscente Marco Bucci è sostenuto dal centrodestra compatto. Bucci piace anche ad Azione e Italia viva, che però non presentano i simboli. I progressisti sono con Ariel Dello Strologo, avvocato e presidente della comunità ebraica della città, A Palermo, l'ex rettore ed ex assessore regionale Roberto Lagalla unisce Lega, FdI e Fi. Il campo largo Pd-M5s schiera Franco Miceli, presidente dell'ordine degli architetti. Nell’altro capoluogo di regione, l'Aquila, il centrodestra è invece unito dietro l'uscente Pierluigi Biondi, di Fratelli d'Italia; contro di lui è scesa in campo la dem Stefania Pezzopane, che sarà appoggiata sia dal M5S, ma senza simbolo, sia da Iv.

M5s poco presente sul territorio

Da segnalare la scarsa presenza del M5s sul territorio. A parte il clamoroso forfait della lista Parma, in Sicilia, storico granaio di voti per il movimento, i 5 Stelle presentano la lista in coalizione con il Pd solo in 3 Comuni su 120 (Palermo, Messina e Scordia in provincia di Catania). Per il resto è tutto un proliferare di candidati nelle liste civiche in appoggio ai candidati sindaci del Pd, come nelle venete Padova e Verona. Da soli contro tutti i 5 Stelle si presentano solo in poche realtà come Cuneo, Lucca e Piacenza (qui si tenterà un esperimento di sinistra radicale, con il M5s assieme a Sinistra italiana e Verdi in competizione con il Pd). Per il resto il M5s è in coalizione con il Pd, ma mai con un candidato proprio.

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