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Con #bontàresponsabile Granarolo potenzia l’impegno sulla sostenibilità

Packaging meno impattante, qualità della filiera, benessere animale e impegno per la comunità sono i quattro pilastri d’azione sintetizzati in un nuova grafica

di Emiliano Sgambato

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In Granarolo gli investimenti in R&S pesano per il 3-4% su un fatturato di circa 1,3 miliardi

Packaging meno impattante, qualità della filiera, benessere animale e impegno per la comunità sono i quattro pilastri d’azione sintetizzati in un nuova grafica


2' di lettura

Granarolo rinnova la sua azione per la sostenibilità potenziando e ridefinendo gli strumenti al servizio di una filiera alimentare rispettosa dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. Il nuovo progetto #bontàresponsabile sarà rappresentato graficamente da un quadrifoglio stilizzato che ingloberà la classica “G” del logo Granarolo su tutte le confezioni coinvolte.

A partire dalla nuova bottiglia del latte fresco che debutterà a breve: oltre a impiegare, nella versione da un litro, il 16% in meno di materiale ed essere composta per il 25% da Pet riciclato, il tappo si aprirà con un click e resterà ancorato alla bottiglia per evitare la dispersione nell’ambiente, anticipando la direttiva Ue sugli articoli monouso in plastica (2019/904), che entrerà in vigore dal 2024.

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Il nuovo logo del progetto Granarolo che rappresenta l’impegno per la sostenibilità

Più in generale, la strategia sul packaging – che permetterà di evitare l’immissione in atmosfera di 2.500 tonnellate di CO2 in tre anni – è basata sulla riduzione del peso degli imballaggi, l’uso di plastica riciclabile e riciclata e di materiali alternativi. In questo ambito l’ultima confezione lanciata nel 2020, creata in sinergia con Tetra Pak per il latte Accadì Alta Digeribilità senza lattosio, è composta per l’87% da materiali ottenuti da fonti rinnovabili: carta certificata proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e un polimero ottenuto dalla canna da zucchero.

Innovativi anche i vasetti di alcuni tipi di Yomo in carta o Pet al 100% riciclato. Inoltre, per ridurre gli sprechi, Granarolo sta lavorando «sull’aumento della shelf life dei prodotti, sul recupero degli imballaggi del latte reso da mercato, sulla veicolazione dei resi da piattaforma a persone in difficoltà».

«L’impegno sul packaging è solo una parte del percorso che abbiamo iniziato da tempo. Il nostro settore – sottolinea il presidente del Gruppo, Gianpiero Calzolari – ha maturato consapevolezza dell’impatto che ha sull’ambiente, e ora ci sono le potenzialità e le conoscenze per limitarne la portata. Pensiamo alle tecnologie 4.0, ai robot o alla digitalizzazione: sono ormai realtà che ci permettono di produrre in modo sostenibile per una questione di responsabilità, di sensibilità del consumatore e di rispetto delle normative». Per un investimento in R&S che pesa per il 3-4% su un fatturato di circa 1,3 miliardi.

Tra le altre tre “foglie” che compongono il logo, per Calzolari «non si può non partire dalla filiera italiana di qualità: è la nostra essenza, il nostro metodo di lavoro, grazie ai nostri oltre 600 soci-allevatori presenti in 12 regioni italiane – continua Calzolari –. Ogni anno vengono effettuati 500mila controlli per verificare ogni fase di produzione e trasformazione».

Legato al rapporto con la filiera c’è il benessere animale: «Certifichiamo le nostre stalle controllando il rispetto di 100 parametri con il supporto scientifico del Politecnico di Milano e il controllo di una società di certificazione esterna.
La quarta foglia, non in ordine di importanza, rappresenta la responsabilità sociale nei confronti delle comunità in cui siamo inseriti e più in generale verso tutto il pianeta». Tra le iniziative : “Allattami - La Banca del Latte Umano Donato di Bologna”, in collaborazione con il Policlinico di Sant’Orsola (www.allattami.org), “Africa Milk Project” in Tanzania e “AfricHand Project” in Mozambico, con Cefa onlus.

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