SANTA SEDE

Con la degenza del Papa la Curia va avanti. Il ruolo del Camerlengo scatta solo in caso di decesso (o dimissioni)

L’incarico di gestire i beni temporali tra un pontefice e l’altro è affidato da qualche anno al cardinale americano Farrell

di Carlo Marroni

Il Papa a sorpresa ricoverato al Gemelli e operato al colon

2' di lettura

Americano, ma irlandese di nascita. Kevin Joseph Farrell, 73 anni, cardinale, è il Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Un incarico molto delicato, ma nei fatti inesistente fino a quando non accade l'evento per il quale è stato creato: la morte del Papa (o le dimissioni, come nel 2013). Farrell è il capo di dicastero, un “ministro” del governo del Pontefice, e non potrebbe essere altrimenti, il Camerlengo non può essere chi non risiede a Roma. Il suo ruolo, codificato, è di presiedere la “sede vacante”, in particolare per amministrare i beni temporali, perché comunque la guida della Chiesa per l'ordinaria amministrazione in caso di morte spetta al collegio dei cardinali, in attesa di eleggere il nuovo pontefice. In queste ore se ne parla per il ricovero di Francesco, ed è stata posta la questione se sia il Camerlengo ad avere accesso alla stanza dei bottoni.

In caso di morte di un papa tutte le cariche decadono, inizia il Camerlengo
Ebbene le cose non stanno proprio così. Intanto il Papa è vigile, eppoi tutti i capi dicastero sono al loro posto nella pienezza dei poteri (solo in caso di morte tutte le cariche decadono ipso facto). Inoltre il Papa non è il presidente Usa, che detiene i codici nucleari, che devono essere nella disponibilità del vice in caso di impedimento, anche temporaneo, come un’operazione chirurgica sotto anestesia totale. Esistono delle vecchie procedure di affidamento delle responsabilità sui beni temporali, ma sono da molto tempo cadute nel dimenticatoio. Figurarsi poi con Francesco, insofferente alle antiche formule curiali e poi per carattere decisamente accentratore. Farrell è comunque un cardinale di stretta fiducia di Bergoglio, che gli ha affidato la guida del dicastero dei laici e dallo scorso settembre la delicata Commissione sulle materie riservate.

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Era “l’addetto alla camera del sovrano”. Deve verificatre il decesso del Papa
Certo è che la figura del Camerlengo è antica: il termine deriva dal latino medievale “camarlingus”, a sua volta derivato dal germanico “kamerling”, che significa “addetto alla camera del sovrano”. Verifica il decesso, rompe l’anello “piscatorio” (per Benedetto XVI è stato “rigato”, quindi annullato nella sua funzione di sigillo). La sede vacante è un periodo delicato: procedure intoccabili si intrecciano con le manovre riservate verso il conclave e le dichiarazioni pubbliche. Serve quindi un porporato molto solido, che non si lasci tirare la tonaca dalle opposte cordate, quando ce ne sono (all'ultimo conclave c'erano eccome, poi travolte dal ciclone-Bergoglio). La degenza durerà sette giorni, ma la Curia non si fermerà, e il Papa – seppure a scartamento ridotto – avrà il polso della situazione. Non ha un vice, ma certamente la figura di riferimento sarà il Segretario di Stato, Pietro Parolin, ma anche Farrell.


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