Editoria

Con Marotta&Cafiero Scampia è diventata piazza di spaccio di libri

Da Stephen King a Daniel Pennac, a Günter Grass: grandi nomi nel catalogo della casa editrice napoletana che punta sul riscatto del quartiere

di Donata Marrazzo

4' di lettura

Un a storia di impresa che riscatta e redime un intero territorio. La casa editrice Marotta&Cafiero è il simbolo di una nuova Scampia, che si rigenera mentre cadono le Vele: il più grande complesso di edilizia economica e popolare del Sud, realizzato con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno, crolla a colpi di ruspa (erano sette edifici, ne restano 3), mentre il quartiere prova a rinascere, un libro dietro l’altro.

Espressione di una nuova editoria, indipendente e terrona, che pubblica Stephen King, Daniel Pennac, Günter Grass, ma anche Osvaldo Soriano, Antonio Skármeta, Raffaele La Capria, Ernesto Che Guevara, in versione tutta ecologica (pagine di carta riciclata, stampate con inchiostro di soia, copertine plastificate con amido di mais), la casa editrice napoletana partecipa alla rinascita urbana e sociale di Scampia, coinvolgendo i giovani della comunità. «In quella che era la piazza di spaccio più grande d'Europa oggi si spacciano libri»: per Rosario Esposito La Rossa e sua moglie Maddalena Stornaiuolo, che dodici anni fa hanno ricevuto in dono da Antonio Marotta e Anna Cafiero la loro storica casa editrice di Posillipo, è motivo di grande vanto. Hanno reclutato più di 80 giovani del quartiere, impegnandone alcuni in attività editoriali. Altri sono stati coinvolti in diversi progetti culturali (fotografia, scrittura, teatro, cinematografia), insieme ad associazioni attive da anni sul territorio. Così è nata Scugnizzeria.

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Esposito La Rossa. Uno dei fondatori e animatori della casa editrice napoletana Marotta&Cafiero

«Guarda che è un sogno impossibile da realizzare, mi dicevano tutti quando scegliemmo di spostare la sede della nostra impresa dal quartiere più ricco di Napoli, Posillipo, a uno dei più degradati. E invece, nonostante lo scetticismo generale, oggi siamo qui, a Scampia, sempre più integrati, più radicati nel nostro territorio», racconta l'imprenditore napoletano.

Il primo colpo grosso risale a qualche tempo fa, con l'ingresso della casa editrice nella rete di distribuzione di Mondadori, insieme a Rizzoli e Einaudi. «Siamo grati per questo a Orietta Fatucci di Einaudi Ragazzi. Ha capito immediatamente la portata del nostro progetto. Così oggi siamo presenti in oltre 2mila librerie». Il secondo? «È stato durante il lockdown del 2020. Eravamo fermi, ma, così come mi hanno insegnato i miei genitori, cercavo di alzare l'asticella. Mi è venuto in mente di contattare Stephen King. Il suo agente mi disse subito che non avremmo avuto i soldi per chiudere un accordo con lui. Ho bleffato un po’ e abbiamo avviato una trattativa. E alla fine Marotta&Cafiero ha pubblicato “Guns. Contro le armi”. Un libro contro la violenza made in Scampia!», rimarca Esposito La Rossa. «Adesso stampiamo King e Pennac e tutti i nostri autori nella Legatoria Tonti, con cui abbiamo costituito un nuovo polo del libro nell'area Nord di Napoli. Dove si stringevano alleanze criminali ora ci sono aziende che creano nuove sinergie».

La produzione libraria riguarda soprattutto la narrativa civile: storie provenienti dai Sud del Mondo, con particolare riferimento alla letteratura africana, araba, serbo-bosniaca e ispanica. Volumi di impegno sociale, politico e ambientale. «Dedichiamo molta attenzione ai giovani autori, agli scrittori di colore, alle narratrici, alle periferie e alla tribù di Napoli. Siamo specializzati sui temi dell’ecologia, dell’antimafia, della migrazione, del revisionismo storico e della decrescita», spiega l'editore.

La casa editrice è in continuo fermento: 50mila le copie di libri pubblicate nel 2021 e un fatturato che supera i 400mila euro. Con Coppola, piccolo editore siciliano attento ai temi della legalità, di cui Marotta&Cafiero ha acquisito la proprietà, pubblica “sushi di carta”, «classici di piccolo formato, chicche rare di grandi autori».

«La nostra attività ha un impatto forte sul territorio, sulle scuole in particolare. E intendiamo rafforzare la nostra presenza: abbiamo acquistato all'asta un immobile che si trova sopra la nostra sede per realizzare il primo museo del libro dove saranno esposti i caratteri mobili in legno e piombo, per sperimentare la stampa come la faceva Gutenberg», anticipa Rosario Esposito La Rossa. Che da ragazzo faceva il calciatore, giocava nel Napoli e non immaginava un futuro da editore.

«Quando mio cugino Antonio Landrieri fu ucciso durante la faida tra clan, nel 2004, ho lasciato lo sport per impegnarmi a dimostrare la sua estraneità a quei fatti criminali. Antonio fu vittima innocente di camorra», afferma. A lui è stato dedicato il grande stadio quel quartiere (realizzato con erba sintetica prodotta con il riciclo degli pneumatici abbandonati nella Terra dei fuochi). E sempre al giovane Landrieri, Esposito La Rossa ha dedicato il suo primo libro “Al di là della neve”, una raccolta di racconti su Scampia con cui si è aggiudicato il premio Giancarlo Siani 2008.

Quella di Marotta&Cafiero, dunque, è una delle tante forme di resistenza in atto a Scampia: tanti altri, comitati, centri sociali, associazioni sportive e cittadini onesti presidiano il quartiere tenendo alla larga camorra. «A raccontare il male finora siamo stati bravissimi, ora dobbiamo imparare a raccontare il bene, raccontare la comunità – conclude l'editore - Aspettiamo che apra l'università, un polo della Federico II che di certo migliorerà la situazione. Ma abbiamo bisogno soprattutto di un hub che aiuti i giovani a trasformare in impresa le loro idee. Perché allontanata la camorra, qui resta la povertà».

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