Aiuti alle famiglie

Assegno unico, con due redditi 30 euro in più per aiutare le madri che lavorano

Una maggiorazione mensile come incentivo al secondo percettore nel nucleo

di Michela Finizio

(WavebreakMediaMicro - stock.adobe.com)

2' di lettura

Con l’arrivo dell’assegno unico per i figli saranno premiate le famiglie con entrambi i genitori che lavorano. A quanto si apprende, i decreti attuativi della legge delega 46/20 sull’assegno unico e universale per i figli under 21 introdurranno una maggiorazione per il secondo percettore di reddito, in modo tale da non disincentivare il lavoro femminile.

Circa 30 euro, dunque, verranno aggiunti all’assegno unico delle famiglie in cui a “pesare” sull’Isee sono gli stipendi di entrambi i genitori. Redditi più elevati, infatti, contribuiscono ad alzare l’indicatore su cui sono ancorati gli importi del sussidio, che diventano quindi inevitabilmente più bassi in questi casi.

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L’obiettivo è fare in modo che la nuova misura non diventi indirettamente un ulteriore disincentivo per le madri che intendono continuare a lavorare. Le madri italiane hanno il primato della disoccupazione in Europa: nel 2020 - con il 57,3% di donne lavoratrici con figli, secondo Eurostat - l’Italia si classifica ultima del continente, preceduta dalla Grecia (61,3%) e dalla Spagna (66,2%). Un trio di Paesi accomunati dunque da una triste realtà: meno di due terzi delle donne con figli risultano impiegate.

Stop agli assegni comunali per famiglie numerose

Resteranno invece in vigore tutte le altre detrazioni fiscali per i familiari a carico (anche il coniuge) e quelle per i figli con età superiore ai 21 anni per cui non è previsto l’assegno unico.

Si ricorda che sono considerati a carico tutti i familiari con reddito inferiore a 2.840,51 euro e che, dal 1° gennaio 2019, solo per i figli di età inferiore a 24 anni questo limite è elevato a 4mila euro. Per i maggiorenni, comunque, l’assegno unico sarà di importo ridotto fino a 21 anni e dovranno essere inseriti in percorsi di formazione, di avviamento al lavoro oppure nelle liste di collocamento.

La nuova misura, infine, cancellerà gli assegni per le famiglie numerose erogati dai Comuni, così come il bonus bebé e il premio alla nascita per i neo-genitori. Resterà invece in vita il bonus nido, già rifinanziato per i prossimi anni e cumulabile con il nuovo sussidio universale. Confermate, poi, le altre maggiorazioni previste dalla legge delega, come quelle per i figli disabili e per le giovani madri (con meno di 21 anni).

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