Space economy

Con D-Orbit lancio personalizzato di satelliti grazie al cloud di Amazon

La società italiana si espande nella logistica spaziale con il lancio di satelliti di piccole e medie dimensioni integrando Aws nel software Aurora

di Leopoldo Benacchio

3' di lettura

Logistica, parola che è entrata prepotentemente nelle nostre vite e che oramai incontriamo più volte al giorno. Certamente la pandemia ha agito come un potente acceleratore al suo sviluppo, dato che se le persone non vanno alle merci sono le merci a dover arrivare alle persone. Non poteva andare diversamente per lo spazio, affollato di satelliti di tutte le dimensioni, da quelli piccoli quanto una scatola di scarpe, oggi portati in orbita a centinaia, a quelli grandi come un’utilitaria, per il posizionamento globale ad esempio.

In questo nuovissimo campo l’Italia ha un’ottima posizione, anche grazie a D-Orbit, industria aerospaziale in provincia di Como, che in dieci anni è passata da 1 a 120 persone di alta specializzazione, con 40 posizioni oggi ancora aperte, tanti brevetti e continui reinvestimenti degli utili, ma soprattutto una strategia innovativa «Leader nella logistica aereospaziale e nei servizi di trasporto orbitale», recita il sito Web dell’azienda: grazie al “cargo” spaziale Ion, proprietario, vengono portati in orbita satelliti di piccole e medie dimensioni, 18 solo a fine mese scorso e, negli stessi giorni, è stato siglato un importante accordo con il principe della logistica, Jeff Bezos, per l’integrazione del software proprietario di Amazon, AWS, in Aurora, quello di controllo missione di D-Orbit.

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Questa seconda realizzazione la dice lunga su come stanno cambiando le cose in cielo, considerato oramai una estensione della Terra. Amazon non è solo pacchetti recapitati a casa, ma una vera galassia di impianti e servizi, come la gestione e affitto di Cloud e server, ed è molto attivo nel mercato dello spazio, coi suoi razzi e progetti lunari, ma anche con la rete di 12 potenti antenne paraboliche posizionate in punti chiave del globo, e il software di gestione per il loro controllo.

«Integrandoci con Amazon possiamo controllare in tempo reale le nostre missioni e, integrando il nostro software Aurora, diamo al cliente la possibilità di gestire il suo satellite che gli abbiamo portato in orbita» dice Sergio Mucciarelli, Head of Sales Software Solutions. La soluzione è in buona parte à la carte e il livello di gestione può essere scelto dal cliente, che può anche avere il controllo completo. Il tutto in sicurezza, grazie a un avanzato sistema di crittografia. «Pensiamo che in futuro i clienti vorranno controllare continuamente i loro satelliti e avere strumenti avanzati per le operazioni di volo», conclude Mucciarelli.

Il cargo spaziale Ion può portare in orbita vari satelliti di varie dimensioni, tipicamente micro e mini, ma il vero segno più è che non li lascia semplicemente tutti in un’orbita, ma li può mettere ognuno nell’orbita definitiva che gli compete, con risparmio di molti mesi e di costi per i clienti. Una specie di consegna pacchi, per tornare al tema della logistica. «Logistica non è solo trasporto, ma anche creare un’infrastruttura in orbita, per fare sì trasporto, ma anche controllo del traffico, manutenzione in orbita e rimuovere i satelliti che non servono» dice Luca Rossettini, fondatore e ad di D-Orbit, che tratteggia il piano per il futuro, con sperimentazioni già in essere nel campo della comunicazione ottica e cyber security, oltre all’Edge computing: perché spedire a terra dati inutili quando puoi già preprocessarli in orbita? Insomma, per aggiornare il grande Confucio all'oggi: grande è la confusione in cielo, la situazione è eccellente.

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