Credito

Con la guerra servono regole più flessibili per le banche europee

di Antonio Patuelli

(Adobe Stock)

3' di lettura

L’emergenza pandemica sta riducendosi, ma non estinguendosi e non vi sono certezze che non si rigeneri prossimamente, ma le sue conseguenze economiche non sono certo estinte. Nel frattempo cresce a dismisura l’emergenza energetica che non riguarda ugualmente tutta l’Europa, ma soprattutto i Paesi, come la Germania e l’Italia, che dipendono da forniture estere e che debbono immediatamente sviluppare nuove efficaci strategie energetiche.

Il conflitto russo-ucraino sta drammaticamente estremizzando tutti i problemi, anche economici. Le sanzioni occidentali verso l’aggressione russa evitano la rassegnazione e l’intervento armato: si confida che siano efficaci, ma non eviteranno certo contraccolpi negativi anche per le stesse economie occidentali.

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La Russia, prima del conflitto con l’Ucraina, era l’ottavo fornitore dell’Italia e rappresentava il 14esimo mercato di destinazione delle esportazioni italiane: le importazioni italiane dalla Russia erano di circa 14 miliardi di euro annui, il 3% delle importazioni per il nostro Paese, per i due terzi connesse all’energia. Le esportazioni italiane verso la Russia (per circa 7,7 miliardi) equivalevano all’1,5% delle nostre esportazioni. L’Ucraina era il 31esimo fornitore dell’Italia e il 42° mercato delle nostre esportazioni. Tutto ciò senza considerare gli effetti per l’importante comparto del turismo.

Come due anni fa, dopo il dilagare della pandemia, l’Unione europea si sta muovendo compatta e veloce nel compiere scelte di grande rilievo anche per l’economia e che rafforzano la stessa credibilità della Ue. Occorre evitare che il 2022 divenga un anno di nuova recessione.

Occorre compiere tempestivamente anche una verifica di tutte le regole della Ue per favorire la resilienza e la ripresa di tutti i fattori produttivi delle economie europee. Le emergenze costringono a rivedere innanzitutto la scadenza del 30 giugno prossimo per le deroghe europee per gli “aiuti di Stato”, cioè per le politiche economiche nazionali a favore di imprese e occupazione.

Va contemporaneamente ripensato lo stesso dibattito sull’aggiornamento, dopo ben trent’anni, del Patto di stabilità e crescita: le emergenze attuali spingono ancor di più verso strategie che favoriscano innanzitutto la crescita come premessa per la riduzione dei debiti pubblici e per la stabilità.

La Bce appare dinamica nel valutare i nuovi rischi economici in atto che debbono far ripensare strategie e scadenze, innanzitutto delle politiche monetarie e delle regole di Vigilanza sulle banche. Così come nel biennio della più acuta pandemia, è ora decisivo il ruolo delle banche per la verifica dei nuovi rischi, la resilienza e la ripresa economica a sostegno delle imprese e dell’occupazione. Quindi vanno tempestivamente ricalibrate le regole sulle banche e rese quanto necessario flessibili. In quest’opera attendiamo provvedimenti non solo da Francoforte e Bruxelles, ma anche dall’Eba, l’Autorità bancaria europea (ora con sede a Parigi) che detta spesso le più rigide regole che incidono direttamente sulle banche e indirettamente su ogni comparto economico e sociale.

Dopo queste verifiche e i conseguenti aggiornamenti normativi europei potranno dispiegarsi appieno nuovi provvedimenti anche nazionali a sostegno dello sviluppo, per le imprese e l’occupazione.

Questa volta l’emergenza di milioni di rifugiati non viene dal Sud Europa, ma dall’Europa dell’Est: questa è l’occasione perché siano superate vecchie polemiche sull’immigrazione e sia varato un innovativo grande piano europeo che affronti contemporaneamente i problemi dell’accoglienza e dell’inserimento occupazionale dei rifugiati e le nuove complessive necessità di politica economica.

Le banche sono ora più che mai impegnate sui fronti strategici dell’economia e pure nel contrastare ogni tentativo di riciclaggio e per la sicurezza tecnologica, difronte all’incremento dei rischi anche di massicci attacchi di hacker di Paesi soggetti alle sanzioni.

La pandemia e il conflitto russo-ucraino stanno cambiando in profondità anche le sensibilità civili e sociali e spingono a tenere in molto maggiore conto i princìpi alti e i valori fondamentali della convivenza civile, delle libertà e della solidarietà.

Presidente Associazione bancaria italiana.

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