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Con il lockdown aumentato il gioco d’azzardo: un business per la mafia

Nel 2020, in un solo anno, sono stati attivati ben 4 milioni e 277 mila conti di gioco su piattaforme online. Per il Procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia Giovanni Russo una nuova occasione per le cosche

di Patrizia Maciocchi

(Tomasz Zajda - stock.adobe.com)

3' di lettura

In Italia a lasciarsi tentare dal gioco d’azzardo, almeno una volta l’anno, sono 18,4 milioni di persone: pari al 36% della popolazione maggiorenne. Un milione e mezzo di questi giocatori ha un “profilo problematico”, fatica a gestire il tempo da dedicare al gioco e a controllare quanto spende, alterando spesso i comportamenti familiari e sociali anche a causa di situazioni di sovra indebitamento e di usura.

L’aumento del gioco d’azzardo on line

Secondo i dati diffusi nel 2021 dall’Istituto Superiore di Sanità, inoltre, a causa della pandemia, il gioco d'azzardo online ha registrato un notevole aumento. Il lockdown non è stata l’occasione per i giocatori di allontanarsi dalla tentazione di sfidare la sorte, ma li ha indotti solo ad una “conversione” al web. Durante il Covid si è giocato d’azzardo su moltissime piattaforme e, spesso, per più tempo. La prova è nei numeri. Nel 2020 è diminuito notevolmente il gioco su rete fisica grazie alle restrizioni e alla chiusura forzata di sale gioco, agenzie di scommesse e Bingo, mentre parallelamente c’è stato un picco del gioco online.Il Covid ha accelerato un processo già avviato: il progressivo aumento del gioco online a discapito della rete fisica, e, per quanto riguarda il primo non ci sono le limitazioni imposte dalle normative locali.

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I conti di gioco sulle piattaforme web

Nel 2020, in un solo anno, sono stati attivati ben 4 milioni e 277 mila conti di gioco su piattaforme online (da quando esiste l’anagrafe del gioco d'azzardo online sono stati aperti in totale 13 milioni e 686mila conti compresi quelli del 2020), sono stati puntati 40 miliardi e 50 milioni di euro e sono stati persi 2 miliardi e 356 milioni. In media ognuno, dopo ore e ore di giocate, ha lasciato al banco digitale 670 euro. Nel 2021 in Italia secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli siamo tornati ai livelli pre-pandemia, raggiungendo quota 110,88 miliardi di euro con un incremento del 25,5% rispetto all'anno precedente. La Spesa per il gioco, nel 2021, è stata pari a 15,42 miliardi di euro, con un incremento del 17,95% rispetto all’anno precedente. Complessivamente il 2021 ha fatto registrare un incremento di oltre il 16% rispetto al 2020 in tema di entrate erariali del settore giochi a fronte di un aumento della spesa dei giocatori di circa il 18% rispetto allo stesso anno.Mentre a livello globale, secondo gli analisti di H2 Gambling Capital, azienda che fornisce dati di mercato e servizi di consulenza, il 2022 minaccia di superare la spesa del 2019. A fronte dei dati sopra citati, il numero ufficiale dei giocatori patologici che effettivamente si rivolgono ai Servizi per le Dipendenze è stimato in appena 40mila persone. Pertanto, la quasi totalità dei giocatori problematici o patologici presenti in Italia non ottiene aiuto e non segue un percorso di cura qualificato, anche perché in diversi casi non sa a chi rivolgersi e con quali modalità.

II progetto “La trappola dell’Azzardo”

Guardando a questa esigenza di sostegno, Avviso Pubblico e Bper banca hanno deciso di realizzare un ciclo di incontri gratuiti riservati a studenti, personale scolastico e a tutti i cittadini per sensibilizzarli sulla necessità di prevenire e contrastare il disturbo da gioco d’azzardo.

Obiettivo principale del progetto, presentato a Roma, è rendere le persone consapevoli di tutto ciò che il gioco d’azzardo comporta, ad iniziare dai rischi di cadere nella ludopatia: una dipendenza che nel 2017 è stata ufficialmente inserita dallo Stato italiano nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Un’intera giornata dedicata alla legalità e alla corretta informazione sul gioco d’azzardo, all’insegna della prevenzione per una patologia che causa problemi alla società, ai datori di lavoro e aumenta il numero di disoccupati e poveri.

Gli incontri con scuole e cittadini

Al mattino ad essere coinvolte saranno le scuole. Studenti ede insegnanti saranno i destinatari delle informazioni utili a scongiurare il rischio per i minori di finire nella rete del gioco d’azzardo. Negli incontri pomeridiani, pensati invece principalmente per la cittadinanza, il focus sarà sul rapporto mafie e azzardo, al fine di rendere anche più consapevole la società delle conseguenze che le mafie rappresentano per l’economia del nostro Paese. Gli eventi saranno organizzati in presenza, cercando di prevedere anche una diretta streaming in modo da coinvolgere il maggiore numero di persone possibile.

Per il Procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia Giovanni Russo, intervenuto alla Conferenza stampa di presentazione del progetto : «la criminalità organizzata moderna ha adottato da tempo il modello di crime as a service. Dove c’è necessità si presentano con una loro offerta: un’offerta economica, un’offerta di servizi, un’offerta di disponibilità di violenza, quindi una riserva di violenza o una riserva di ricchezza. In questo caso la dipendenza da gioco d'azzardo patologico acuita dalla pandemia che abbiamo tutti subito, ha aperto un terreno ancora più fertile dove andare a ficcare i loro interessi»

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