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Con l’assegno unico già pronti 8 milioni di Isee. La casa peserà di meno

Inviate dai Caf 2 milioni di pratiche in più del 2021, ma va rifinanziato fino a fine anno l’accordo con Inps. Governo in campo per adeguare l’indicatore

di Michela Finizio

Le novità introdotte dall'Assegno Unico Universale INPS

3' di lettura

Nei primi cinque mesi del 2022 sono state inviate all’Inps circa 2 milioni di pratiche Isee in più rispetto allo scorso anno. La corsa delle famiglie a elaborare l’indicatore della situazione economica è sostenuta soprattutto dal debutto dell’assegno unico universale per i figli, per cui è possibile fare domanda senza perdere gli arretrati fino al 30 giugno. Incide l’aumento generalizzato delle condizioni di povertà, ma anche la diffusione di altre prestazioni ancorate all’Isee, ad esempio in seguito all’innalzamento a 12mila euro della soglia per ottenere il bonus gas e luce per far fronte ai rincari.

L’attuale centralità dell’Isee ha spinto così il Governo ad aprire un dialogo con le forze politiche per adattare lo strumento alla nuove esigenze, proprio mentre - nel frattempo - sono quasi esauriti i fondi messi in campo per sostenere i Caf (centri di assistenza fiscale) che ogni giorno dai loro uffici inviano centinaia di Dsu (la dichiarazione sostitutiva unica necessaria per elaborare l’Isee).

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Le risorse per gli Isee

Finora i Caf hanno gestito 7,72 milioni di pratiche, su un totale di 8.998.629 inviate a Inps nel 2022. Più di un milione, infatti, sono state inviate direttamente dal cittadino o da altri enti, anche tramite procedura precompilata online (il 12% del totale).

«Arriveremo a 10 milioni di pratiche entro fine anno - afferma Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta nazionale dei Caf - ma tra poche settimane non ci saranno più risorse per erogare questo servizio gratuitamente e dovremo far pagare i cittadini». La convenzione annuale tra Caf e Inps, infatti, vale 117 milioni di euro, a cui l’istituto ha aggiunto altri 7 milioni di risparmi per gli Isee 2022. Ora però i fondi sono agli sgoccioli. La Consulta dei Caf ha avuto un incontro giovedì scorso con la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, che si è impegnata a sostenere la richiesta di rifinanziamento. L’opportunità potrebbe concretizzarsi nel percorso di conversione del decreto Aiuti, ma bisogna trovare le risorse. «Servirebbero - aggiunge Angileri - circa 32 milioni aggiuntivi per arrivare a fine anno».

Anche nel 2021 furono aggiunte risorse in corsa per far fronte all’aumento degli Isee, ma quest’anno la necessità di farlo era prevedibile. «Per l’assegno unico abbiamo dovuto fare straordinari, aprire nuovi sportelli e oggi non possiamo farci carico dei problemi sociali del paese», conclude il coordinatore dei Caf che mercoledì parteciperà a un incontro anche con il ministero dell’Economia, auspicando che la questione si risolva prima che di creare disagi ai cittadini.

Il tavolo del Governo

Il Governo nel frattempo ha accolto le diverse sollecitazioni arrivate negli ultimi mesi, volte ad adeguare l’Isee come strumento ormai “universale”, utilizzato in molteplici ambiti, per misurare la situazione economica familiare e non più solo per definire il superamento della soglia di povertà.

In questo contesto, il Governo si è detto disponibile a rivalutare il meccanismo di calcolo: il dipartimento della Famiglia ha preso l’impegno di riconsiderare il ruolo dell’Isee nel quadro attuativo del Family Act, ovviamente insieme al ministero competente, essendo una materia regolata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Anche perché farlo significa attivare meccanismi redistributivi e sarà necessario coordinare l’intervento con la riforma fiscale, con un’adeguata copertura finanziaria.

Per questo motivo nelle ultime settimane è stato avviato un gruppo di lavoro informale tra le forze politiche di maggioranza, coordinato dalla ministra Elena Bonetti, con l’obiettivo di rilevare le criticità emerse dall’allargamento della platea dell’Isee per molte prestazioni, diverse tra loro, e risolverle. La volontà è quella di individuare alcuni correttivi condivisi, istituendo un tavolo finalizzato ad avanzare una proposta di provvedimento. Finora sul punto è stata trovata la convergenza delle forze di Governo, ma verrà invitata a partecipare anche la minoranza: se prima a chiedere una riforma dell’Isee era stato il centro destra, oggi anche il Pd – dopo l’apertura del segretario Letta agli Stati generali della natalità – si è mostrato favorevole.

Il dipartimento della Bonetti, che sta coordinando questo tavolo di lavoro informale, sta raccogliendo le proposte delle varie forze politiche con l’obiettivo di individuare i punti condivisi. Al momento sembra si possa trovare un accordo soprattutto sulla volontà di “abbattere” il peso della prima casa sull’indicatore finale . Allo stesso tempo, però, andrebbe anche favorito chi vive in affitto per non creare sperequazioni. C’è consenso anche sulla necessità di rivedere il coefficiente di calcolo in base al numero di figli, in particolare dal terzo figlio in poi, in modo da favorire l’accesso ad alcune prestazioni per le famiglie numerose. Infine, promuovendo ulteriormente l’interoperabilità delle banche dati, bisognerà semplificare la modalità di comunicazione dei dati, in particolare quelli sulle giacenze medie, aprendo un dialogo tra Inps e agenzia delle Entrate.

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