taranto

Con 10 milioni riparte Agromed, piattaforma logistica per l’ortofrutta

Nell’ex stabilimento tessile Miroglio processi innovativi di lavorazione dei prodotti

di Domenico Palmiotti


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3' di lettura

Dalle fibre per i tessuti all’ortofrutta. L’ex stabilimento tessile Miroglio di Castellaneta (Ta), nato negli anni ‘90 con i fondi pubblici della reindustrializzazione e dismesso da tempo, diventa sede di Agromed, la piattaforma che nel Tarantino, guardando però ad un arco territoriale più ampio, si occuperà di lavorazione, trasformazione e logistica dei prodotti ortofrutticoli. «Valorizziamo un importante asset dell’economia locale, l’agricoltura, e usando un complesso dismesso accorciamo i tempi di entrata in funzione della piattaforma e non consumiamo ulteriore suolo» annuncia Vincenzo Cesareo, già presidente di Confindustria Taranto e ora a capo di Agromed srl, società benefit partecipata dalla Camera di Commercio. C’era proprio bisogno di dare una brusca accelerata sui tempi dopo tanti anni trascorsi nel nulla. Risale infatti al 2000 la delibera Cipe n. 155 che stanziò 9,281 milioni per costruire Agromed. Da allora a oggi gli unici passaggi avvenuti sono la costituzione della società nel 2005, l’uscita del Comune di Taranto nel 2016 e della Provincia di Taranto nel 2018, la ridefinizione dell’assetto da parte del socio unico rimasto, la Camera di Commercio, che nel 2019 l’ha trasformata in una srl benefit. Mai partito invece il progetto. Il patrimonio è oggi di 12 milioni. Non ci saranno costi di acquisizione della struttura ex Miroglio (38mila metri quadrati di cui 15mila coperti) ma Agromed dovrà assorbire la manodopera ex tessile rimasta disoccupata. Si prevedono 20 assunzioni da tale bacino mentre i fondi Cipe saranno postati sulla riconversione dello stabilimento. I costi stimati sono di 4 milioni, tra opere murarie e impianti, per lavorazione e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, tre milioni per la linea “Quarta Gamma”, tre milioni, infine, per l’impianto di logistica e lo stoccaggio dei cereali. La differenza tra il valore stimato per l’investimento, 10 milioni, e i fondi stanziati con la delibera Cipe, pari a circa un milione di euro, potrebbe essere finanziata con le disponibilità eccedenti accantonate dalla società. La produzione effettiva annua è stimata in 28mila quintali annui di uva da tavola, 27mila di agrumi e 18mila di ortaggi per un valore della produzione pari a 9,930 milioni di euro. Nella “Quarta Gamma” la produzione effettiva è invece stimata in 13mila quintali per un valore di 5,2 milioni. Nella logistica e stoccaggio di cereali si calcolano 100mila quintali per 5 milioni. Le valutazioni sono fatte con l’esercizio a regime. Per la lavorazione e trasformazione dell’ortofrutta Agromed punta a offrire un prodotto con un processo tecnologico all’avanguardia. Per “Quarta Gamma”, nota anche come “Shelf Life”, la conservazione di insalate, ortaggi e frutta si articolerà in una serie di fasi: selezione, taglio, lavaggio, asciugatura e deposito in celle di stoccaggio a temperatura non superiore a 6 gradi centigradi. Celle frigo e mezzi di movimentazione sono previsti anche per lo stoccaggio cereali. L’area di riferimento comprende il Tarantino, il Sud-Est Barese, il Salento e il Metapontino. Agromed vuole poi sfruttare la sua centralità rispetto a una rete intermodale che fa leva sul porto di Taranto, peraltro sede di Zes-zona economica speciale che arriva sino alla Basilicata, aeroporto di Grottaglie (cargo) e snodo ferroviario agroalimentare di Ferrandina in Lucania. Si intende così coprire un vuoto perché oggi la maggior parte delle aziende dell'ortofrutticolo non hanno una struttura logistica interna e scelgono di affidarsi in outsourcing a realtà specializzate.

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