Venezia

Con Ca’ di Dio cresce l’offerta di lusso affacciata sul Canal Grande

Alpitour punta all’ospitalità di lusso e lancia VRetreats: il primo apre a Venezia, con progetto di Patricia Urquiola che punta su artigianalità e sostenibilità

di Sara Magro

2' di lettura

Un nuovo cinque stelle brilla a Venezia: Ca' di Dio, questo il nome dell'edificio cinquecentesco che lo ospita, ha aperto il 27 agosto dopo una ristrutturazione grandiosa - costata 16 milioni di euro - che lo ha trasformato in un moderno albergo di design su progetto di Patricia Urquiola. Per Alpitour, il gruppo italiano delle vacanze organizzate che dal 2005 investe nell'alta ospitalità con VRetreats, quest’ultimo albergo ne rappresenta ed esprime i valori: destinazioni top, posizione centrale, coinvolgimento di un architetto di fama internazionale, sense of place, stile residenziale negli arredi, nella cucina e nel servizio.

L'essenza di Venezia in un hotel: il progetto del Ca' di Dio

La sostenibilità al centro del progetto

«Teniamo che l’ospite si senta a casa- ribadisce più volte il general manager, Christophe Mercier, che sta seguendo il lancio - . Ma ci sta molto a cuore anche la sostenibilità. Dall’impianto di condizionamento con acqua della laguna alle sneaker che indossa lo staff: prodotte nella Riviera del Brenta, sono fatte di Econyl, nylon rigenerato da rifiuti come reti da pesca, scarti di tessuto e plastica industriale».

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A dispetto del nome, Ca' di Dio è vicino a piazza San Marco e ai più importanti monumenti, appena fuori dalla bolgia turistica. Si entra da un ampio spiazzo, tra il dehors del bar e quello del ristorante. Il check-in, come si usa nei cinque stelle ora, si fa comodamente seduti nella lobby, sfogliando libri d’arte nell’attesa, sotto un lampadario composto da 2.153 pezzi di vetro soffiati a bocca. Di fianco c'è una biblioteca con poltroncine, tavolini e una collezione di vecchi Urania Mondadori sugli scaffali insieme a oggetti d’arte.

(Foto da Facebook)

Più suite che camere, ma tutte con vista

Da lì si passa alla sala da pranzo che ha sul soffitto una tappezzeria trompe-l'oeil con pesci e ortaggi della laguna e mise en place con piatti disegnati per l'hotel, posate di Gio Ponti, bicchieri di Murano e merletti di Burano. L'idea è far scoprire l'eccellenza dell'artigianato veneziano e contribuire a preservarlo. Stesso approccio anche per il menù, che parte da ingredienti locali. Il benvenuto della casa è infatti l'intramontabile spritz, che qui preparano con un bitter Select veneziano e uno spumante giallo dei Colli Euganei. Gli spazi comuni del pianterreno sono collegati da due corridoi paralleli e tre corti giardino dove si fa colazione, si pranza e ci si rilassa.

Le camere sono ai piani superiori, in proporzione opposta al solito: 57 suite e solo 9 camere. Accoglienti, con angoli salotto, guardaroba capiente, luci ben studiate, hanno viste da cartolina sull'isola di San Giorgio. Ma le finestre sono 420 e altrettanti gli scorci da fotografare.

(Foto da Facebook)

Un consiglio: andateci prima che lo scoprano tutti

Appena aperti, gli alberghi di lusso sono dei gioielli di design e perfezione, ma a volte mancano un po' di anima finché non si fanno notare e sprigionano tutto il loro fascino. Ca' di Dio è uno dei quei posti. Meglio andarci prima che se ne accorgano tutti, anche per uno spritz o un risotto all’astice (squisito) in uno degli angoli ancora tranquilli della città, in fondo all’affollata Riva degli Schiavoni.

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