Milano

Con la mostra al Museo del Novecento rivalutazione della pioniera Borsari

Fino al 13 febbraio esposte le sue tecniche audiovisive e performative, in corso l’aggiornamento dell’archivio, per le gallerie si riaccende l’interesse

di Gabriele Cardinale, Maria Dalle Vedove, Paolo Ermacora, Alessia Fiorillo, Marta Solinas*

Anna Valeria Borsari, Attraversarsi, 1977, sequenza di diapositive

5' di lettura

Per la prima volta un museo pubblico di Milano dedica una mostra ad Anna Valeria Borsari, classe 1943, che con la sua ricerca artistica, tanto variegata nelle modalità espressive quanto coerente nei suoi principi, ha anticipato tecniche e linguaggi come l'opera site-specific. Fino al 13 febbraio 2022 il Museo del Novecento di Milano ospita “Da qualche punto incerto”, antologica curata da Giorgio Zanchetti, Iolanda Ratti, con la collaborazione di Giulia Kimberly Colombo. Il museo milanese vuole portare sotto i riflettori della promozione un sofisticato lavoro artistico, affinché venga riconosciuto all’artista bolognese lo statuto di pioniera di nuove tecniche audiovisive e performative. La mostra esplora i temi dell'identità, del rapporto tra realtà e rappresentazione, attraverso sculture, fotografie, installazioni, interventi nello spazio. Propone un dialogo tra opere distanti per datazione ma semanticamente affini. Si tratta di un'operazione accurata che riscopre un percorso dai significati sottili.

Anna Valeria Borsar, «Da qualche punto incerto», Installation view at Museo del Novecento, Milano PH Courtesy Museo del Novecento

La sfida

Studia a Bologna dove respira i vivaci anni dell’avanguardia letteraria e artistica italiana e diventa docente universitaria di filologia romanza. Nel 1975 ha la prima personale alla Galleria SM13 di Roma, l’anno dopo espone «Del riferimento e dell’identità»a Palazzo Bentivoglio a Bologna . ‘Non voglio costruire oggetti ove il caso, dialetticamente, venga vinto dalla nostra logica, poiché sarebbero false e illusorie concessioni, sarebbero sogni di compensazione'. Così afferma Anna Valeria Borsari agli inizi della sua ricerca, preannunciando la sua empatia nei confronti della diversità umana, sulla quale fonderà la sua intera carriera. Facendo propri i moti sovversivi degli anni '60, ha scelto di cogliere gli aspetti più intimi e misteriosi della realtà e caricare di sensi inediti anche l'elemento apparentemente più insignificante. Le iniziali ma incessanti ricerche sulla relatività delle nostre percezioni e sulle tematiche del riferimento e dell’identità culminano nella distinzione tra soggetto e oggetto, forma e materia, arte e vita.

Loading...

Anna Valeria Borsari, «Altrove», 1980

Orientata alla scoperta del mondo a vantaggio di valori più profondi come il tempo, la memoria, la reinterpretazione estetica del vissuto, si incasella tra gli artisti del ‘900 non etichettabili, adoperando la fotografia come medium di una narrazione flessibile ma incompiuta, sospesa, incerta.

Antesignana tra performance e video

La chiave di lettura delle sue opere e delle sue scelte si ricerca nella complessa produzione, sempre tesa a comunicare la provvisorietà e la fragilità della vita. Lo fa nel 1977 in «Attraversarsi», scattando una diapositiva ogni sette secondi mentre percorre il Portico della Morte a Bologna, le cui estremità rappresentano il passaggio da uno stadio all'altro dell'esistenza; nello stesso anno 1977 propone nelle piazze da Bologna, l’anno dopo a Firenze e nel 1979 a Milano la «Madonna di monete e cereali» o «Quarta Madonna» dove ribadisce l'estemporaneità dell'arte attraverso i materiali e la performance. Le sue sono opere che allarmano, creano scompiglio ed incertezza, pullulano di sparizioni, precarietà, contrapposizioni: si pensi a «Narciso» in cui lo specchio dell'ultima immagine rimane vuoto, o alle interazioni con il pubblico, che spesso rende parte inconsapevole dell'opera o complice della sua creazione o distruzione.

Così, nello studio della successione delle scene, diventa indispensabile l'intermittenza di eventi e percezioni non programmati; abitando la fisicità dei luoghi, l'artista può definirsi anticipatrice della dimensione del site specific. Emblematica è l'opera «Donna isola e ponte» ('82), installazione ambientale su una piccola isola sul fiume Reno; dell'operazione restano solo le fotografie ed il racconto, perché l'immagine si smaterializza poche settimane dopo a causa dell'ingrossarsi del fiume. La consumazione dell'opera contraddistingue anche «Il grande naufrago» (‘86), un'installazione di pietre in cui una grande mano pare aggrapparsi alla riva del Lago di Monate. Sono tecniche che la rendono innovatrice di linguaggi, ma artista non ordinaria agli occhi del mondo a lei contemporaneo; sempre fedele alle sue motivazioni, alla sua libertà, alle sue esigenze di ricerca, non si adegua all'evoluzione consumistica del settore, né ai vincoli della moda. Tra gli anni ’80 e ’90 espone nelle gallerie De Crescenzo a Roma, Studio G7 a Bologna, che la porterà nel 2017 ad Artissima in ’Back to the future’, Multimedia a Brescia, Avida dollars a Milano e Neon a Bologna con la performance «Lotteria» Ma non scatterà mai con nessun gallerista un’intesa duratura nel tempo.

Anna Valeria Borsari, «Suonare Borsari», 1997

La riscoperta

Il quadro cambia negli ultimi due decenni, quando il video e la fotografia vengono storicamente recuperati; si rinnova l'interesse per l'artista negli spazi no profit (nel 2012 la Fondazione Mudima di Milano le dedica «Qui e altrove») e in ambito museale (nel 2013 al MAMbo di Bologna è nella collettiva «Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell’arte italiana contemporanea») ottenendo visibilità da parte di quotidiani e riviste di settore, blog e giornali digitali e tesi universitarie. Considerando le scelte degli anni '80 di non lavorare per gallerie private, di non partecipare ad aste di mercato (ci sono solo due passaggi da Il Ponte nel 2018 e dieci anni prima a Londra da Bloomsbury Auctions con valori scambiati sulle stime basse di qualche migliaio di euro), di non dedicarsi alla promozione, non stupisce la scarsa divulgazione del suo lavoro. La critica ed il pubblico hanno compreso il valore espressivo e avanguardista dei suoi lavori e delle sue tecniche, riconoscendo in lei un punto di riferimento femminista diverso dal modello imperante (non attivo e consapevole ma trasgressivo e riflessivo), e reputano un valore aggiunto l'insistente difesa del proprio lavoro da fraintendimenti.

La svolta

La grande esigenza di produrre, il poco tempo da poter dedicare alla promozione e alla distribuzione, l’interesse ridotto degli anni ’70 e ’80 per la sperimentazione e per il video, la scelta di non lavorare con gallerie private, furono le cause della scarsa commercializzazione delle sue opere. Il convinto rifiuto di qualsiasi etichetta per il suo lavoro e la diffusione di opere a basso prezzo la penalizzano nell’identificazione sul mercato e nel miglioramento della sua posizione. Del resto inviti a rassegne, festival, manifestazioni sono giunti soltanto quando il video viene storicamente recuperato. Pertanto, nei prossimi anni, soddisfatte determinate condizioni quali il sostegno da parte di una galleria che condivida il suo stesso sistema di valori – la mostra al Museo del Novecento ha risvegliato l’interesse di diverse gallerie –, il rinnovamento della propria ricerca e dell'uso artistico dei media, avviato con il progetto “Anna Battistini è su Facebook” (progetto del 2019 che ha lo scopo di mettere al centro l'individuo in una società sempre più impersonale, incentrato sulla concezione di identità individuale concepita nel suo rapportarsi con l'altro da sé), l'aggiornamento del proprio archivio, nonché l'ingresso nel mercato di numerose opere ancora in mano all'artista, è prospettabile un aumento delle sue quotazioni di mercato.

Nonostante lo stile sperimentale e le scelte controtendenza operate nell'arco della sua carriera artistica, il mercato inizia a valutare diversamente il suo iter intellettuale, capace di quell'indipendenza solenne di pensiero e di fare, tipico di chi ha scelto di non tradire la propria libertà e i propri valori.

* Studenti del XX Master Economia e management dell’arte e dei beni culturali della 24Ore Business School

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti