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«Con il 5G inizierà una nuova era degli smartphone da gioco». La scommessa di Asus

Parla il Ceo del gruppo taiwanese che in estate ha lanciato la terza generazione di Rog phone.  Lo smartphone è sorprendente ma serve davvero hardware dedicato per giocare? 

di Luca Tremolada

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Parla il Ceo del gruppo taiwanese che in estate ha lanciato la terza generazione di Rog phone.  Lo smartphone è sorprendente ma serve davvero hardware dedicato per giocare? 


3' di lettura

Gli smartphone da gioco sono un segno dei tempi. Parliamo di telefonini estremi, potenti nella testa e spesso eccessivi nelle forme progettati per rendere l'esperienza di gioco più simile a quello che si vive sul divano davanti a una console o con un dispositivo portatile creato ad hoc. Intercettano un trend, quello del gaming, che ha già influenzato i telefonini di fascia alta, dall'iPhone ai Samsung Galaxy che negli ultimi anni hanno incominciato a lanciare nuove feature dedicate. Oggi gli interpreti più ortodossi (e vintage) sono i taiwanesi di Asus, tra i primi a puntare su questo tipo di smarphone e che in estate hanno lanciato la terza generazione del Rog phone, ad oggi sicuramente il telefonino Android più potente per chi vuole giocare.

«È vero che recentemente anche gli smartphone hanno incominciato ad interessarsi in modo specifico al gaming - racconta al Sole 24 Ore S.Y. Hsu, Co-Ceo di Asus - ma non sono nostri concorrenti. Per progettare questi dispositivi serve competenza, noi prima con i computer e poi con gli smartphone abbiamo accumulato molta esperienza in questo campo - sorride -. Se vogliamo offrire ai giocatori la migliore esperienza dobbiamo puntare ad un hardware senza compromessi».

Il futuro di Asus

Dopo la lunghissima era di Jerry Shen il gruppo taiwanese nato come produttore di componenti per Pc è guidata dall’anno scorso dalla coppia Hsu-Samson. Il più tecnologo è l'ex capo della divisione Pc che è anche tra i fautori della conversione al gaming di Asus iniziata nel 2007 con i computer e rilanciata nel 2014 con gli smartphone. «Quello che stiamo costruendo - spiega Hsu - è un ecosistema e lo stiamo facendo con altri attori di primo piano di questa industria come la cinese Tencent, Google e Unity Technologies».

Gli alleati insomma servono anche perché nel settore smartphone ora non sono soli, c'è anche Lenovo con Legion ma anche altre marche come Xiaomi per esempio che studiano configurazione da gamer. Il motivo? I giochi su smartphone valgono un sacco di soldi. Secondo l'ultimo rapporto di Newzoo, 2,5 miliardi di videogiocatori nel mondo l'anno scorso hanno speso in videogiochi 152 miliardi di dollari. Il gaming da mobile, ovvero quello praticato con smartphone e tablet, rappresenta la fetta più grossa con 68,5 miliardi di dollari di ricavi generati nel corso dell'anno - di cui il 54,9% sono riconducibili ai giochi per smartphone.

La prova di Rog phone 3

Rog phone 3 è una summa di specifiche hardware di alto livello e funzioni per gamer. Usa l'ultimo chip mobile di Qualcomm lo Snapdragon 865 Plus con supporto delle reti 5G Plus, ha uno schermo AMOLED a 144Hz, una batteria da 6000 mAh potenziata con soluzioni avanzate per il risparmio energetico e un sistema di raffreddamento a camera di vapore. È dotato di Air Trigger, i due pulsati virtuali collocati su uno dei lati del telefono, che possono essere programmati. Diciamo che è la cosa più vicina al concetto di Lamborghini nel mondo delle supercar. Nel corso della prova abbiamo giocato a titoli tripla A di Google Stadia, il servizio di cloud gaming di Moutain View, ed è andata molto bene. Il telefono che non è piccolo non si è mai scaldato e la batteria ha fatto il suo (tocca però disattivare il refresh a 144 Hz per chiudere in serenità la giornata). Ci ha sorpreso anche la bassa latenza e la risposta dei comandi.

Il rischio di questi smartphone e anche per Asus però è quello di precorrere i tempi. Giochi in grado di valorizzare un display da 144 Hz non ci sono ancora e si contano sulla punta di una mano, come sono pochi i titoli che offrono via mobile un dettaglio di poligoni da mettere davvero alla prova il processore di Rog 3. «Oggi è vero che gran parte dell'offerta su smartphone è rappresentata da casual game (giochi semplici che non richiedono importante specifiche hardaware, ndr) tuttavia con il cloud gaming e servizi come Google Stadia (da qualche giorno c'è anche xCloud di Microsoft) giochi premium vengono trasmessi anche su dispositivi mobile. Parliamo di titoli nati per il mercato console. Occorre quindi distinguere tra breve e lungo termine. Con il 5G la reti veloci il videogioco mobile subirà una fortissima accelerazione. I giocatori pretendono bassi tempi di latenza, vuole dire che avranno bisogno di hardware specifico per affrontare le loro sfide. Per questo occorre essere pronti con un ecosistemi di prodotti pronti a soddisfare anche i più esigenti».

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