Progetto

Con 720 appartamenti il maxi cantiere Helios abbatte le emissioni

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Il primo cantiere, Teodosia, è iniziato a gennaio scorso ed è stato tra i più grandi d’Italia per i lavori legati al Superbonus 110%, con interventi su circa 300 appartamenti e un valore dei lavori pari a 16 milioni di euro. Dopo qualche mese è arrivato il secondo importante lavoro, sul complesso Helios, quattro stabili che contano 720 appartamenti, sempre a Torino, con un investimento di circa 40 milioni.
È la Secap, società di costruzioni in capo alla famiglia Provvisiero, ad aver guadagnato sul campo visibilità e know-how grazie agli interventi legati al miglioramento energetico degli edifici. «Abbiamo iniziato a lavorarci, con un team di tecnici e ingegneri, durante il lockdown – racconta il presidente della holding di famiglia, Giuseppe Provvisiero –. Si trattava di un momento in cui c’era meno da fare, con i dirigenti della Secap in quel periodo abbiamo creato diversi gruppi di studio. Tra i primi a nascere è stato proprio il gruppo di lavoro focalizzato sui bonus edilizi ed in particolare quelli legati alla riqualificazione energetica e sismica 110%, così è iniziata l’avventura». Il team si è man mano ampliato, partendo da risorse interne a Secap con competenze di vario genere, tecniche, fiscali e finanziarie. «Mettere in piedi operazioni sul 110% da General contractor – spiega Provvisiero – richiede competenze importanti». Si sono così aggiunti, di volta in volta, progettisti di eccellenza ed esperti in materia energetica «che ci hanno seguiti sin dall’inizio perché siamo stati i primi a partire e tra i più strutturati». Il livello di complessità resta alto tanto che periodicamente si riunisce una sorta di “cabina di regia” che ha il compito di monitorare e risolvere le criticità che emergono in corso d’opera, grazie all’aiuto di consulenti legali e fiscali, per lavorare al meglio dal punto di vista tecnico normativo e del rispetto delle regole, oltre che per garantire un risultato importante dal punto di vista del valore architettonico

I cantieri

Il complesso Helios di corso Sebastopoli/via Guido Reni conta almeno 2mila residenti, con un cantiere imponente per dimensioni – la superficie globale delle unità immobiliari è pari a 56mila metri quadri, con 1.360 balconi, 32mila mq di facciate e 55mila mq di isolamenti– e tipologia di interventi. Sul campo ci sono 50mila mq di ponteggi, 4 gru e 20,5 chilometri di sviluppo di impalcati. Garantirà risparmi pari a 280 euro pro capite, per un totale di 200mila euro, e un abbattimento di CO2 pari a 700 tonnellate all’anno
«I lavori per l’efficientamento energetico hanno avuto un impatto importante sull’azienda – racconta il presidente della holding– e hanno aumentato il nostro volume d’affari, affiancando al nostro core business tradizionale questo nuovo ambito che ci ha impegnati moltissimo. Continueremo a operare nel settore tradizionale, a cominciare dal restauro di palazzi storici e dalla riqualificazione dei centri commerciali come Le Gru, che rappresentano identità. Ma non abbandoneremo il fronte dei sistemi di efficientamento energetico e abbiamo acquisito altri cantieri importanti da 180, 120, 200 appartamenti, sempre per interventi al 110%». Per Secap poi si apre anche il fronte della riqualificazione del patrimonio pubblico: «Abbiamo risposto a un bando dell’Atc, l’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, per la riqualificazione del loro patrimonio immobiliare – racconta Provvisiero – e anche con loro avvieremo un intervento su uno stabile di circa 300 appartamenti».

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Il ruolo del settore

In linea generale, la spinta del Superbonus guarda alla riqualificazione, energetica e architettonica, di un patrimonio di edilizia obsoleto, nato in maniera massiva in Italia tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, che avrebbe bisogno di interventi generalizzati. «Si tratta di uno strumento adatto a realizzare questa funzione importante sia dal punto di vista economico che sociale, ma che rischia di essere vanificato da comportamenti scorretti e abusi che rischiano di danneggiare l’intero settore» riflette Provvisiero. Un comparto che sta sostenendo, aggiunge, la ripresa economica in Italia: «Se guardiamo dentro quel 6% in più di Pil, credo che alla fine emergerà come circa la metà sia da imputare al contributo dell’edilizia». Cosa fare allora? «Servono certamente più controlli – risponde Provvisiero – ma anche dei correttivi alla norma per rendere il Bonus più stabile e per andare incontro alle esigenze del Paese».

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