FESTIVAL DEL CINEMA

Con «Ema» e «Joker» la Mostra di Venezia scopre i suoi assi

Presentati due dei titoli più attesi della kermesse lagunare. Straordinaria prova di Joaquin Phoenix nei panni dello storico nemico di Batman

di Andrea Chimento


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2' di lettura

Giornata fondamentale alla Mostra di Venezia 2019, con la presentazione di due dei titoli più attesi del concorso: «Ema» di Pablo Larraín e «Joker» di Todd Phillips.
Il primo è il nuovo lungometraggio di uno degli autori più amati dai cinefili di tutto il mondo. Larraín torna al Lido a tre anni di distanza dalla presentazione del bellissimo «Jackie» con Natalie Portman: in quel caso aveva ottenuto il premio per la miglior sceneggiatura, mentre quest'anno punta ancora più in alto con un film ambizioso e di non semplice lettura, che conferma tutto il suo talento.

Ema di Pablo Larraín

Al centro della trama c'è una giovane ballerina, Ema, che decide di separarsi da Gastón dopo aver rinunciato a Polo, il figlio che avevano adottato ma che non sono stati in grado di crescere. Per le strade della città portuale di Valparaíso, la ragazza va alla ricerca disperata di storie d'amore che l'aiutino a superare il senso di colpa. Ma Ema ha anche un piano segreto per riprendersi tutto ciò che ha perduto.

Ema di Pablo Larraín

Tra tutti i film del grande regista cileno (tra le sue opere anche «No – I giorni dell'arcobaleno» e «Neruda»), «Ema» è uno dei più astratti e complessi: l'andamento narrativo è del tutto anticonvenzionale, con il copione che si interrompe spesso per lasciare spazio alle sequenze di danza o ai tanti rapporti sessuali che scandiscono la pellicola.
Lavora molto sul corpo, Larraín, dando vita a una riflessione sulla maternità, ma anche sull'idea che c'è oggi del nucleo familiare. Si può ricondurre «Ema» al genere del melodramma, ma non è semplice dare delle etichette a questo lungometraggio che dividerà, ma non lascerà indifferenti: più che un semplice film, è un'esperienza audiovisiva potente, grazie anche all'uso che Larraín fa dei colori, delle luci e persino delle scenografie degli interni. Buona prova di Mariana Di Girolamo nei panni della protagonista nel primo ruolo importante della sua giovane carriera.

Joker di Todd Phillips

Arrivando a «Joker», invece, il risultato è ancor più sorprendente di quanto si potesse pensare alla vigilia. In questa libera reinvenzione delle origini del nemico numero uno di Batman, seguiamo il comico fallito Arthur Fleck, la cui vita diventa sempre più drammatica giorno dopo giorno. A Gotham City la violenza è in continua crescita e Arthur ne farà le spese, picchiato per le strade e umiliato persino in televisione. Ma saprà come vendicarsi. Diretto da Todd Phillips (regista noto per le sue commedie, a partire dalla trilogia di «Una notte da leoni»), «Joker» è un film cupo e divertente allo stesso tempo, capace di inquietare per i suoi passaggi più tenebrosi e di intrattenere efficacemente per l'intera durata.Numerosi i riferimenti alla storia del cinema, dal finale di «Tempi moderni» di Charlie Chaplin a «Taxi Driver» di Martin Scorsese, che viene richiamato sia per diverse sequenze, sia per la presenza di Robert De Niro nei panni di un conduttore televisivo che contribuirà non poco alla nascita di Joker.

Phoenix candidato alla Coppa Volpi
Da applausi a scena aperta, infine, la prova di Joaquin Phoenix, che non punta soltanto alla Coppa Volpi come miglior interprete maschile della Mostra, ma anche all'Oscar come miglior attore protagonista dell'anno.

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