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Con La Marzocco anche il caffè diventa digitale

La macchina per il caffè è connessa, insieme con il macinadosatore, per ottenere una tazzina perfetta. Ma tutti i dipendenti sono coinvolti nell’innovazione: anche l’errore serve per crescere

di Riccardo Oldani


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(ANSA)

3' di lettura

Con le nuove tecnologie digitali anche la macchina per il caffè espresso diventa connessa, insieme con il macinadosatore, l'apparecchio che lavora i chicchi per ricavarne il macinato con la giusta grana e consistenza per ottenere una tazzina perfetta. Diversi protagonisti di questo settore, che vede le aziende italiane primeggiare nel mondo, stanno percorrendo questa strada, ma l'approccio scelto dalla fiorentina La Marzocco è senza dubbio molto particolare.

La Marzocco è un'azienda nata nel 1927, fondata da Giuseppe Bambi e poi condotta negli anni dal figlio Piero. Oggi conta circa 430 persone suddivise tra i due siti produttivi in Toscana e gli addetti della rete commerciale e delle sedi estere.

«L'impresa è sempre stata protesa verso l'innovazione - dice Roberto Bianchi, COO dell'azienda -, ma secondo una filosofia tutta nostra. Per noi innovare significa esplorare terreni nuovi, cercare strade mai percorse da nessuno, anche correndo il rischio di sbagliare. Questa tensione al nuovo si è tradotta anche in una nostra filosofia di comportamento, innanzi tutto verso noi stessi, all'interno dell'azienda.

Abbiamo sviluppato un approccio positivo all'errore, che è sempre visto come parte del percorso che porta al successo. Il dipendente o l'addetto che sbaglia qualcosa non viene mai ripreso o punito perché abbiamo visto che, facendo così, le persone propongono incessantemente nuove idee. Noi siamo continuamente sollecitate da proposte e intuizioni del nostro personale».

Un approccio fortemente creativo, quindi, che è riuscito a coinvolgere profondamente il personale e farlo immedesimare nella storia dell'azienda. «Siamo un'impresa artigiana - proesegue Bianchi -, non abbiamo mai introdotto automazione nel nostro processo, né intendiamo farlo. La nostra è un'attività sostanzialmente di assemblaggio, a parte la produzione delle caldaie, che sono il cuore della macchina del caffè, un po' come il motore in un'automobile. La produzione avviene per isole e ogni addetto ne segue una parte. Però a chi lo desidera noi diamo la possibilità di apprendere tutto il processo e di imparare a realizzare una macchina per l'espresso dall'inizio alla fine». Un modo per costruire competenze e capacità.

«In questo percorso - dice Bianchi - il contatto con le tecnologie digitali è stato inevitabile, e lo abbiamo sviluppato in più direzioni. Ma tutto è partito, anche questa volta, dal nostro interno. Abbiamo infatti iniziato un percorso insieme con Cisco, dapprima per rendere più semplici i contatti a distanza con un sistema di teleconferenze per le nostre sedi all'estero e poi per razionalizzare alcuni aspetti della produzione, come per esempio la gestione di magazzino o la segnalazione di difettosità».

Un'operazione che veniva fatta a mano, sui fogli di lavorazione, i cui dati poi venivano raccolti e inseriti nel nostro sistema informatico aziendale. «Se quindi c'era una criticità», continua Bianchi, «come un problema determinato da un fornitore, da un lotto difettoso di pezzi o anche nostro interno, lo venivamo a scoprire dopo una settimana. Ora abbiamo creato un sistema per cui tutti i nostri addetti sono dotati di un tablet. Se trovano un pezzo difettoso lo fotografano, compilano un form con una serie di dati e in tempo reale ci consentono di prendere coscienza della situazione e rimediare subito al problema».

Il tablet poi resta in possesso del dipendente che se vuole può portarlo anche a casa. La Marzocco, insieme con Cisco, ha studiato una serie di app che ora consentono agli addetti della sede fiorentina di compiere una serie di operazioni, come per esempio programmarsi le ferie o i permessi. «Il successo di questo progetto - spiega ancora Bianchi - ci ha spinto a pensare a qualcosa del genere anche per il nostro prodotto. Abbiamo quindi pensato di dotare le nostre macchine per il caffè espresso della possibilità di connessione che non solo ci consente di verificare il funzionamento corretto e l'ubicazione dei nostri prodotti ma ci fornisce anche informazioni importanti sul modo di utilizzo, sulle preferenze e le abitudini del possessore, che può essere un privato ma anche un barista».

Il tutto anche a beneficio dello sviluppo del prodotto. Il progetto è iniziato con La Mini, una delle macchine storiche de La Marzocco, dotata di un solo gruppo di estrazione, ma l'intenzione è di estenderlo a breve anche a tutti gli altri modelli della gamma professionale per arrivare già nel 2020 a rendere connessa, «o connettibile», tutta la produzione dell'azienda.

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