Territori

Comunità Valle Sabbia, illuminazione pubblica più efficiente e smart

Il progetto di Citelum

di Enrico Netti

3' di lettura

Più efficienza e prestazioni, meno impatto ambientale e costi per le comunità, tanta innovazione e servizi in chiave smart. Sono questi i paletti che delineano il progetto varato dalla Comunità montana di Valle Sabbia (CmVS) che coinvolge 31 comuni sparsi tra la Valle Sabbia e dell’Est bresciano. È questa l’area al centro del progetto di riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica affidata a Citelum, società del Gruppo EdF (Électricité de France) e leader sul mercato internazionale dell’illuminazione pubblica, artistica e architettonica, della mobilità urbana, dell’efficientamento energetico e dei servizi di smart city. Un progetto del valore di 46 milioni (Iva esclusa) che si svilupperà nell’arco di 16 anni.

«Come comunità montana ci siamo posti l’obiettivo non solo di riqualifcare l’illuminazione pubblica aggiungendo un nuovo tassello al più ampio progetto di smart city, ma con esso anche di incrementare e garantire una sempre maggior sicurezza grazie ai sistemi integrati di videosorveglianza - sottolinea Giovanmaria Flocchini, presidente della CmVS che aggiunge -. La volontà di essere sempre tecnologicamente all’avanguardia è il motore che guida tutti i progetti delle amministrazioni valsabbine che hanno come focus il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Tutto questo sarà possibile grazie ad una sapiente e paziente opera di aggregazione territoriale realizzata guardando al bene del territorio con progetti di altissimo valore strategico».

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«L’illuminazione pubblica costituisce un veicolo essenziale per un’adeguata evoluzione dei contesti urbani, nella misura in cui permette di intervenire su aspetti cruciali della vita delle collettività come la sicurezza e l’accessibilità degli spazi, il miglioramento della loro percezione estetica, il conseguimento di determinati standard di sostenibilità ambientale, con risultati impattanti sia in termini di efficienza energetica che in termini di economia circolare - spiega Raffaele Bonardi, Ceo di Citelum Italia -. Da questo punto di vista, il progetto di riqualifcazione ed efficientamento degli impianti di pubblica illuminazione di 31 comuni valsabbini e bresciani promosso dalla Comunità Montana di Valle Sabbia e alla cui realizzazione Citelum contribuirà con la propria esperienza e l’impiego delle più sofisticate tecnologie “made in Italy”, consentirà di portare una nuova luce ed una nuova energia a territori di grande valore paesaggistico ed ambientale e a comunità ricche di storia e di tradizioni, valorizzandole e rendendole protagoniste del loro futuro».

Il progetto prevede importanti interventi, che riguarderanno la quasi totalità del perimetro impiantistico di pubblica illuminazione. Verranno posati circa 30mila nuovi punti luce a Led di ultima generazione, si legge su una nota di Citelum, dotati di tecnologie digitali per la regolazione e la gestione remota da una centrale di controllo e che garantiranno un risparmio energetico superiore al 72%, riducendo i consumi futuri a meno di un terzo di quelli attuali, con tutti i vantaggi che ne conseguiranno in termini di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dell’inquinamento luminoso.

Un risparmio energetico che si tradurrà in un abbattimento delle emissioni di gas serra in atmosfera, per un valore compreso tra 4.400 e 4.600 tonnellate di CO2 all’anno equivalente ad aver piantato tra circa 155mila nuovi alberi.

Questo tipo di progetti di efficientamento sono sviluppati da società specializzate, le Esco ovvero Energy service company. Sono progetti di lungo periodo e riguardano grandi comunità come, per esempio, ospedali, aziende pubbliche e i servizi per la collettività, proprio come l’illuminazione pubblica, che oggi utilizzano impianti e soluzioni datate.

I progetti prevedono una fase di analisi e studio del contesto e dei vari capitoli di spesa, gli interventi per ammodernare infrastrutture, impianti e punti luce per tagliare la bolletta energetica prevedendo l’erogazione di altri servizi. Dove sta il business? Nel risparmio che si riesce ad ottenere. Se il vecchio “costo” era di 1.000 la proprietà ed Esco si accordano per un nuovo costo di 800 per i servizi che il cliente paga alla Esco. Se poi la Esco è stata brava nei calcoli e ha scelto dispositivi efficienti che riducono i costi scendono a 700 la differenza diventa il suo guadagno.

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