travel summit

Con Duco il meglio dell’ospitalità made in Italy incontra i travel advisor di tutto il mondo

di Silvia Pieraccini


3' di lettura

«La cosa più importante nella vita ormai è il tempo per stare con le persone che amiamo. Per questo quando organizziamo un viaggio vogliamo che tutto sia perfetto». Carolina Perez, brasiliana con bisnonni foggiani ed esperienza maturata nel tour operator della madre (uno dei più importanti del Brasile), ha capito prima di altri che il lusso del terzo millennio è il tempo libero, e che per organizzarlo al meglio non bastano web e recensioni online ma – almeno nel mondo anglosassone - serve ancora la figura del consulente di viaggio (il travel advisor).

E siccome l'Italia – che Carolina conosce bene - è una delle destinazioni più richieste e amate dai viaggiatori internazionali, dall'anno scorso l'imprenditrice ha ideato il travel summit “Duco” che fa incontrare a Firenze 150 hotel italiani d’alta gamma con 150 travel advisor internazionali. Un workshop senza precedenti per livello dell'offerta (solo tricolore) e della domanda (soprattutto americana), ma anche per la sede degli incontri di lavoro che cambia ogni giorno toccando gli hotel e i palazzi più belli della città, dal Four Seasons al St Regis, da Villa San Michele a Palazzo Vecchio, Palazzo Gondi, teatro Goldoni.

Risultato? La seconda edizione di Duco, che rischiava di essere una ripetizione della prima, si è appena chiusa con applausi superiori alla precedente. Anche perché tutti i travel advisor invitati erano diversi rispetto a quelli che avevano partecipato all'edizione precedente. E perché i grandi alberghi italiani c'erano tutti, dallo Splendido all'Albereta, dal Mandarin Oriental al Four Seasons, dal Rosa Alpina al Pellicano, dalle Sirenuse al Verdura: hotel di catena e indipendenti, di montagna, mare, città e campagna, sparsi in 18 regioni italiane e uniti dall'offerta d'alta gamma. «Non mi piace chiamarli hotel di lusso – precisa Carolina Perez – perché il criterio di selezione è fondato sulla qualità e sulla particolarità, come quella di chi sta in un palazzo storico: l'importante è che il palazzo sia rinnovato perché la decadenza non va bene per il cliente di alto livello».

Carolina ha annunciato che anche la terza edizione di Duco si terrà a Firenze nella primavera 2020. Per la città (e per l'Italia) è una grande occasione di promozione “sul campo”: «La missione di Duco - sottolinea l'imprenditrice - è promuovere tutte le regioni d'Italia, per far scoprire anche i luoghi meno conosciuti. Sono convinta che l'Italia abbia ancora grandi potenzialità nel turismo ma avere tanta storia, tanta bellezza e tanta gastronomia non basta per realizzare una buona promozione.

C'era bisogno di presentare questa nicchia tutta insieme, e di farlo non in una fiera internazionale dove si trovano offerte di ogni tipo e di ogni Paese, ma con un evento in Italia che facesse immergere nella cultura e nella conoscenza non superficiale del Paese». Musica, cibo, feste, aperitivi organizzati nei cinque giorni fiorentini hanno contribuito a far vivere un'autentica esperienza italiana.

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