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Con 6,6 miliardi di masse gestite nasce la nuova Cassa di Trento

di Riccardo Sandre

2' di lettura

Una nuova banca di credito cooperativo, la seconda per dimensioni tra quelle raccolte attorno a Cassa Centrale, è pronta a fare il suo debutto.
Si chiamerà Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra e Alta Vallagarina, per semplicità “Cassa di Trento” e sarà il frutto della fusione di due istituti che hanno una lunga tradizione nel proprio territorio di riferimento: l’attuale Cassa di Trento e la Cassa Rurale dell’Alta Vallagarina e Lizzana.
A decretare l’ok ad una fusione storica per il territorio le assemblee straordinarie dei soci che, causa pandemia, si sono espresse tramite le figure del rappresentante designato (il notaio Nicoletta Anderloni a Trento, il notaio Rita Fochesato presso la sede sociale di Volano) e hanno approvato a larghissima maggioranza il progetto.
Globalmente 6.763 soci hanno espresso il loro voto (per la precisione 5.670 per Cassa di Trento e 1.093 per Cassa Alta Vallagarina e Lizzana) con una quota di favorevoli pari al 89,66% per Trento e al 78,50% per Alta Vallagarina e Lizzana.
«La necessità di adeguare il modello organizzativo ai rilevanti cambiamenti economici, normativi e sociali, avvenuti nell’ultimo decennio, è la motivazione che ha determinato l’aggregazione » spiega il presidente di Cassa di Trento Giorgio Fracalossi. «Si è infatti evoluta la tecnologia digitale, è stata riformata la normativa bancaria, nuovi competitori si sono presentati sul mercato, gravi sono state le crisi finanziarie ed economiche affrontate, a cui si è aggiunta anche la pandemia. Abbiamo scelto di fare ora questa fusione perché dobbiamo precorrere i tempi, ma se i modelli organizzativi evolvono, i valori di riferimento rimangono gli stessi».
La nuova banca avrà oltre 6,6 miliardi di masse amministrate (la raccolta è complessivamente pari a 4,7 miliardi), 376 collaboratori, 48 filiali, 110mila clienti e oltre 29mila soci. Un’istituto solido, forte di un patrimonio di 288 milioni di euro e un Total capital ratio pari al 21,7%.
«La fusione di due banche sane - dichiara il presidente di Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana, Adriano Orsi - porterà ulteriori risorse per affrontare nuovi investimenti, che andranno tutti a servizio delle esigenze di soci e clientela in un vasto territorio caratterizzato da quasi 200mila residenti, 16mila imprese e dall’incontro delle due città del Trentino, inserite nel comune territorio agricolo solcato dallo stesso fiume, saranno possibili migliori economie di scala per garantire adeguato sostegno finanziario alle economie locali».
La nuova Cassa di Trento sarà legalmente costituita con il primo aprile, mentre la fusione “tecnica” dei due istituti è prevista per l’11 dello stesso mese. A partire dalla data della fusione e per un periodo transitorio il CdA sarà composto da 13 consiglieri, incluso il presidente, di cui 3 saranno riservati al territorio dell’attuale Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana.
Analogo processo per il collegio sindacale che sarà allargato a 5 componenti di cui 2 espressione Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana. La disciplina transitoria sulla composizione del Cda consentirà di raggiungere il numero di 8 amministratori più il presidente nell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio del 2025.

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