Valle d'Aosta

«Con il modello Olivetti nel Dna abbiamo traghettato la crisi»

L'azienda metalmeccanica Honestamp ha puntato su diversificazione, flessibilità e welfare: ai dipendenti buoni acquisto da spendere nei negozi del centro di Pont Saint Martin

di Carlo Andrea Finotto

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Un addetto al lavoro presso la Honestamp di Pont Saint Martin

L'azienda metalmeccanica Honestamp ha puntato su diversificazione, flessibilità e welfare: ai dipendenti buoni acquisto da spendere nei negozi del centro di Pont Saint Martin


4' di lettura

Il modello Olivetti nel Dna. Dimensioni, attività e respiro internazionale sono ovviamente differenti rispetto all’impresa fondata nel 1908 da Camillo Olivetti a Ivrea e poi sviluppata dal figlio Adriano fino a darle un posto di rilievo tra i leader mondiali nelle macchine per scrivere, nel calcolo elettronico e nei computer.

La Honestamp di Pont Saint Martin nasce proprio all’interno di quel crogiolo di idee e di innovazione, assorbendone in qualche modo lo spirito.

Antonio Lingeri, il fondatore, lavora in Olivetti, nell’ufficio tecnico, dove si occupa di progettazione. La politica del gruppo continua a essere quella di valorizzare le competenze interne. «Così a mio nonno Antonio viene data l’opportunità di mettersi in proprio» racconta Simone Lingeri, che insieme al fratello Mirko rappresenta la terza generazione della famiglia in azienda e affianca il padre Alfredo alla guida dell’attività.

Siamo nella seconda metà degli anni 60 e il territorio - Canavese e Bassa Valle d’Aosta - sta conoscendo un importante sviluppo del comparto industriale e manifatturiero proprio sulla scia dell’affermazione di Olivetti. Nei dintorni del polo di Ivrea crescono diverse realtà dell’indotto: Honestamp è una di queste. Vede la luce nel 1968 e Antonio Lingeri decide di battezzarla con il nome del paese valdostano che ne ospita la sede. Quasi una sorta di spin off ante litteram quello della Honestamp, cui Olivetti «offre anche sostegno - sottolinea Simone Lingeri - con commesse di lavoro per permettere all’azienda di partire e reggersi sulle proprie gambe».

Con i suoi 51 anni, una trentina di dipendenti, 3 milioni di fatturato, Honestamp è una delle aziende metalmeccaniche a conduzione familiare più longeve della Valle d’Aosta. Merito anche delle scelte portate avanti sin dall’inizio, come sottolinea Simone Lingeri. «Il nonno prima e nostro padre poi - dice - hanno compreso subito che bisognava allargare il raggio d’azione ad altri clienti, per evitare di restare vincolati a una monofornitura Olivetti, più rischiosa in caso di crisi».

Honestamp cresce: alla progettazione e al disegno tecnico viene aggiunta la produzione, con relativa officina. Servono più spazi, così arriva il primo trasloco: l’azienda si sposta a Donnaz e si specializza nella realizzazione di stampi, attrezzi e componenti in serie, sia in materiale metallico che plastico destinati a una vasta gamma di impieghi.

«I nostri clienti spaziano dall’automotive all’informatica all’infotainment, dalla componentistica per l’edilizia al comparto energetico, dall’oil and gas al credito e al medicale» chiarisce Lingeri. Una diversificazione progressiva, costruita negli anni da Antonio e Alfredo Lingeri che gestiscono l’azienda in tandem a partire dal 1975.

«Indubbiamente - dice Simone Lingeri - non ci fosse stata sin dall’inizio questa scelta, anche difficile da portare avanti, costosa e meno remunerativa di altre, oggi non saremmo qui. Saper gestire con la massima flessibilità materiali e settori totalmente diversi tra loro, che richiedono anche standard qualitativi differenti è il nostro valore aggiunto».

Quello di Honestamp è un lavoro dietro le quinte, che non ha come risultato il prodotto finito, ma componenti e strumenti destinati ai clienti che li assemblano per realizzare poi qualcosa destinato al mercato finale. «La nostra è un’attività di precisione - spiega - che esige professionalità e competenze di alto livello e macchinari speciali per la lavorazione dei diversi materiali. Parliamo di frese, macchine per il taglio laser, elettroerosione, torni, piegatrici. Anche nelle nostre macchine utensili si manifesta la diversificazione dell’azienda: le presse di cui disponiamo variano da 10 a 300 tonnellate di pressione. Le prime possono lavorare materiali molto sottili, fino a 5 centesimi di millimetro, le seconde riescono a tagliare lamiere da 7 millimetri di spessore».

L’azienda continua a evolversi: da Donnaz trasloca nuovamente, questa volta a Pont Saint Martin, e a fine anni 90 Alfredo Lingeri viene affiancato in azienda dai figli Mirko e Simone. Il primo si dedica alla parte di sviluppo tecnico, all’attrezzeria e all’officina, il secondo segue la parte economica e commerciale. Più di recente si aggiunge il reparto di prototipazione, che apre a nuovi sbocchi e registra una forte crescita.

L’imprinting di Olivetti non è mai venuto meno e si materializza nell’attenzione al territorio: «È un modello che cerchiamo di replicare anche se in piccolo - sottolinea Simone Lingeri -; in particolare stiamo portando avanti da oltre 30 anni una collaborazione con gli istituti scolastici: aziende come la nostra hanno difficoltà a reperire personale specializzato: servono competenze particolari sia sul fronte della progettazione che della lavorazione. Così cerchiamo di investire sulla formazione professionale degli studenti e di offrire opportunità ai ragazzi, proponiamo momenti di confronto, scambio, contaminazione».

È partita invece a luglio 2019 un’altra iniziativa di Honestamp che allarga il concetto di welfare aziendale: buoni acquisto ai dipendenti da spendere nei negozi del centro storico di Pont Saint Martin. Una agevolazione ai lavoratori e una chance in più per il piccolo commercio locale. «È un modello che potrebbe essere replicato anche in altre località della valle e nelle città - auspica Lingeri - ed è anche una questione di lungimiranza: se il paese perde ricchezza e attrazione anche chi lavora intorno ci rimette».

L’azienda, intanto, sta pensando a un nuovo ampliamento e al trasloco in una nuova sede, ma i proprietari assicurano: «L’intenzione è quella di rimanere sempre in Valle d’Aosta».

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