Le amministrative di ottobre

Comune Napoli, corsa tra i candidati che dovranno gestire 227 milioni del Pnrr

A Napoli le forze locali del centro sinistra si sono già espresse contro le primarie e intendono giocare a pieno titolo la partita dei 227 milioni di euro proposti dalla città per finanziare i progetti attraverso il Recovery fund dell'Unione europea

di Gerardo Pelosi

(ANSA)

2' di lettura

Non c'è solo la corsa al Campidoglio a turbare i sonni già agitati del neosegretario del Pd, Enrico Letta. Tra due settimane in quelle città dove il centrosinistra non sarà riuscito a trovare un candidato unitario si terranno le primarie di coalizione per rafforzare il nome del candidato. Un'indicazione chiara di Enrico Letta che, soprattutto a Napoli, rischia di scontrarsi con le forze locali del centro sinistra che si sono già espresse contro le primarie e intendono giocare a pieno titolo la partita dei 227 milioni di euro proposti dalla città per finanziare i progetti attraverso il Recovery fund dell'Unione europea.

Antonio Bassolino: non credo alle primarie

Antonio Bassolino, volto storico della sinistra napoletana (ex sindaco, governatore, ministro) si augura che tutto il Pd possa appoggiarlo. «Sono uno dei fondatori del Partito democratico – assicura - quanto alle primarie le ho fatte 5 anni fa e, purtroppo, con brogli e con monetine date fuori ai seggi elettorali». In ballo ci sono i 227 milioni di euro da gestire per i progetti proposti dalla Città metropolitana di Napoli all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Dovrebbero finanziare l'ampliamento e il revamping dei due impianti di compostaggio dei rifiuti di Giuliano e Tufino, entrambi in provincia. Spetterà al Governo decidere se inserire nel Pnrr i due progetti (ognuno da 40 milioni), per massimizzare l'efficienza di cernita delle frazioni e minimizzare i flussi destinati fuori regione. Ci sono poi 38,5 milioni per l'innovazione tecnologica delle scuole e 8 milioni per gli interventi sulla Reggia di Portici, che rientra nei target di 'tutela del verde urbano' e 'integrazione e multiculturalità'.

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Per Forza Italia Catello Maresca, “un altro magistrato”

Un ricco piatto per tutti i grandi partiti in corsa per Palazzo San Giacomo dopo l'uscita di De Magistris che punta alla regione Calabria. Partiti molto deboli in città, in particolare la Lega che a livello nazionale è al 25%, alle regionali in Campania ha fatto bene ma a Napoli città stenta a raggiungere il 5%. Forza Italia è divisa. Catello Maresca è il candidato di centro destra sostenuto da Lega e pezzi di Forza Italia. Ma si tratta di un magistrato in servizio e c'è già chi dice “basta con un altro magistrato”. Per Fratelli d'Italia Sergio Rastrelli è invece un candidato identitario che ha una sua base elettorale. Pd e 5 Stelle cercano di trovare un accordo ma con grosse difficoltà.

Fico non piace a De Luca. Preferirebbe Monti (ex Ice)

Se la candidatura Bassolino è vista come un'operazione “nostalgia”, Alessandra Clemente, assessore con De Magistris raccoglie pochi consensi a differenza del rettore della Federico II Gaetano Manfredi persona stimata in grado di aggregare un centro sinistra allargato. L'idea di candidare il presidente della Camera Roberto Fico (come vorrebbe Letta) è un piatto troppo indigesto per il governatore De Luca. Se si procede su Fico, De Luca e la galassia civica e di +Europa potrebbero convergere su un candidato tecnico come Riccardo Monti già presidente dell'Ice che ha un supporto trasversale dei partiti centristi.

Astensionismo è la vera incognita

Ma la vera incognita resta l'astensionismo. Alle comunali di 5 anni fa al ballottaggio per Napoli votò il 37,9% dei cittadini. Quindi chiunque venga eletto sindaco prendendo una maggioranza del 36,9% dei cittadini sarebbe inevitabilmente un sindaco di minoranza senza la forza della gran parte dell'elettorato cittadino.

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