LE NUOVE TECNOLOGIE

Con il Bim la progettazione entra nell’era 4.0

di Massimo Frontera


2' di lettura

La rivoluzione digitale che sta traghettando il settore manifatturiero nell’era 4.0 sta modificando - con più lentezza ma in modo non meno profondo - anche il settore delle costruzioni. La digitalizzazione entra nel cantieri principalmente attraverso la porta costituita dalla fase della progettazione. Il Bim (building information modeling) è lo strumento, digitale appunto, che consente di gestire in modo nuovo il progetto. Il digitale apre inedite possibilità di governare il progetto, anche per la possibilità di “agganciare” al disegno una massa potenzialmente sconfinata di informazioni su ogni minimo dettaglio. Informazioni che possono essere gestite sia sotto il profilo tecnico sia anche sotto il profilo contrattuale. L’aspetto innovativo più appariscente è il passaggio dalla dimensione bidimensionale a quella in 3D, con la possibilità di verificare in modo automatico la coerenza delle varie componenti del progetto: rivelandone i conflitti (clash) e analizzando il comportamento di strutture e impianti rispetto, per esempio, all’irraggiamento solare, ai consumi energetici, a scosse sismiche. I vantaggi si estendono anche agli altri operatori della filiera, perché il Bim evita alle imprese i tanti errori che emergono nella fase di cantierizzazione, consentendo di risparmiare tempo, costi e contenziosi. Anche i manutentori dell’opera possono pianificare gli interventi con maggiore precisione e - anche in questo caso - ridurre i costi.

Fin qui i vantaggi più evidenti e immediati dello strumento. Ma il Bim è molto di più. La migliore definizione della carica innovativa è forse quella contenuta nel piccolo manuale divulgativo recentemente pubblicato dagli architetti (a cura di Marco Aimetti), dal titolo eloquente: Bim Bang: breve introduzione all’era digitale del mondo delle costruzioni. Per spiegare cosa è il Bim, si comincia col dire cosa il Bim NON è. «Non è solo un’applicazione software», dicono gli architetti; e non è neanche «solo un modello 3D». Inoltre il Bim «non è solo per i grandi progetti» e «non limita la creatività». Soprattutto, il Bim «non è solo una nuova moda». «Il Bim - sintetizza il manuale - si inserisce in un fenomeno sociale e culturale più ampio, conosciuto come quarta rivoluzione industriale o rivoluzione digitale. Questa rivoluzione riguarda tutti i settori e, in particolar modo, quelli più indietro nel processo di digitalizzazione come è appunto il settore delle costruzioni. Si tratta di un fenomeno globale, ormai inarrestabile, che sta trasformando modelli di business consolidati in tutti settori. Riguarda tutti noi. È importante, quindi, avere una visione di scenario sul cambiamento in atto per poterlo affrontare nei tempi giusti». Il manuale si chiude riecheggiando quasi il motto della rivoluzione francese: «concludiamo richiamando quelle che potremmo considerare le parole chiave del Bim: collaborazione, comunicazione, condivisione».

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