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Con il Covid più domanda di cibo salutare e sicuro

Crescono le vendite di prodotti che riportano in etichetta claim sul rinforzo del sistema immunitario e sulla presenza di vitamine

di Emiliano Sgambato

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(Anna Puzatykh - stock.adobe.com)

Crescono le vendite di prodotti che riportano in etichetta claim sul rinforzo del sistema immunitario e sulla presenza di vitamine


2' di lettura

Aumentano le vendite di alimenti che promettono di rafforzare le difese immunitarie, quelli ricchi di vitamine e ingredienti benefici, quelli – non è una novità ma il trend non rallenta – che sottolineano l’italianità e la tracciabilità delle materie prime e della filiera. Si tratta di caratteristiche – accomunate dalla voglia di sicurezza e rassicurazione degli italiani spaesati dalla pandemia – che sono evidenziate sulle confezioni. Capire come cambiano gli acquisti in base alle etichette, vuol dire capire come cambiano i consumi: è quello che fa l’Osservatorio Immagino Gs1, giunto all’ottava edizione.

«Riceviamo fisicamente i prodotti e registriamo tutto quello che c’è in etichetta – racconta Marco Cuppini, research and communication director GS1 Italy – per un database di 115mila prodotti che rappresentano l’82% di ciò che è venduto in iper e supermercati , pari a 37,6 miliardi di vendite. Ormai al valore della marca si aggiunge il valore dell’etichetta, che va ben oltre le informazione obbligatorie e affianca la promozione classica. È vero che la normativa ha agevolato alcune tendenze, ad esempio quelle legate alla provenienza degli ingredienti. Ma molte informazioni fornite esplorano nuove frontiere, come gli aspetti sociali, mettendo in evidenza collaborazioni con enti di ricerca e fondazioni, o quelli legati alla sostenibilità».

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Quest’anno è stato creato un paniere con 950 prodotti alimentari (396 milioni di fatturato) che hanno evidenziato in etichetta almeno un claim collegabile all’emergenza sanitaria, come la capacità di rinforzare il sistema immunitario o la presenza di vitamine considerate benefiche: le vendite sono aumentate del 5,3% in dodici mesi, di cui però solo gli ultimi tre in emergenza Covid, per cui non è difficile prevedere come il vero boom potrebbe arrivare nel prossimo monitoraggio, considerando anche che nuovi prodotti (e etichette) avranno debuttato sul mercato. Interessante il confronto tra i medesimi alimenti con e senza “claim anti-covid”: ad esempio, latte e panna fresca sono cresciuti del 94% a fronte di un -2,1% complessivo, le vendite di yogurt del 6,8% contro +0,8%; le bevande +48% contro il -2,8% medio.

Un trend che è confermato anche nel paniere del “rich in”, dove i prodotti arricchiti con proteine e omega3 sono cresciuti del 10%. Al contrario nei “free from” i nuovi ingredienti nel mirino sono i polifosfati, il latte e le uova; e il claim senza antibiotici è cresciuto di quasi il 52%. Tra gli altri trend non smette di crescere quello dell’italianità: ormai la mettono in evidenza 21mila prodotti per 8,2 miliardi di giro d’affari. Dop e 100% italiano sono i claim che vendono di più: rispettivamente +12,3 e + 9,4 per cento.

«Il Covid ha cambiato molte abitudini nel fare la spesa – nota Cuppini – sarà interessante studiarne gli sviluppi. Ad esempio il tempo passato nei supermercati si è quasi dimezzato, mentre è esploso l’e-commerce, un campo dove potrà crescere ancora molto la possibilità di scegliere secondo determinate caratteristiche, visto che basta un clic per visualizzare o scartare tutta una serie di prodotti».

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