Mobilità sostenibile

Con le auto a metano risparmiati 2 miliardi di euro

di Ilaria Vesentini

Imagoeconomica

3' di lettura

Quasi 2 miliardi di euro risparmiati e 1,5 miliardi di tonnellate di CO2 in meno immesse in atmosfera. Sono i benefici che ha garantito l’uso del metano come combustibile per autotrazione nel nostro Paese nel 2016, rispetto alla spesa alla pompa e alle immissioni inquinanti che avremmo avuto utilizzando quantità equivalenti di benzina. I calcoli sono contenuti nella ricerca del Centro studi Promotor-Econometrica, presentata ieri a Bologna in occasione del convegno “Gas naturale e biometano: eccellenze nazionali per la sostenibilità”, nella più ampia cornice degli eventi preparatori del G7 Ambiente che si terrà l’11 e 12 giugno sotto le Due torri.

Uno studio declinato su base provinciale da cui esce un altro risultato eclatante: se tutto il territorio nazionale avesse una diffusione di auto a metano pari a quello di Ancona - la provincia più virtuosa con il 13,9% dei veicoli a metano contro una media nazionale dell’8% - il risparmio economico sarebbe stato non di 2 bensì di 11 miliardi di euro, con minori emissioni per 8,5 milioni di tonnellate.

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«Il metano è l’unica alternativa concreta a benzina e gasolio, perché è una tecnologia accessibile, disponibile e sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico», sottolinea Alfredo Altavilla, Coo di FCA, il costruttore con la più alta quota di mercato di produzione auto a metano al mondo. Ricordando che a parità di spesa con il metano si percorre il 50% in più di strada rispetto alla trazione a benzina e che le vetture elettriche oggi costano 10-12mila euro in più delle tradizionali.

«I costi per cambiare l’auto o modificarne una per l’alimentazione a metano non superano invece i 2mila euro, cifra rapidamente compensata dalla minor spesa di esercizio e manutenzione, che è meno della metà di quella per l’auto tradizionale. Senza considerare che col metano si azzerano le polveri sottili che inquinano le nostre città», aggiunge Marco Alverà, Ceo di Snam, che ha in programma 150 milioni di euro investimento entro il 2021 per aprire 300 nuovi distributori a metano nel Paese. L’accordo siglato lo scorso ottobre tra FCA, Iveco e Snam porterà in un decennio al raddoppio delle attuali 1.100 stazioni di servizio a metano, sbloccando l’impasse che ha fin qui bloccato lo sviluppo del mercato: troppe poche auto per investire in infrastrutture, poche infrastrutture per comprare auto a metano.

Su un parco auto di 38 milioni di autovetture sono 3,2 milioni quelle che viaggiano con combustibili alternativi, «record europeo, ma eravamo arrivati a un’incidenza del 22%nel 2009 grazie agli incentivi», rimarca Aurelio Nervo, presidente Anfia, associazione nazionale della filiera automotive, eccellenza mondiale per la componentistica della trazione a metano, nicchia che vale 20mila posti di lavoro e 1,7 miliardi di fatturato. «Neutralità tecnologica nelle scelte delle amministrazioni locali in tema di mobilità sostenibile e valorizzazione delle filiere produttive che abbiamo in Italia sono i driver che seguiremo nell’attuazione della Strategia energetica nazionale Sen) e degli obiettivi comunitari e la Sen», assicura il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

E il metano apre la strada al biometano, «dove l’Italia ha un potenziale di produzione di 8,5 miliardi di metri cubi al 2030 accrescendo competitività e sostenibilità delle aziende agricole», ricorda il presidente di Cib-Consorzio italiano biometano, Piero Gattoni. La terza via dell’energia verde significa garantire un futuro di sostenibilità ambientale ed economica al campo al camion», rincalza il numero uno di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

L’Italia oggi, sul fronte ambientale, tra l’adozione della direttiva Dafi e la Sen è all’avanguardia in Europa. «Ora bisognerà realizzare le infrastrutture necessarie affinché il gas possa spiazzare il carbone. Se sostituissimo metà della produzione di energia elettrica a carbone con produzione a gas risparmieremmo 250 milioni di tonnellate di CO2. Gli impianti a gas già ci sono, servono gli investimenti ma il percorso è già segnato», conclude Alverà di Snam.

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