Dall’avvio degli investimenti all’energia, lo stato dell’arte sulle raccomandazioni Ue

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Con il decreto aiuti / Sugli extracosti l'Italia è avanti rispetto alla Ue

(RafMaster - stock.adobe.com)

L'Italia è uno dei pochi Paesi che non ha atteso Bruxelles per dare una soluzione, almeno per il 2022, al tema della crescita dei costi del Pnrr conseguente alla crescita dei prezzi di materie prime ed energia. Mentre la Ue sembra pronta a modificare l'articolo 21 per accogliere le modifiche necessarie ai piani nazionali, il governo Draghi ha risolto la questione con il decreto aiuti, destinando risorse nazionali (10 miliardi) per mettere in sicurezza le opere del Pnrr.

Bisognerà capire come evolverà l'andamento dei prezzi, ma per ora il pericolo maggiore è scongiurato. E se la Ue dovesse aprire a rimborsi per gli extracosti, ne beneficierebbero i conti pubblici italiani e la possibile destinazione di risorse a usi diversi.

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