Calcio italiano

La Serie A punta tutto sui tecnici: alla Juve torna Allegri, Inzaghi all’Inter

Dopo l’approdo di Josè Mourinho alla Roma e l’addio di Antonio Conte all’Inter il mercato degli allenatori è in fermento, anche per ragioni economiche legate alla carenza di risorse

di Marco Bellinazzo

Conte lascia l'Inter

4' di lettura

La girandola delle panchine in Serie A ha portato a grandi cambiamenti in poche ore. Le ultime novità sono il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus e l’ingaggio di Simone Inzaghi all’Inter, dopo che sembrava fatta per una riconferma con la Lazio. Da un lato è fisiologico che si cambi sempre più spesso guida tecnica nel calcio moderno. Dall’altro lato, però, il fenomeno ha anche un risvolto economico.

Con le ristrettezze causate dalla pandemia, i fabbisogni finanziari crescenti, i budget ridotti se non inesistenti, molti club ormai preferiscono investire una fiche importante sul coach anziché sui calciatori. Nella convinzione che un buon allenatore possa far rendere di più anche atleti tecnicamente modesti e che dalle vittorie sportive possa derivare anche una rivalutazione patrimoniale dell’organico.

Loading...

La girandola

Il primo colpo lo ha realizzato la Roma, mettendo sotto contratto José Mourinho, chiudendo il biennio con Fonseca per affidarsi allo Special One. Un affare da 7 milioni netti per la prima stagione, nella quale Mourinho ha garantiti anche 9 milioni dal Tottenham previsti dopo la separazione per la prossima stagione. Nel secondo e terzo anno di contratto, invece, l’aiuto degli Spurs verrà meno, ma per il portoghese sono previsti bonus legati ai risultati.

È stato lui il primo “botto” del mercato degli allenatori, seguito pochi giorni dopo dall'addio clamoroso di Antonio Conte all'Inter, con uno scudetto sul petto e divergenze con la società, in piena spending review. Conte lascia un contratto che prevedeva ancora un ingaggio da 13 milioni netti (contro i 10,5 del primo anno), per il quale ha concordato una buonuscita da 6,5 milioni di euro con un ulteriore accordo riguardo ad un eventuale contratto con un’altra squadra italiana entro la fine dell’anno. Nel caso in cui Conte dovesse tornare su una panchina di Serie A prima di gennaio, allora rinuncerà a parte della buonuscita.

Nei due anni trascorsi dall'ex ct della nazionale alla guida dei nerazzurri, il club ha inoltre usufruito delle agevolazioni previste dal Decreto Crescita, in quanto Conte rientra tra i profili dei cosiddetti “impatriati”, ovvero i soggetti che si sono trasferiti in Italia, senza aver risieduto nel nostro paese negli ultimi due anni. Il suo compenso è stato dunque tassato solamente al 30%, garantendo all’Inter un risparmio dal punto di vista fiscale. Un eventuale nuovo contratto non prevederebbe tale agevolazione ma solo se fatto con una società italiana.

Il caso Allegri

L’Inter si è messa alla ricerca di un nuovo allenatore e si era inserita nella corsa per Massimiliano Allegri, fermo da due stagioni dopo l’addio alla Juventus, altra contendente per il tecnico toscano insieme al Real Madrid. Nel bilancio 2019, i bianconeri avevano disposto un accantonamento pari a 15,7 milioni di euro a fondo rischi per Allegri e il suo staff tecnico, dopo la decisione di non proseguire più con l'allenatore dei cinque scudetti consecutivi. Una somma pari all’ingaggio lordo per l'allenatore e i suoi collaboratori, ma i loro contratti con il club torinese sono scaduti nel 2020 e da un anno, di fatto, Allegri era libero di accasarsi in qualunque club. Alla fine ha scelto la Juventus. Il contratto dovrebbe essere di 4 anni per un ingaggio di 9 milioni a stagione.

Il caso Inzaghi

Il puzzle degli allenatori della prossima Serie A ha visto poi muoversi altri tasselli. Simone Inzaghi sembrava aver raggiunto un’intesa con Lotito per rimanere alla guida della Lazio, dopo essere stato accostato all'Inter e alla Juventus. Il forcing della dirigenza interista, però lo ha portato a Milano (si parla di un biennale a 4 milioni più uno di bonus). Un sorpasso centrato, a sorpresa, sulla Lazio che adesso si trova nel giro di poche ore spiazzata.

La conferma del divorzio con Inzaghi è stata affidata dal club capitolino a una breve nota, nella quale non viene nominato il tecnico: «Rispettiamo il ripensamento di un allenatore e, prima, di un giocatore che per lunghi anni ha legato il suo nome alla famiglia della Lazio e ai tanti successi biancocelesti». Mentre l’ad nerazzurro Beppe Marotta, interpellato sulla scelta per la panchina, si è limitato a dire “Entro stasera forse ce la facciamo”.

Altri nomi

Ora torna a farsi avanti in casa biancoceleste il nome di Maurizio Sarri (per il quale la Juve ha accantonato circa 15,5 milioni di euro a seguito dell'esonero). La soluzione che l’Inter aveva più volte fatto intendere di non volere prendere troppo in considerazione per l’incompatibilità della rosa con l’idea di calcio dell’ex tecnico bianconero. Anche se sembra balzato in pole il nome di Sinisa Mihajlovic, un grande ex assai tentato dal ritorno alla Lazio.

Intanto, Sarri si guarda attorno per un possibile ritorno in panchina, dopo un anno di stop, ma di porte aperte non ne restano molte: la Fiorentina ha preso Gennaro Gattuso e la suggestiva ipotesi di una seconda avventura a Napoli appare lontana, con De Laurentiis deciso a chiudere per Luciano Spalletti.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti